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American Gods 2×06 – Il tipo di morte da cui gli dei non possono tornare

American Gods

Attenzione: sono presenti spoiler su American Gods 2×06: Donar The Great.

Forse è di puntate come queste che la serie ha bisogno. American Gods 2×06 è il momento della trama che raccoglie tutti gli indizi, li mette in ordine e regala un episodio strano ma funzionale, emozionante e necessario.

Siamo rimasti a Gungnir, la lancia di Odino che deve essere ricostruita e curata prima di poter affrontare qualunque guerra. Solo Dvalin è in grado di ricaricare le rune della lancia, ma per farlo ha bisogno della cosa più costosa all’interno del centro commerciale in cui si trova. A fianco della personalità di Odino continuano a essere messe scene della trama che potrebbero sembrare insensate. Come in questo caso il potere della giacca di Lou Reed. Se solo non fosse legato a una scena di Odino non avrebbe avuto alcun senso probabilmente, ma la vicinanza con il protagonista dà risalto anche a questo.

American Gods 2×06 si dispiega tra Lou Reed, Thor e le colpe del passato.

Possiamo tranquillamente iniziare dalla fine. Dal momento tanto agognato. L’aiutante di Dvalin ricarica le rune a Gungnir che finalmente è pronta per essere curata.

Al di là di questo c’è molto altro, qualcosa che sembra quasi non aggiungere nulla al prosieguo della lotta tra vecchio e nuovo. La trama parallela che lega passato e presente ha però la capacità di svelare e unire. Spiega molti perché: la nascita di Thor come Dio, la fama di Columbia, gli impertinenti inizi di Technical Boy. E dietro tutto questo la spinta nazista e gli sbagli di Odino.

Forse troppo galvanizzato dalla possibilità di dare fama al figlio, Odino vende il suo affetto, si scontra con lui e da lì tutto ha inizio. Gungnir si spezza come il legame che univa padre e figlio. Tutto sembra essere finito e lo è. Di lì a poco Donar si suicida e lascia il mondo degli dei e il mondo dei vivi nell’unico modo in cui non potrà mai tornare.

Neanche gli dei possono salvarsi dal suicidio e Odino porta sulle spalle la colpa di non essere stato clemente con suo figlio. Questo potrebbe essere un altro importante indizio per spiegare il collegamento con Shadow.


Mi ricordi mio figlio.

C’è qualcosa che ancora ignoriamo nel loro legame, ma questa puntata ha messo le basi per una spiegazione futura, non ci sono dubbi.

Nel passato troviamo un Technical Boy appena nato. L’invenzione del telefono dà vita alla sua impertinenza e porta Columbia dalla sua parte, soprattutto grazie all’intervento di Odino. In un certo senso American Gods 2×06 trova nel comportamento di Odino la colpa di aver condiviso ciò che di più caro aveva.

Nella fazione opposta Mr. World e New Media continuano a manipolare i loro risultati aspettando, forse troppo, le mosse di Odino. La guarigione di Gungnir ha risvegliato le fiamme della lotta che sembravano sopite da tempo.

New Media infatti non convince ancora. Ha pur sempre come paragone Gillian Anderson e la sua interpretazione, ma il suo personaggio non dà l’idea di ciò che realmente rappresenta la nuova tecnologia. O almeno, non ancora.

Come abbiamo già detto, sembra non esserci nulla di nuovo, ma l’inizio della seconda guerra mondiale è stato forse influenzato dalla lotta tra Odino e Donar e questo è un aspetto da non sottovalutare. Shadow è in qualche modo legato a Odino e a tutto ciò che riguarda la guerra che imperversa sempre di più. In questa puntata abbiamo visto la genesi, è finalmente arrivata l’ora di scoprire dove porterà la guarigione di Gungnir.

Mancano due soli episodi alla fine di questa stagione. Sappiamo già che la serie è stata rinnovata per una terza stagione, ma speriamo comunque di avere delle spiegazioni a ciò che è accaduto in questa seconda.

Leggi anche: American Gods – Gli inizi

Written by Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

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