ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler su From, specialmente relativi alla quarta stagione
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Trova quella giusta per te →Leggendo questo titolo probabilmente vi sarete chieste “ma in che senso?” assumendo la posa confusa di Carlo Verdone in Un sacco bello. La domanda è decisamente lecita perché – naturalmente – From è una serie tv che tutto vuole tranne che far ridere. Non possiede nemmeno un qualche accenno a quella famosa linea comica invocata da Stanis La Rochelle. E allora perché il titolo di Paramount+ – assurto ormai a fenomeno globale – ci fa ridere un sacco?
No, non parliamo delle nostre pagelle ironiche, seppure traggano grande benefici da questo aspetto peculiare della serie. La chiave sta in quell’involontariamente (forse) volutamente sottolineato nel titolo. From non ha l’obiettivo di far ridere, eppure in diverse occasioni ci riesce. Non nella maniera più diretta che si possa immaginare. Tramite battute o precisi personaggi che spesso si apprezzano in produzioni del genere. Lo fa tramite una sorta di scivolamento di un elemento estetico importante – il grottesco – che spesso viene sovraccaricato e produce risultati stranianti. Una comicità ambigua, perché in chiaro contrasto con la tragicità del contesto.
E proprio a causa della peculiarità di questi intermezzi comici di From che abbiamo accompagnato quell’involontariamente con un forse. Non sappiamo – e in realtà non si capisce benissimo – quanta consapevolezza ci sia nella costruzione di questi momenti. Quanta evasione dal grottesco sia voluta e in quale misura alcuni momenti che possono risultare comici siano effettivamente concepiti con questo proposito. Fatto sta che siamo di fronte a un elemento che esiste. Il quale s’incastra in maniera davvero curiosa con il resto di un racconto che mira decisamente verso altri lidi. E involontariamente o meno, non cambia il fatto che alcune volte From ci fa ridere un sacco. E più che il perché, è interessante capire come questo elemento si sposa col resto del contesto.

Ma quando From ci ha fatto ridere?
Messa così – senza alcun esempio tangibile – potreste facilmente confutare la nostra asserzione. Potreste benissimo dirci che in realtà From non fa mai ridere. E in realtà potreste dirlo anche di fronte a esempi chiari, perché la comicità rimane uno degli elementi più soggettivi che ci siano. Però è doveroso accompagnare una tesi che a primo impatto può risultare così spiazzante con prove pratiche. Esempi che aiutino anche a inquadrare i confini dell’umorismo di From e che forniscano poi la base per parlare di come questo s’incastri nel resto della narrazione.
Ci sono alcuni personaggi che hanno intrapreso un percorso sui generis, come ad esempio Henry, il cui alcolismo – mescolato al terribile effetto dell’aver bevuto il sangue dell’uomo in giallo – lo ha reso un personaggio ancora più imprevedibile. Una deriva simile riguarda nella quarta stagione anche Fatima, la cui passione nel costruire un golem – indimenticabile la scena in cui accoglie con estrema naturalezza Kenny circondata da una montagna di fango – risulta quantomeno spiazzante. Che dire poi del baciamano dell’uomo in giallo o di Boyd che in un momento di massima tensione intraprende un discorso tete-a-tete con Gesù?
I passaggi che però rendono maggiormente la cifra degli scivolamenti umoristici di From sono però due.
Il primo è quando Victor fornisce indicazioni a Ethan per quando resterà solo, ammollandogli quelle due bambole che – seppur candide nelle intenzioni – sono davvero tremende. Il secondo è il risveglio post infarto di Donna, che come il buon Martellone in Boris torna cosciente solo per mandare a quel paese chi la circonda.
Questi sono tutti passaggi che possono far ridere o meno – ripetiamo che la comicità è molto soggettiva e per questo viva la comicità – ma che oggettivamente smorzano tantissimo il contesto di tensione che alimenta From e si pongono – in un certo senso – in repulsione rispetto a esso. La matrice di tutti questi passaggi è però ben precisa ed è questa comune origine che ci fa chiedere se si tratti di una deriva volontaria o meno.
Il grottesco in From e lo scivolamento verso l’improbabile
La matrice comune di tutti questi passaggi che abbiamo sottolineato è il grottesco. From è una serie tv che punta molto su questo aspetto. Non raggiunge i livelli di maestri come Twin Peaks, però riesce a sfruttarlo in maniera abbastanza efficace. Prendiamo i mostri, che soprattutto nelle prime due stagioni sono un capolavoro del grottesco. O il genio folle di Jade. O ancora la tenera ostinazione di Victor. Non tutto però è riuscito bene alla serie tv distribuita da Paramount+, perché come abbiamo visto alcuni momenti grotteschi hanno generato più che altro ilarità, se non scene del tutto improbabili.
In generale però il grottesco funziona bene in From. Ed è proprio per questo che non si può dire con certezza che queste scene più comiche siano involontarie. L’obiettivo è quello di generare straniamento. Di rendere il contesto ancora più surreale per lo spettatore, così da alimentare le sue incertezze e fomentare la sua paura. E tutto ciò effettivamente genera straniamento. C’è però una bella differenza tra gli inquietantissimi pupazzi che escono dal lago nella 4×05 e le bambole che Victor dà a Ethan quando lo prepara a rimanere solo. O tra i deliri di Jade e l’attacco di Boyd al Signore. Da una parte lo straniamento genera smarrimento – e funziona – dall’altra quasi perplessità.
A guardare da fuori questi passaggi ci sembra semplicemente che il grottesco a volte funzioni, altre volte molto meno. Non si può però escludere che ogni effetto sia cercato. E se così fosse sarebbe allora il caso di chiedersi come questo scivolamento verso l’improbabile si leghi al resto della narrazione.

From resta From, anche se a volte ci fa ridere un sacco
Complessivamente non siamo certamente di fronte a un difetto. Questi passaggi che abbiamo elencato hanno sicuramente il compito di alleggerire un po’ la tensione e soprattutto contribuiscono a connaturare ulteriormente From. Diventano una sorta di cifra del racconto. Qualora volessimo connaturarli come effettivi intermezzi comici e qualora ponessimo la condizione che non siano del tutto involontari, comunque non stonano col resto del racconto perché si pongono in continuità con quella ricerca del grottesco che persegue la serie tv.
Non inficiano – in sostanza – sull’identità di From. Anzi per certi versi contribuiscono a plasmarla. Poi si può chiaramente entrare nel campo del personale e dare dei giudizi di merito. Ad alcuni queste scene avranno strappato qualche risata, ad altri no. Tra chi ha riso ci sarà chi ha gradito e chi invece non ha apprezzato questo scivolamento umoristico. Tutto è lecito. Chi scrive – ad esempio – non è un grandissimo fan di questi passaggi e li considera dei momenti grotteschi venuti malino. Tuttavia non si può dire che siano passaggi che stonano col contesto.
From non perde mai la propria bussola, questo c’è da riconoscerlo. La serie tv sa sempre quando recuperare la tensione e se decide di sovraccaricarla raramente sbaglia. Piuttosto si può dibattere sulla gestione dei momenti distensivi. Tra cui rientrano questi di cui abbiamo parlato. La costruzione del grottesco porta a correre rischi del genere, ma From sa gestire questo rischio e non presenta praticamente mai questa scivolamenti nei suoi momenti clou.
Involontariamente o meno, soprattutto in questa quarta stagione From ci sta anche facendo ridere un sacco. Pur rimanendo la solita – inquietante e conturbante – From. Al singolo poi sta la valutazione di questo elemento accessorio.





