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La disastrosa rivoluzione di Community tra la terza e la quarta stagione

Community

È difficile che una sitcom riesca a mantenere il proprio ritmo senza ritrovarsi in una sorta di stagnazione, senza trasformare i suoi personaggi principali in macchiette bidimensionali. Community sembrava essere un’eccezione a questa regola, ma la quarta stagione è sembrata una caricatura, un fallimento in piena regola.

Community è una sitcom prodotta dalla NBC dal 2009 al 2014, diventata nel giro di pochi anni un gioiellino cult e di nicchia (in questo articolo elenchiamo i motivi per cui amiamo questa serie). Creata da Dan Harmon, la serie narra le vicende di un gruppo insolito di persone che si ritrova a fare amicizia in un college fittizio del Colorado. Acclamata sia dalla critica che dagli spettatori, Community si è distinta sin da subito sia per la sua voglia di citare altre serie e film famosi sia per la voglia di sperimentare con le tecniche di montaggio e storytelling.

Tra tutte e sei le stagioni della serie, è sicuramente la quarta l’anello debole. Sia a livello di trama che a livello di sperimentazione, sembra più forzata, più banale e inevitabilmente più brutta. Ma cosa ha portato a questo calo di qualità? Chi non conosce i retroscena della sitcom può non spiegarsi quello che è, fondamentalmente, un problema che tocca il creatore e showrunner della serie: Dan Harmon.

Durante le riprese della terza stagione ci sono stati degli attriti tra lo showrunner e l’attore Chevy Chase, che nella serie interpreta l’imprenditore Pierce Hawthorne. Il suo personaggio, esempio della categoria più razzista e omofoba della classe benestante americana, ha col tempo “influenzato” il comportamento off-screen dell’attore, rendendolo una vera spina nel fianco.

Il punto di non ritorno è stato toccato durante la festa di chiusura delle riprese della terza stagione di Community, dove Harmon ha dedicato a Chevy Chase un discorso volgare e aggressivo.
Community
Chevy Chase nel suo ruolo di Pierce Hawthorne

Le conseguenze di questo discorso sono state gravissime: Dan Harmon è stato subito licenziato e le redini della serie sono state affidate a David Guarascio e Moses Port, due showrunner che non sapevano a cosa stessero andando incontro. I personaggi vengono così ridotti a macchiette: ad esempio, il personaggio di Annie, interpretato da Alison Brie, risulta totalmente piatto e caratterizzato solo da alcune caratteristiche mantenute perchè capaci di assicurare battute a tutto spiano.

Alcune delle linee narrative più importanti vengono compiute e portate a termine senza nessun tipo di conseguenza sullo sviluppo e le relazioni dei personaggi: il protagonista della serie, Jeff Winger, riesce ad individuare e incontrare suo padre, ma la puntata sembra non toccare le giuste corde negli spettatori (e negli stessi personaggi).

L’evoluzione del personaggio è nulla, riducendo l’incontro ad un piccolo sipario che vuole soltanto forzare l’ennesima gag comica della stagione.

How I Met Your Mother

Community è peggiorata in maniera così lampante da aver costretto la NBC a richiamare lo showrunner Dan Harmon per salvare la serie. Gli errori erano così tanti e inverosimili nella narrazione della serie, che nella quinta stagione gli studenti del Greendale Community College affermano di aver vissuto un anno assurdo per colpa di una fuga di gas allucinogeno. Harmon ha cercato di salvare la serie, riportando il suo tocco inimitabile sui personaggi e sulle loro vite, ma il danno sembrava irreversibile.

La quinta stagione è stata l’ultima prodotta dalla NBC, mentre la sesta stagione è stata prodotta da Yahoo! Screen, trasformando Community in una webserie che segue Abed, il personaggio più propenso alla regia, mentre riprende i suoi amici per un progetto del dipartimento cinematografico del college. La serie ha avuto portato così a compimento la prima metà del suo “motto” più famoso: sei stagioni e un film (mentre per il film i dettagli li abbiamo riportati in questo articolo).

Community è stata una serie tv che non voleva diventare super famosa, ma entrare nel cuore degli spettatori più sensibili a un determinato humor e, in questo, è riuscita totalmente nel suo obiettivo.

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Written by Emanuela Pileggi

Studio per poter capire i libri che leggo, le serie TV che guardo, il mondo in cui vivo. Seria ad intermittenza, curiosa di natura, sogno un giorno di diventare grande.

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