Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler importanti su Breaking Bad.
The Butterfly Effect è una nuova rubrica di Hall of Series in cui immaginiamo come sarebbe mutata una serie tv se un dettaglio marginale avesse cambiato il corso degli eventi e dato vita, di conseguenza, a molteplici universi paralleli. Oggi prenderemo in esame un passaggio chiave della terza stagione di Breaking Bad: per molti versi, un crocevia fondamentale dell’intera serie.
Un camper. Un vecchio camper. Un camper vetusto, logorato dall’usura del tempo, dalla sabbia del deserto, dalla forza vorticosa del vento, dal sole cocente di una cittadina degli Stati Uniti e dai voli pindarici di due uomini. Un maestro e un allievo, Walter White e Jesse Pinkman: un chimico e il suo assistente. Un chimico, il suo assistente e un camper. Un camper, un laboratorio. L’ultima spiaggia per le ambizioni sfrenate di due protagonisti iconici, da una parte. L’incarnazione vivida di un’ossessione, dall’altra. Dalla parte di Hank Schrader, il poliziotto. Un mastino implacabile, pronto a tutto pur di afferrare una volta per tutte il criminale che si fa beffe di lui manco fosse un Lupin qualunque. Zenigata, lui.
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