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Meryl Streep ha dato un senso alla seconda stagione di Big Little Lies

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Non è certo un segreto che Big Little Lies sia l’ennesimo ottimo prodotto targato HBO.

Probabilmente, si fosse conclusa con un’unica iperbolica stagione, nessuno avrebbe avuto niente da dire.

C’è qualcosa da obiettare su una seconda stagione nata più che altro a causa del clamoroso successo della prima. Eppure, se questa non fosse esistita, non avremmo potuto godere dell’ eccelsa interpretazione di Meryl Streep.

Affermare che Meryl Streep sia tra le tre migliori attrici ancora in attività non è certo un azzardo e non sono i suoi numerosi premi e riconoscimenti a dirlo. Lei riesce a trasformarsi ogni volta in un personaggio diverso, dandone una caratterizzazione unica. Bellissima, poliedrica, ma anche sofferta, illuminante, combattiva: riesce a essere chiunque e, apparentemente, lo fa senza nessuno sforzo.

In un gruppo di donne dal carattere fortissimo e volitivo, Mary Louise Wright spicca per complessità e chiaro-scuri. In apparenza, è mossa unicamente dal desiderio di proteggere i nipoti: lei è davvero convinta di agire nel bene.

Celeste Wright è in piena crisi da disordine da stress post-traumatico: la morte di Perry, che avrebbe dovuto liberarla da un rapporto malato e violento, la fa precipitare in un abuso di farmaci, alcol e rapporti occasionali. È come se il suo cervello, in blackout, avesse cancellato abusi e soprusi subiti, lasciando alle spalle solo un marito dolce, che manda videomessaggi pieni di amore. In fondo, Celeste amava Perry, lo ama ancora, ne sente la mancanza e, quando ne parla ai figli, il suo ritratto è positivo. Un padre amorevole che avrebbe fatto di tutto per i figli.

La battaglia di Mary Louise è quella di una donna che non ritiene che il problema derivi dal figlio. Pensa che Perry non abbia violentato Jane, ma abbia “solo” tradito la moglie perché lei non riusciva a dargli quello che voleva. È convinta che quella del figlio nei confronti della moglie non sia violenza, perché, alla fine, a lei piaceva.

Big Little Lies

Mary Louise, con quei denti posticci, l’acconciatura ridicola, l’abbigliamento dimesso, il tono di voce sempre sommesso e quasi timido, il crocefisso appeso al collo rappresenta tutto quello che il movimento femminista lotta da anni.

In Big Little Lies lei è tutto ciò che Meryl Streep non è nella realtà.

Più che femminista, è da sempre una sostenitrice dell’uguaglianza di diritti ed è una veemente critica nei confronti del Vaticano:

Ci sono solo due posti al mondo in cui le donne non hanno diritto di voto: Saudi Arabia e il Vaticano. A me sembra molto sbagliato.

Questa è la grandezza di un attore: riuscire a rappresentare qualcuno così diverso.

Mary Louise è la vera antagonista delle “Cinque di Monterey” e non lo è solo per l’atteggiamento conformista, i toni grigi e beige dell’abbigliamento, occhiali e acconciatura fuori moda. Sono proprio due tipologie di donne agli antipodi.

Mentre una è radicata nel passato, vive in un mondo ancora patriarcale in cui i maschi hanno sempre ragione, o, quanto meno, devono essere giustificati oltre ogni logica, le altre sono alla pari.

Big Little Lies

Renata, anzi, è dieci spanne sopra all’inutile marito, pur nelle sue pirotecniche gesta e affermazioni.

Mary Louise è la classica suocera da incubo: una mamma chioccia (anche se, poi, scopriremo che le cose non stanno proprio così), invadente, oppressiva, convinta che le proprie opinioni siano a prescindere quelle giuste. Eppure, se Perry è stato un uomo orribile è soprattutto a causa sua. Il suo è un atteggiamento passivo-aggressivo, è sottomessa, ma è anche pronta a gridare come una pazza a cena coi nipoti: un chiaro segnale della sua predisposizione alla violenza sia fisica che psicologica.

Non si può perdonare Perry per le azioni che ha commesso, ma c’è un filo di comprensione che rende tutto più chiaro. Perry ha pagato le colpe della madre, è stato ingiustamente accusato della morte del fratello e ha vissuto un’infanzia di soprusi e parole durissime.

Non sorprende che sia diventato l’uomo che è diventato.

Nel variegato gruppo di donne di Big Little Lies, così diverse, complicate e piene di sfaccettature, Mary Louise Wright è il personaggio che più rimane impresso.

E, ancora una volta, è tutto merito di Meryl Streep.

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Written by Bruna Martinelli

Laureata in lingue e letterature straniere, impiegata, moglie e mamma felice. Appassionata di serie tv, viaggi, musica, cucina. Scrivo di tutto, da sempre, per tutti. Non prendetemi mai sul serio, non lo sono quasi mai.

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