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Le 10 regole del crime perfetto: il successo di Law and Order

Mariska_Hargitay_in_Law_and_Order_Special_Victims_Unit_TV_Series_Wallpaper_1_10246. DUE E NON PIU’ DI DUE – Law and Order è sempre giocato a coppie, o al massimo con una squadra di coppie: in uno degli episodi più belli (9×19, il Freddo in Unità Vittime Speciali) Odafin, per proteggere Chester Lake, si mette contro tutto il suo distretto. Non si chiede neanche perchè o cosa è successo, lui sa che Chester è innocente, anche se ha tradito la sua fiducia: non gli ha chiesto aiuto mentre era nei guai. 

Il distretto, in sostanza, guidato in uno spin-off dall’ottimo Donald Cragen, (la faccia di gomma di Dann Florek sarebbe perfetta qui in Italia, dove adoriamo Tony Servillo) rilascia i personaggi a coppie, che siano sergenti, poliziotti o procuratori distrettuali. E quando il personaggio va da solo, ha sempre un legame con l’assassino, legame che ricrea il dualismo. Ce lo insegna la letteratura: la tensione che si crea in un uno contro uno, o in un’azione a coppie che ricrea un legame redazionale. Il gruppo, formula vincente di tutti gli altri tipi di series, qui disperde la trama dello stand alone, e non va bene.

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