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Andrew Cunanan – La vera storia del serial killer di American Crime Story

American Crime Story
American Crime Story

American Crime Story ci ha ingannati. E ci ha irrimediabilmente conquistati. In molti lo hanno ribadito: il titolo lasciava supporre che Gianni Versace sarebbe stato il fulcro di questo show. Ma è bastata la prima puntata a farci comprendere quanto ci sbagliassimo. Andrew Cunanan ha dimostrato sin da subito di essere il protagonista anti-eroe assoluto, lasciandoci non poco di stucco. Un personaggio di cui, ammettiamolo, sapevamo ben poco. La maggior parte di noi fan ignorava persino che fosse un assassino seriale e che, prima di Versace, avesse lasciato dietro di sè una lunga scia di sangue. L’opera di Ryan Murphy (ispirata al libro della giornalista Maureen Orth, intitolato Vulgar Favors) diventa il racconto della discesa del giovane assassino e di coloro che hanno avuto la sfortuna di incrociare il suo cammino. 

Un magnifico Darren Criss ha dato vita a un personaggio che ci ha pericolosamente affascinati e irretiti nel suo gioco fatto di fascino, bugie e astuzia.

Ma chi era davvero Andrew Cunanan? Scopriamolo insieme e  sbalorditevi nel constatare quanto la Serie Tv non si sia discostata tanto dalla realtà.

Andrew Cunanan

Andrew Philipp Cunanan nasce a National City il 31 agosto 1969. È il più giovane dei quattro figli di Modesto Cunanan (nato nelle Filippine) e Mary Ann Schillaci (di chiare origini italiane). Cresce a San Diego per poi trasferirsi a La Jolla (California), dove frequenta la prestigiosa Bishop’s School. Qui Andrew vanterà sempre un ottimo rendimento scolastico, dovuto non solo alla sua intelligenza, ma anche alla sua dedizione per gli studi umanistici.

A fianco a questi successi, inizia però ad avere atteggiamenti molto aggressivi nei confronti degli altri studenti. La sua natura narcisista emerge in particolar modo quando esibisce in maniera volutamente sfacciata la propria omosessualità. Ne è un chiaro esempio l’episodio della Serie in cui Andrew si fa immortalare a torso nudo, per la foto di gruppo scolastica. Fatto davvero avvenuto nella realtà!

Nel 1987, dopo aver conseguito il diploma, viene ammesso alla facoltà di Storia degli Stati Uniti d’America all’Università di San Diego. Nonostante brilli negli studi, dopo breve tempo decide di abbondare il percorso accademico. A 18 anni, a seguito di sospetti di illecito fiscale, raggiunge il padre nelle Filippine. Modesto Cunanan infatti si era rifugiato nella sua terra natale, abbandonando la moglie e i quattro figli. Ma Andrew soggiorna per breve tempo, disgustato da un tenore di vita misero e ben lontano dai fasti che sognava per sè.

Una volta tornato negli USA, intraprende il rapido cammino che lo condurrà alla follia omicida.

Andrew Cunanan

Durante una discussione con sua madre, a seguito della sua omosessualità appena rivelata, Andrew la spinge violentemente contro una parete. Episodio che le provoca una dislocazione della spalla. Anche se è non è possibile accertarlo senza un’attenta valutazione psichica, in molti sostengono che questo sia stato uno dei primi segnali della sua natura psicopatica e di mancanza di empatia.

Da qui Andrew Cunanan mette in atto il suo piano per godere di una vita di lusso e ricchezza sfrenata. Comincia con il farsi mantenere da amici facoltosi, in cambio di prestazioni sessuali. Ben presto allaccia rapporti con uomini di potere (spesso sposati) per poter godere di ogni benefit possibile. Come abiti costosi, macchine di lusso, party esclusivi a cui partecipare. Riceve persino veri e propri stipendi mensili, a seguito della sua relazione con Norman Blachford.

Grazie alla sua bellezza, alla sua profonda intelligenza, ai suoi modi di fare carismatici ed eleganti, Andrew diventa un gigolò molto richiesto. Un altro mezzo fondamentale per raggiungere il suo obiettivo è l’intricata rete di bugie che adotta per irretire i suoi amanti. Mente spesso sul suo stesso cognome (sostenendo di chiamarsi Andrew DeSilva) o sulle sue origini piuttosto umili, affermando di essere il figlio di un generale o di un facoltoso commerciante di ananas.

Fino a qui la sua biografia risulta essere comunque lineare e chiara, nonostante la sua assoluta anormalità. Nessuno però sa ancora cosa sia scattato ad Andrew Cunanan nei tre (e ultimi) mesi successivi, in cui diventerà l’efferato serial killer protagonista di questo articolo.

Andrew Cunanan

Andrew uccide alcuni dei suoi amanti più intimi. Verso la fine di aprile del 1997, la prima vittima di questa spirale di sangue è l’ex ufficiale di marina Jeffrey Trail, massacrato a martellate nell’abitazione di David Madson, a Minneapolis. Pochi giorni dopo, ossia il 3 maggio, proprio quest’ultimo verrà assassinato da Cunanan, colpito a morte da una Calibro 40. Si sposta poi a Chicago dove tortura brutalmente e infine uccide il ricco costruttore edile Lee Miglin.

La famiglia di questa terza vittima successivamente negherà che ci potesse essere stato un qualche legame tra Lee e Andrew. Per l’FBI invece era altamente probabile che i due già si conoscessero prima dell’omicidio. Un altro elemento che accomuna queste efferate uccisioni, oltre alla brutalità con cui sono state commesse, è la permanenza di Cunanan nel luogo degli omicidi per molte ore dopo il crimine. Infatti vengono ritrovate in seguito molte tracce che lasciano supporre che l’assassino si sia lavato e rasato la barba con tutta calma.

Il 12 giugno del 1997 diventa il fuggitivo numero 449 a essere inserito nella FBI Ten Most Wanted Fugitives, ossia la lista dei ricercati più pericolosi degli USA.

Alcuni giorni dopo, il nostro folle serial killer fredda con una pistola William Reese, guardiano di un cimitero militare di Pennsville, con l’unisco scopo di rubargli il pick-up (quindi si è trattato dell’unico omicidio casuale). Proprio con questa vettura Andrew Cunanan si reca in Florida, per l’ultimo capitolo della sua assurda corsa sanguinaria. Grazie alla sua astuzia e alle doti da trasformista, per ben due mesi riesce a eludere l’FBI che tenta invano di catturarlo. Il 15 luglio a Miami, Andrew avvicina e uccide, in pieno giorno, Gianni Versace che si appresta a rientrare nella sua villa. Lo stilista morirà pochi minuti dopo, nell’ospedale della città. La caccia all’uomo si fa serratissima e il ricercato riesce a rimanere ben nascosto per circa otto giorni.

Andrew Cunanan

Tutto il mondo attende con il fiato sospeso la sua cattura e Miami si riempie di posti di blocco. Il 23 luglio un custode avverte la polizia di alcuni rumori sospetti all’interno di una casa galleggiante. L’intervento di sette unità dell’FBI, vigili del fuoco e della Guardia Nazionale è tempestivo, una volta compreso che l’assassino si nasconde proprio nel natante. Vengono lanciati fumogeni e dopo una breve attesa la polizia fa irruzione nella casa galleggiante.

Il serial killer viene trovato morto, suicidatosi con un colpo di pistola alla testa. Finisce così la tragica e assurda storia di Andrew Cunanan.  Le sue ceneri si trovano al Mausoleo di Holy Cross Catholic Cemetery di San Diego, California.

Rimangono ancora molti dubbi circa il movente di questi delitti, in particolar modo quello riguardante Gianni Versace. Nel corso degli anni si sono succedute varie ipotesi. Ammirazione e invidia per un’icona gay come Versace che, a differenza sua, era riuscito meritevolmente ad avere successo? Desiderio di ottenere fama e celebrità, con un gesto così eclatante?

Alcuni hanno inoltre sostenuto che Cunanan si sia voluto in qualche maniera vendicare indirettamente per essere stato contagiato dall’HIV da uno dei suoi ex-amanti. L’autopsia effettuata sul suo corpo però esclude che fosse affetto da questa malattia. Un altro elemento di cui molto si è discusso è il legame tra Versace e il suo assassino: Andrew Cunanan si era vantato in pubblico di conoscere intimamente lo stilista. Altri testimoni hanno persino raccontato di essere certi di aver visto Cunanan e Versace chiacchierare in un pub, non molti giorni prima dell’assassinio. Ben presto si diffondono i rumors che Andrew potesse essere stato l’amante di Gianni Versace. A oggi, rimangono solo pettegolezzi senza nessuna prova. La tesi più realistica e plausibile è quella legata alla forte dipendenza del ragazzo a varie droghe che, combinata forse con gravi problemi psichici, potrebbe aver contribuito a renderlo altamente instabile e folle.

Chi ha visto interamente la Serie non potrà non notare come la trama sembri ricalcare perfettamente ciò che è tristemente avvenuto nella realtà. Dobbiamo aggiungere però che molti elementi, per motivi legati alla narrazione, sono stati ricreati. Quindi non corrispondono necessariamente alla verità. Parliamo in particolar modo della conoscenza tra Cunanan e Gianni Versace, mostrata nella Serie Tv ma solamente supposta. Non possiamo inoltre dimenticare il recente comunicato stampa con cui la famiglia Versace ha preso le distanze dallo show definendolo un ‘lavoro di finzione‘.

L’unica certezza appurata è che di questa faccenda rimangono ancora forti dubbi destinati a rimanere irrisolti. Andrew Cunanan ha portato con sè nella tomba molti dei suoi sanguinari segreti. Riuscendo così da morto a ottenere quella fama che aveva sempre cercato.

Leggi anche – American Crime Story: l’assassinio di Gianni Versace – Perchè guardarla

Written by Barbara Curti

Ho 31 anni e studio Lettere. Spero che prima o poi questa mia passione per le Serie Tv mi torni utile per il futuro: lasciate solo che alle prossime Olimpiadi venga riconosciuto il binge-watching come disciplina e per me sarà la svolta!!!

Per il resto, visto che non so cos'altro aggiungere.... AMMACCABANANE!

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