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365 giorni: Adesso – La Recensione del sequel che da trash erotico ambiva a diventare thriller

365 giorni torna su Netflix con un sequel senz’altro unico nel suo genere, poiché unico nella sua bruttezza. Con il primo film, e soprattutto con il finale, ci eravamo illusi che la piattaforma di streaming (soprattutto in un momento in cui sta per perdere 2milioni di spettatori) avesse finalmente messo un punto a questa produzione, ma non è stato così.

Peggio del primo non può essere”, mi sono detta quando ho cominciato a guardarlo, ma mi sono bastati circa i primi 3 minuti per capire che mi sbagliavo di grosso. Sicuramente chi sceglie di vederlo è ben consapevole della qualità, con una recitazione paragonabile agli spettacoli dei bambini d’asilo, una regia degna di un videomaker alle prime armi e dialoghi scritti dagli autori dei biscottini della fortuna dei ristoranti cinesi.

Dove eravamo rimasti con 365 giorni

365 giorni

Come dimenticare il tragico finale che ha lasciato il pubblico di mezzo mondo a bocca aperta (sta a voi cogliere l’ironia che tappezzerà questo articolo), in cui la povera Laura resta vittima di un incidente che non vediamo? Uno, perché avrebbe richiesto troppi effetti speciali che chiaramente non si era in grado di produrre decentemente; due, per lasciare aperta (purtroppo) la possibilità di un sequel.

Previsione che non poteva rivelarsi più vera di così. Infatti, il secondo film comincia proprio con Laura agghindata da un abito bianco pronta a sposarsi con Massimo. Chiaramente, non solo l’uomo la vede vestita prima del matrimonio, ma non resiste neanche a farci sesso su un tavolino in terrazzo davanti alla migliore amica, che se prima ritenevo non molto a posto, in questo film assume un ruolo decisivo e ancor più imbarazzante.

Un matrimonio romantico, più o meno

365 giorni

La coppia si sposa davanti a un prete e i parenti, tra i quali non credo di aver visto una persona normale. Dopo le nozze, incuranti degli ospiti, i due decidono di chiudersi in una stanza buia in cui Laura tira fuori un vibratore e provoca l’uomo, e a seguito fanno sesso.

Essenzialmente, e ci tengo a chiarirlo già da adesso, se dalla straziante 1h e 50 di film togliamo il sesso, le scene no sense in rallenty e le inquadrature di Laura che dorme, rimangono circa 5 minuti di “film”.

Insomma, la coppia felice di 365 giorni non è poi così felice, perché Laura a qualsiasi frase di Massimo risponde “non puoi controllarmi”. Massimo le dice che quel giorno c’è una bella giornata e lei “non puoi controllarmi”, Massimo le dice che ha organizzato una bella giornata e lei “non puoi controllarmi”, il tutto alternato al bipolarismo di entrambi che si amano e odiano a caso per tutto il film.

365 giorni adesso accoglie un nuovo attore

Passate scene che vorrei dimenticare, come i vari amplessi tra l’amica Olga e Domenico, quelli tra Laura e Massimo e un Natale in Sicilia con 35 gradi in cui tutti limonano davanti a tutti in modo allucinato e soprattutto spudoratamente davanti a bambini innocenti, facciamo la conoscenza di Nacho.

La new entry di questo nuovo capolavoro è infatti Simone Susinna, modello ed ex concorrente dell’Isola dei Famosi che ha deciso di esordire come attore in questa produzione, ma che sarebbe meglio tornasse a fare il modello.

Insomma, Nacho incontra Laura in un giorno d’estate (che potrebbe essere inverno ma non si capisce niente), Susinna chiaramente deve aver firmato un contratto simile a Jacob in Twilight, in quanto la maglietta sembra non piacergli proprio. Poco dopo, Laura becca Massimo a letto con una (e io sono tipo “no, ma dai, proprio non mi aspettavo una cosa del genere da uno così”) e ne rimane profondamente turbata, quindi decide giustamente di scappare con Nacho.

I due scappano nella mega casa al mare di Nacho il giardiniere, che però il prato non lo vediamo mai zappare. Laura inizia ad avvicinarsi all’uomo, e tra un sogno erotico e l’altro in cui la bocca di Nacho è costantemente tra le sue gambe, si insospettisce sulla ricchezza di quest’ultimo (ragazza intelligente). La conversazione è più o meno così:

Laura: Ho fatto un sogno erotico su di te (con gli occhi a cuoricino)

2 minuti dopo

Laura (arrabbiata): basta, dimmi chi sei e perché sei ricco

Nacho: papà è ricco ma io voglio mantenermi da solo facendo il giardiniere

Giustamente vuole mantenersi da solo ma vive nella casa pagata dal papi, con macchina di lusso e fidanzatina. Dunque, come prevedibile, i due alla fine si baciano ma solo fino a quando Laura scopre che Nacho è un altro mafioso nemico da sempre della famiglia di Massimo.

Un finale scioccante

Più mi avvicinavo al finale di 365 giorni più le mie emozioni erano contrastanti. Da una parte un forte senso di frustrazione all’idea di aver sprecato 1h e 50 della mia vita davanti a questo scempio, dall’altra la paura di quello che il film stava diventando. Infatti, da porno a thriller è un attimo.

Laura viene rapita da una persona nuova, e Massimo e Nacho (che finalmente si è messo una giacca), diventano i nuovi Man in Black e armati di pistola percorrono un corridoio infinito (non si sa dove) accompagnati da un rallenty e una musica diversa dalle altre, che per quel che mi riguarda potevano essere tipo i Modà.

Scopriamo che il rapitore della donna altro non è che Adriano, il fratello gemello di Massimo che è chiaramente impossessato da Voldermort, e tra un tic, una leccata e frasi da psicopatico rivela a Laura di essere in accordo con la donna con cui Massimo l’ha tradita. L’obiettivo? Ucciderla ovviamente.

Tutto sembra perduto fino a quando i Man in Black non fanno irruzione, e poco dopo che Adriano rivela a Massimo che Laura in quell’incidente ha perso il figlio (e che l’incidente l’ha causato lui), tutti sparano a tutti.

Il resoconto di 365 giorni (da prendere con le pinze visti i precedenti) è che Laura, Adriano e l’amante muoiono, mentre Nacho se ne va via tra le lacrime e Massimo piagnuccola come nel finale del primo film.

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