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Le Pagelle ironiche di El Camino, il film di Breaking Bad

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Ed Galbraith è il Jordan Belfort di Breaking Bad: Voto 10

E per la stessa ragione per la quale Neil Kandy becca un 3 in Gestione delle Imprese, Ed-l’uomo-delle-aspirapolveri-Galbraith si aggiudica il massimo dei voti. Laurea ad honorem in Economia e Commercio all’uomo che gioca come Neil al Lascia o Raddoppia ma molto più swag. Analisi di rischio al minuto e un’imperturbabilità da far sudare pure il vecchio lupo di Wall Street. Rischia di perdere quasi 250000$ per una mazzetta da 1800, eppure la spunta. E Mike Bongiorno muto. Voto 10.

Jesse Pinkman e il dono del tempismo: voto 6

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Jesse Pinkman è un buono, vittima del mondo e di se stesso. Lo sappiamo dai tempi di Breaking Bad. In El Camino però è principalmente vittima del suo tempismo. Prima di tutto Jesse, presentarsi a casa di gente di sera, senza avvisare, non è educato. Approfittarsi della bontà di Skinny Pete buttandosi sporchi e puzzolenti sulle lenzuola pulite neanche ma vabbè. Stessa cosa vale per la visita a Ed. Presentarsi da un vecchio creditore, in orario d’ufficio, chiedendo un nuovo servizio e sconti non previsti è incommentabile. Anche la visita a Neil e Casey non vince il premio tempismo dell’anno. Insomma a un coca party tra amici per chiedere soldi così, de botto, non è il massimo.

Ma è anche vero che l’eroe di Breaking Bad l’ha spuntata in ognuna di queste occasioni. Quindi il voto è 6.

Ti diamo la sufficienza come quei professori che “aiutano” il ragazzo “che non si applica” portandolo da 5 a 6 per evitare la bocciatura. Cioè speriamo nell’impegno futuro dandoti fiducia nel presente.

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