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5 personaggi di Glee di cui avremmo fatto volentieri a meno

Glee

A distanza di oltre tredici anni dalla messa in onda del primo episodio, invecchiato male o meno, Glee ha senza dubbio ridefinito nel bene e nel male il mondo dei teen drama. In una narrazione irriverente, spregiudicata e ritmata come quella dello show musicale di Ryan Murphy, la storia altalenante del gruppo di liceali comandati dalla tremenda Rachel Barry è stata oggetto di grandi alti e altrettanto grandi bassi. Nel corso delle sei lunghe stagioni andate in onda, Glee ha cercato di mantenere la leadership nel panorama teen e di continuare a fornire una narrazione esagerata e sopra le righe. Allo stesso modo però, una storia ricca e prolungata come questa si è anche caratterizzata per intrecci e drammi off-set che hanno influenzato alcune delle dinamiche on-screen. Molti sono i volti che sono entrati e usciti di scena per ragioni e trame differenti. Al pari di altre importanti cattedrali narrative, anche Glee ci ha presentato tanti, tantissimi personaggi, molti dei quali sono spesso stati sullo schermo per tempi più brevi di altri, influenzando percezioni e contributi.

Infatti, nella lunga storia di Glee troviamo una marea di adolescenti e giovani che sono entrati all’interno delle vicende dei protagonisti principali. Pochi di questi però sono riusciti a farsi strada concreta all’interno del frizzante teen show. Sono tantissime le comparse e i ruoli secondari che non sono sopravvissuti a qualche stagione, o addirittura a qualche manciata di episodi. Anzi, a tal proposito è anche difficile individuarne solo cinque. E non parliamo solo del contributo discutibile delle apparizioni di qualche grande guest star. Nel travagliato racconto di Glee ci sono diversi ruoli dimenticabili per davvero. Tra i tanti personaggi che facciamo fatica a ricordare ce ne sono alcuni che, proprio per la scarsità della presenza e dell’impatto sulla trama, sono innecessari. Ne avremmo fatto volentieri a meno, anche a fronte di capacità canore (pur sempre importanti in qualche modo in un musical ibridato) neppure particolarmente incisive o memorabili.

Ecco di seguito (solo) 5 personaggi dei tanti proposti da Glee di cui ci siamo letteralmente dimenticati e di cui avremmo fatto a meno in virtù di una storia strabordante di ruoli, volti e intrecci spesso innecessari.

1) Matt Rutherford

Inserito addirittura nel cast principale della prima stagione, in pochi si ricorderanno di Matt. Facciamo fatica a credere il contrario dato che il personaggio ha letteralmente avuto tre battute nel corso dell’unica stagione a cui ha preso parte. Matt è l’unico membro de Le Nuove Direzioni a non aver mai nemmeno avuto un assolo. Dopo la prima produzione di Glee, il personaggio viene tranquillamente e rapidamente fatto fuori con molta facilità. Si è trasferito in un’altra scuola, questo per lo meno ci viene superficialmente comunicato all’inizio della seconda stagione. Tutto qui: Matt entra e esce da Glee indisturbato, senza alcuna evoluzione o un qualche tipo di interessante contributo. Mentre il collega Mike Chang è stato in grado di ritagliarsi uno spazio proprio nello show, Matt non ha mai avuto una voce propria, tanto da esser facilmente dimenticato per poi riapparire giusto per il finale conclusivo della serie tv insieme a quasi tutti i membri del cast che negli anni si sono alternati all’interno del Glee Club. Trale centinaia di volti che hanno intercorso la storia de Le Nuove Direzioni, quasi tutti tornano nella performance finale di I Lived in cui rivediamo un sacco di ruoli di cui ci eravamo banalmente dimenticati.

2) Joe Hart

Introdotto nella terza stagione dello show, Joe Hart è uno di quei personaggi secondari che in Glee vanno e vengono senza particolare interesse: inseriti nella storia semplicemente quando fanno comodo, per il resto non hanno nemmeno l’impiccio di presentarsi sul set e muoversi sullo sfondo. Il contributo principale di Joe è quello di supporto morale e possibile interesse amoroso di Quinn dopo l’incidente che ha visto coinvolta la ragazza. Spirituale e cristiano in modo abbastanza cringe, il suo ruolo è abbastanza piatto e superfluo, generalmente inutile tanto da esser esplicitamente sottolineato in modo ironico dallo show stesso. La forza di Glee è proprio quella di non prendersi sul serio, ad esempio, nello specifico Joe è proprio tra i soggetti menzionati dalla stessa Sue Sylvester quando, in maniera comica, sottolinea un’interessante anomalia nelle dinamiche del Glee Club: alcuni membri vanno e vengono, scompaiono per intere settimane, o mesi, senza spiegazione. Il liceo William McKinley ha registrato addirittura un record di assenze di cui Joe è parte in virtù proprio della sua fugace e sporadica presenza tra le muora della scuola.

3) Mason e Madison McCarthy

Il caso della coppia di fratelli Mason e Madison riguarda le tipiche situazioni di riempitivi necessari a permettere alla serie tv di riadattarsi nel momento in cui il liceo McKinley è obbligato (per l’ennesima volta) a ricostruire metà del suo storico Glee Club. Nell’ultima stagione, Le Nuove Direzioni sono costrette a ridefinirsi e a trovare nuovi membri a seguito del diploma di un’altra torna di importanti volti: mentre alcuni sembrano ritagliarsi uno spazio che anima le scottanti dinamiche del teen drama, altri finiscono sullo sfondo. Fanno numero per le performance collettive e si muovono quasi totalmente indisturbati nell’ecosistema del liceo. È questo il caso di Mason e Madison che non hanno una storyline, non hanno particolari doti canore, e finiscono per essere letteralmente due figure, tra le tante, in più per riempire la scena. In aggiunta, come è normale che sia, è anche più complesso lasciare il segno in una serie tv alla sua ultima stagione in direzione di chiusura.

In Glee si susseguono tantissimi personaggi ed è facile finire per esser solo di passaggio in un percorso così grande.

4) Bree

Talmente di passaggio e poco incisiva da non meritare neppure un cognome, Bree sembrava calcare i tratti comuni dell’iconica Santana. Implicitamente designata a erede, la nuova vipera dei Cheerios pone in atto comportamenti volti a creare scompiglio in pieno stile Lopez, ma ogni azione è in realtà priva del carattere e delle motivazioni che animavano l’acida antenata. Bree non ha il carattere e il carisma necessari che hanno permesso all’indimenticabile Naya Rivera di distinguersi dal resto di buona parte del cast e guadagnarsi un ruolo sempre maggiore all’interno dei drammi del Glee Club. Presente nello show soltanto nel corso di una quinta stagione che cercava a stento di ristabilirsi a fronte dei grandi cambiamenti all’interno della cerchia dei principali, Bree non ha dicerto permesso a Glee di ridefinirsi con forza. Tra i nuovi membri de Le Nuove Direzioni, la giovane Cheerios è decisamente poco utile all’avanzare della trama tanto da chiederci se la sua ridondante presenza sia stata veramente necessaria o solo un mero (e fallimentare) tentativo di tornare alle origini.

5) Alistar

Soprattutto nelle ultime due stagioni, Glee ha inserito molti nuovi volti all’interno de Le Nuove Direzioni in cerca di una nuova continua identità a seguito del diploma dei principali storici membri. Più inutile di quell’occasione sprecata della new entry della sesta stagione Spencer Porter é il suo interesse amoroso Alistair, anch’esso talmente poco incisivo da non ricevere neppure un cognome. Eppure, le nuove-Nuove Direzioni riescono finalmente a vincere le nazionali che tanto sembravano impossibili al principio della serie tv, e il dimenticabilissimo Alistair è parte che contribuisce alla performance che ha permesso al Glee Club di trionfare.

Interpretato da Finneas O’Connell, noto ora soprattutto per essere il fratello e produttore della star internazionale Billie Eilish (oltre a una discreta carriera da solista), in pochi ricordano effettivamente la presenza di Alistar e del cantante e attore in Glee. Senza alcuna ombra di dubbio, il giovane non ci ha messo molto a scollarsi di dosso questa piccola esperienza televisiva per la quale non ha brillato molto. Finneas ha di certo avuto la sua rivincita rispetto a un ruolo di cui in realtà avremmo fatto volentieri a meno come i tanti altri riempitivi proposti da Glee.

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