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Lettera di una fan a Glee

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Glee,

credo di aver ricominciato questa lettera una decina di volte. Forse anche di più. A ogni nuovo inizio ho la convinzione che si possa trattare della volta buona. Invece poi mi ritrovo a cancellare l’ennesimo inizio scontato e banale. Quindi eccomi qui, nella mia più completa semplicità, a parlarti a cuore aperto di quello che tu, Glee, hai significato per me in questi anni.

Ho avuto bisogno di due lunghissimi anni per trovare il coraggio di scriverti. Che poi qualcuno potrebbe prendermi tranquillamente per pazza, visto che la lettera in questione la sto scrivendo ad una Serie Tv, ma non importa. Non importa perché con il tuo ultimo episodio hai lasciato nella mia vita un vuoto incolmabile. Credo anche di aver pensato per un momento di riuscire a sostituirti con Galavant, un’altra commedia musicale, ma è stato del tutto inutile. Oltretutto cancellata solo dopo due stagioni.

Se mi lascio andare ai ricordi, dai miei occhi comincia a sgorgare una quantità infinita di lacrime. Non c’è modo di fermarle. Perché per quanto ci possa provare sono anche consapevole che l’unico modo per farlo sarebbe tornare indietro in quel ormai lontano 2009, quando tutto ha avuto inizio e tutto è diventato inequivocabile.

Sei entrata relativamente tardi nel mio cuore, nel 2011, ma da quel momento non sei neppure mai uscita. Tutto è accaduto per caso. Mi sei stata consigliata da amici che erano letteralmente impazziti per te. Anzi, per essere del tutto sincera, ero pure un po’ incerta se guardarti o meno. Poi, poco a poco, episodio dopo episodio, sei entrata nella mia vita in punta di piedi e con quei sei ragazzi pieni di sogni (come lo ero io allora e come lo sono ancora) e la canzone dei Journey, Don’t stop believin’, mi hai conquistata.

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In questi due anni ho attraversato tutte le sei fasi del lutto. Sì, di solito sono cinque, ma con te, Glee, se ne aggiunge una sesta e consiste nel comprare tutto quello che c’è di acquistabile che ti riguarda. Io l’ho fatto e ora sono qui con i miei CD nello stereo, la musica a palla e quelle voci a riempirmi l’anima per l’ennesima volta.

Forse non ti rendi conto (e come potresti farlo visto che sei una Serie Tv?!), ma sei stata importante per moltissima gente, me compresa. Per molti di noi hai rappresentato e rappresenti ancora un rifugio, un’ancora di salvezza. Di solito questo accade con i libri, le cui copertine non sono altro che portoni per altri mondi che bisogna avere il coraggio di attraversare. In realtà, la stessa cosa succede con te. Ci hai introdotto in un mondo per niente facile. Una realtà in cui i sogni spesso si infrangono e mollare sarebbe facile, ma ci hai anche dato la speranza. La forza di combattere per ottenere ciò che si desidera davvero. In altre parole, ci hai buttato in un’arena per lottare, ma ci hai anche fornito gli strumenti per farlo.

Il nostro rapporto è stato spesso altalenante: un giorno travolgente, l’altro un po’ carente. Non ti incolpo di questo. Come potrei? Credo sia del tutto normale accanirsi contro la TV in certi particolari momenti della trama e tu lo sai. Forse anche meglio di me. Tu che per prima sei stata più volte vandalizzata da geniali sceneggiatori a volte un po’ troppo spietati (infatti poi gli stessi sceneggiatori hanno creato American Horror Story). Nonostante questo però, mi ero ormai affezionata alle tue storie, ai tuoi racconti sulle vicende di quei ragazzi rotti, spezzati, abbattuti, che dalla vita hanno ricevuto più delusioni che altro, e ho deciso di darci una chance. Perché è facile arrabbiarsi, ma è altrettanto semplice mettere in pausa e passare oltre.

La prima cosa che mi è entrata dentro, che mi hai insegnato, che hai cercato in tutti i modi di farmi comprendere è stata: ciò che ci differenzia dagli altri ci rende speciali. Ed è vero. Se fossimo tutti uguali non ci sarebbe varietà, non ci sarebbe il desiderio di conoscersi, non ci sarebbe la possibilità di mettersi in gioco. Saremmo tutti uguali. Una noia mortale! Invece, ognuno di noi, per fortuna, è unico e irripetibile. Ognuno di noi ha una propria specificità e proprio per quella specificità ognuno di noi vale la pena di essere conosciuto, di essere letto. Ognuno di noi ha una propria storia da raccontare che è diversa da quella degli altri.

Siamo tanti libri su una mensola impolverata e aspettiamo soltanto che qualcuno abbia il desiderio e la voglia di sfogliarci.

Tu, Glee, mi hai fatto capire che nella Vita ognuno è importante e così mi hai insegnato ad apprezzare la gente. Mi hai insegnato a credere nell’altro, a fidarmi. Mi hai detto che la vita molto spesso ti ferisce, ti delude, ma non fa favoritismi, è così per tutti. Quindi puoi abbatterti, piangere e rimanere fermo, bloccato, oppure puoi rialzarti, reagire e andare avanti. Preferisco la seconda opzione. Mi hai anche detto però che la vita, se la lasci fare, è anche in grado di sorprenderti e stupirti. Tende a restituire ciò che toglie. Mi piace crederlo.

Grazie a te ho imparato ad apprezzare me stessa, a valorizzare quelli che io considero “difetti”. Mi hai detto di accettarli e di trasformarli in punti di forza. Poi, sei andata anche oltre, dicendo che qualcuno avrebbe trovato adorabili proprio quei difetti, nella loro perfetta imperfezione. Non ti credevo affatto, ma così è stato.

Hai creato una scuola immaginaria, il liceo William Mckinley di Lima, in Ohio, ma in realtà facevi un discorso più generale. Parlavi di ogni scuola, di ogni piccola/grande realtà sociale e senza peli sulla lingua le facevi a pezzi per ricostruire qualcosa di nuovo, mattone dopo mattone. Qualcosa di nuovo che funzionasse. Hai abbattuto ogni stereotipo, hai parlato delle ipocrisie di questo mondo e nel tuo piccolo hai provato a porre un taglio. Ci hai consigliato di guardare il mondo non così come è, ma come dovrebbe essere. Forse non hai cambiato le cose, ma hai sicuramente dato una nuova consapevolezza; hai dato una scelta, hai mostrato entrambi i lati di una stessa medaglia, ma hai lasciato allo spettatore la possibilità di accettare e condividere il cambiamento. Non hai mai imposto nulla.

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Hai creato un vero e proprio fenomeno sociale. Hai reso “famiglia” ogni gleek di questo mondo che grazie a te ha sentito di appartenere a qualcosa di speciale perché “being a part of something special makes you special”, senza però capire, almeno fino all’ultimo episodio della Serie che “being a part of something special doesn’t make you special, but something is special because you’re a part of it”.

Avanti, ammettilo anche tu, senza di noi a seguirti non saresti stata poi così speciale!

E poi ci sono loro. I personaggi che tu, Glee, hai creato e messo in scena. Una tale varietà di caratteri da coprire una vastissima gamma di personalità differenti. Così poteva capitare che in un episodio io assomigliassi più a Rachel Berry, in quello successivo a Quinn Fabray e Santana Lopez insieme e in quello dopo ancora a Finn Hudson. Alla fine della Serie credo di essere riuscita a provare sensazioni simili a ogni tuo personaggio. Insomma, mi verrebbe davvero difficile sceglierne soltanto uno a rappresentarmi.

C’è da dire poi, che è anche grazie ad ognuno di loro se oggi sono quella che sono.

Per esempio, grazie a Santana Lopez, ho imparato a conoscermi, a non avere paura delle mie reazioni e di mostrarmi vulnerabile. Mi ha insegnato a dire quello che penso, in ogni circostanza, perché la mia opinione è importante e vale tanto quanto quella degli altri. Non importa quello che può pensare la gente: ognuno di noi è importante e così quello che ha da dire. Non bisogna permettere agli altri di privarci del nostro pensiero, dobbiamo andarne fieri e condividerlo. Santana mi ha insegnato pure a essere schietta e sincera.

Grazie a Finn Hudson, ho imparato che nella vita è normale fermarsi per un momento e domandarsi che cosa si voglia davvero. Mi ha fatto comprendere che la paura di un futuro incerto è del tutto normale, a ogni età, ma che questo non ti deve frenare in alcun modo. Mi ha insegnato ad andare avanti, a insistere e a non mollare di fronte alle difficoltà perché “The show must go on… All over the place… Or something”. Mi ha fatto capire l’importanza di cercare e trovare il proprio “posto” nel mondo.

Grazie a Quinn Fabray, ho il terrore di guidare e per questo motivo non mi sono ancora decisa a prendere la patente. Scherzo. Credo. In realtà, penso mi abbia davvero influenzato non poco la sua esperienza. Comunque, grazie a lei, ho compreso che non si può cambiare in alcun modo il passato. Ciò che è fatto, è fatto. Si può però convivere con il passato, basta accettarlo e lasciarselo alle spalle. Mi ha insegnato poi a far tesoro dei miei errori per cercare di non ripeterli in futuro.

Grazie a Rachel Berry ho compreso che se si ha un sogno nella vita, allora bisogna insistere e combattere con tutte le proprie forze per raggiungerlo. Proprio lei, mi ha anche insegnato che nella vita le delusioni sono tante, le porte in faccia pure, ma non bisogna arrendersi. Bisogna fermarsi, comprendere e ricominciare da capo. Mi ha insegnato a puntare molto in alto, perché a quel punto il peggio che puoi ottenere sarà sempre e comunque alto. Se invece ti accontenti e miri a poco, difficilmente riuscirai ad ottenere di più di quel poco per cui hai lottato.

Glee - tony

E poi c’è Artie, che ha fatto della sua condizione il suo punto di forza. Kurt, che ha trovato il coraggio di essere se stesso e di andarne fiero. Mercedes, che ha rischiato e ha avuto il coraggio di rifiutare un’opportunità di lavoro per non scendere a compromessi. Brittany, che è riuscita a dimostrare a se stessa di essere in gamba. Puck, che ha compreso che mostrarsi debole e vulnerabile, non è sinonimo di sfigato. Mike, che non si è arreso ed è riuscito a coinvolgere i suoi genitori nella sua passione. Tina, che… Beh, sì, insomma. Oh avanti, è colpa degli sceneggiatori se questo personaggio è stato vandalizzato alla grande. Farei una petizione per darle uno spin-off.

Insomma, potrei scrivere pagine e pagine su tutto quello che tu, Glee, e i tuoi personaggi mi avete insegnato, ma mi limiterò a ringraziarvi. Grazie perché mi avete permesso di cambiare prospettiva, di cambiare priorità. Mi avete dato tanto e ho ricevuto tanto. Sento di essere migliore.

Glee, sei unica e lo sarai per sempre. Come Serie Tv, nel mio cuore avrai sempre un posto speciale, ormai lo sai. Che lo dico a fare?!

Grazie Glee, di cuore. E grazie Glee Club. It’s been an honor.

Sarah

Leggi anche – Glee: perché questa Serie Tv mi ha cambiato la vita

Written by Sarah Jessica Fioretto

Laureata in uno di quei corsi con il nome fico, coltivo da parecchio tempo la mia passione per l'animazione in stop-motion e per l'astrofotografia.
La mia più grande aspirazione di vita è riuscire, un giorno, a cancellare tutta la mia "to-watch list" in TVShow Time. Per fare questo, necessito di vita extra e spero davvero che Netflix si adoperi presto a tale riguardo. I comandi "Salta l'intro" e "Salta il riassunto" sono un buon inizio: risparmio tempo e il piccolo intervallo tra un episodio e l'altro è calcolato in modo tale da permettermi di assolvere alla perfezione tutte le mie funzioni vitali.

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