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Wayward Pines 1×05 The Truth: dal Triangolo delle Bermuda all’arca di Noè

IO QUI PARLO TANTO E SPOILERO PURE, VI HO AVVERTITI!

NON CI SI PUÓ CREDERE: non è morto nessuno! Siamo alla quinta puntata della serie della FOX e NON È MORTO NESSUNO! Puntata 1:Agente maschio, puntata 2: Beverly, puntata 3: Arnold Pope, puntata 4: Peter l’anarchico, puntata 5: tutti vivi!

The Truth pare essere stata una puntata sincera (non sottovalutate MAI il potere fuorviante di un titolo!) e come dichiarato da M. Night Shyamalan, nel quinto episodio (nell’esatta metà della serie) si sarebbero svelate molte delle verità che tengono sul filo della rasoio la nostra amabile famiglia Burke e noi poveri spettatori. Facciamo le cose per ordine.

Wayward Pines non è il Triangolo delle Bermuda, ma l’arca di Noè. Cerco di spiegarmi meglio: Wayward Pines, fino al quinto episodio, s’intende, era tante cose: prima di tutto un manicomio, la cittadella di The Truman Show, la gabbia per gli uccellini, una società contemporanea con regole medievali, ma, sopra ogni cosa (almeno nel mio immaginario), Wayward Pines era il cavolo di Triangolo delle Bermuda. A un certo punto mi sono chiesta: ma come è possibile che tutta ‘sta gente sparisca e nessuno, e dico nessuno, sia in grado di capire, segnalare, far casino alle porte di quella – nota (ricordate i due ragazzini della stazione di servizio quando Theresa e Ben stavano andando a recuperare quel fedifrago di Ethan? Loro sapevano dell’esistenza di Wayward Pines!) – e come è possibile, quindi, che nessuno dei cari degli scomparsi si ritrovi a capire qualcosa, a fare qualche collegamento, a scoprire l’arcano? Se esiste un posto nei pressi del quale spariscono più cose – escluso il mio cassetto dei calzini – dopo il famoso Triangolo, è indubbiamente Wayward Pines: il buco nero che risucchia persone, vite, identità. Invece no! Pur mantenendo qualche riserva, nella scorsa puntata ci hanno davvero spiegato come stanno le cose, dando una risposta a molti dei dubbi sorti finora!

wayward pines


UN BREVE SUNTO DEL DELIRIO: In qualche modo l’intera nostra famiglia di fortunelli scopre cosa diavolo c’è dietro tutto ‘sto ambaradam! Le loro storie proseguono intersecandosi per tutto l’episodio. Io, qui, di miracoli di montaggio non posso farne, quindi fatevele bastare in parallelo. Quello che saprà direttamente tutta la verità (fermo restando che poi sia effettivamente quella, la verità!) è Ben: selezionato con altri due giovani per fare “orientamento”, scoprirà che lui è tra i prescelti per far parte de La Prima Generazione. Infatti, aveva ragione Peter (quello crepato lo scorso episodio) quando ci suggeriva che forse il muro che circonda la città serve più a tener fuori qualcosa, che dentro loro. Ve la ricordate quella specie di cosa che prese il corpo di Arnold Pope sceriffociucciagelatialrum? Ecco. Nello scorso articolo ci chiedevamo se si trattasse di un alieno, una bestia o vostra suocera, ora sappiamo che è un ABI. Cos’è un ABI? È l’evoluzione aberrante di quello che siamo noi: il frutto dell’evoluzione del nostro DNA (esistono esseri umani che sono già abbastanza aberranti così, lo so, ma cerchiamo di andare avanti!). Le persone che si trovano in quella cittadina dell’Idaho, non sono delle sfigate sventurate, ma sono i PRESCELTI. Da chi? Per far cosa? Dal professore David Pincher (aka Dottor Jenkis, oltre che il GRANDISSIMO TOBY JONES), per salvare la nostra specie. Lo scienziato aveva previsto tutto e Wayward Pines altro non è che un’arca. Sì, come quella di Noè, solo che ci stanno dentro solo gli uomini (effettivamente, «Non ci sono grilli a Wayward Pines!»). Mentre Ben, che non è un babbo, pone continuamente in discussione la storia, scopriamo anche che non siamo nel 2014, ma nel 4028! La Fisher, dopo aver esortato i tre fanciullini ormai terrorizzati a non raccontare ai loro vecchi i segreti appena esposti, conduce i tre in questa specie di stanza nella quale, candele alla mano, ci sono tutti i prescelti de La Prima Generazione: praticamente una setta, non per niente la Fisher era un’ipnoterapista!

Contemporaneamente al loro bimbo, anche la coppia di coniugi Burke sta scoprendo piano piano la verità.

Ethan, infatti, è riuscito a “evadere” e si è pure trovato in un simpatico vis a vis con un simpatico Abi. Cerca di raggiungere Boise, la cittadina limitrofa, ma, ohibò: che cazzo cacchio di fine ha fatto? Arrivano Pam e Jenkis-Pincher in elicottero e spiegano a Ethan quello che è successo alla sua specie.

Theresa ha preso il posto di Peter (sempre l’anarchico crepato nell’episodio precedente) come agente immobiliare e deve dare ‘sta casa a ‘sto tipo appena giunto in città nel solito modo gentile – con un incidente -, ma questo è scioccato. Stando bene attenta a scansare le telecamere, dopo aver azionato un elettrodomestico per coprire le voci, scopre che lui, mentre si risvegliava dal “coma”, si è reso conto di esser stato in qualche modo ibernato e che, accanto a lui, c’erano molte altre persone ibernate.

 

Alcune perplessità: Ammetto che non mi sarei aspettata MAI una cosa del genere, quindi, comunque chapeau! Un futuro distopico non era proprio l’ultima delle possibilità, ma per come era partita la serie, era considerabile appena un gradino sopra a “è solo un sogno di Gargamella!. Qualcosa che ci lascia perplessi, comunque, c’è:

  1. A quanto pare questi esseri (ABI) sono molto più forti di noi (uno di loro può fare fuori senza problemi un soldato armato, ci dice la Fisher!): allora per quale motivo quando Ethan ha aperto l’accesso alla città, ‘sto coso si è limitato a prelevare il corpo dello sceriffo e a scapparsene fuori come un bimbo che ha appena rubato la marmellata? In fondo lì, c’erano almeno altre tre prede.

 

  1. Ethan è super fico, ok! Quindi può tranquillamente scalare e scappare da Wayward, ma perché questi esseri che sono anche loro super fichi (non esteticamente, chiaro) non scendono a devastare la città? Quello è il negozio delle caramelle, per loro.

 

  1. È una sottigliezza, ma quando Ethan arriva al deposito delle macchine (episodio 3) lo strato di polvere depositato su queste pare indicare qualche decennio di staticità, non due millenni!

Queste sono solo alcune delle problematiche che mi sento di presentarvi, ma ce ne sarebbero chiaramente altre.

Un appunto lo farò: quando penso a Shyamalan e ai mostri mi viene sempre la pelle d’oca: non perché mi facciano paura, ma perché i suoi mostri fanno sempre più ridere che paura e, trovo, che anche la rappresentazione degli ABI, per quanto l’idea sia funzionale, sia esteticamente orrenda, perfino un po’ straniante.

Svelare le cose nella quinta puntata poteva essere un rischio, ma, per ora, si è rivelato molto efficace all’interno della creazione della SUSPENCE. Hitchock ci spiega molto bene la differenza tra sorpresa e suspence: se ci sono due che parlano a un tavolo per quindici minuti e a un tratto esplode una bomba, lo spettatore godrà di quindici secondi di sorpresa. Se la scena è sempre la precedente, ma lo spettatore sa che c’è una bomba che esploderà da lì a un quarto d’ora, lo spettatore godrà di un quarto d’ora di suspence. Questo ci hanno regalato quelli di Wayward Pines, la bellezza della suspence.

Questa serie, alla fine delle fiera, è veramente un po’ di tutto e non solo a livello di storia della serialità: è fantascienza, mistero, religione, esoterismo, scienza. Stiamo a vedere come si evolve, ma per ora c’è stata una svolta molto interessante.

E voi, cosa ne pensate?

Un saluto agli amici di Wayward Pines Italia !

Written by Elisa Belotti

Siamo qui per parlare di questo mondo e di mille altri, per ridere, riflettere e immaginare. “Sono un idiota, io sono un pazzo, lo so... ma sono stato una buona lettura, giusto?”, vorrei dirvi che è mia, ma mentirei: è di un tale Hunter S. Thompson. Sperando di poterla dire anche io, un giorno.

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