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Wayward Pines 1×07: una centrifuga di roba!

Capirci qualcosa è facile come scalare l’Everest con dei roller ai piedi. Per ora, Wayward Pines, amata, odiata, attesa, scanzonata, superpubblicizzata, derisa, lodata, non manca certamente di assolvere uno dei compiti principali delle serie Tv: ci sorprende. Prima che qualcuno avanzi con il dito inquisitorio (l’indice, proprio quello con cui vi scaccolavate da bambini – o in macchina, fermi allo stop – ora puntato sempre contro gli altri, si spera almeno pulito!) specifico una cosa: il mio discorso non c’entra nulla con la riuscita estetica-narrativa del prodotto. Sto dicendo che, qualunque sia il parere estetico sulla serie, certamente sta riuscendo a sorprenderci, a disattendere le nostre aspettative, ma nell’accezione positiva dell’inatteso, impensato. Ci mostra una verità apparente, ce la fa assaggiare e quando stiamo per digerirla ben bene, ecco che ci prende in contro piede e ci dà una nuova verità che nega – ma illumina – quella precedente. E, almeno sotto questo profilo, chapeau!

Ma ora proviamo – as usual – di fare il punto della situazione. Cercheremo di analizzare, in ordine sparso, alcuni dei punti principali della scorsa puntata, così da avanzare ipotesi, comunicare perplessità e darvi qualche piccolo spunto di riflessione.

Sotto, poi, allegherò un piccolo schema riassuntivo – che chiameremo BREVE SCHEMA RIASSUNTIVO PER CHI NON HA TEMPO – che speriamo essere sufficientemente esplicativo circa l’accaduto dell’ultimo episodio. Non abbiate troppe pretese se la bozza risulterà essere un poco rozza, come ho già detto Non ho tempo di scrivere per chi non ha tempo di leggere.

  • E LA SOSPENSIONE DELL’INCREDULITÁ? In soldoni, quando un lettore o uno spettatore entrano in contatto con un’opera, stipulano un accordo silente con il creatore di questa. Il patto è semplice: io, Lettore o Spettatore, sospendo le mie facoltà logiche (qualcuno è avvantaggiato, perché non le usa mai) al fine di ignorare le incongruenze narrative e godere pienamente della tua invenzione di fantasia, oh Creatore. È chiaro però che se qualcosa stride troppo, finisce che io non riesco più a crederti. Premessa fatta. Qual è il problema? Wayward Pines, dalla quinta puntata in poi, sta diventando sempre più credibile, ma è dall’inizio che ci sono dei dettagli che cozzano un po’, e anche se ti stavi sforzando di dimenticare ogni lezione di fisica e buon senso del liceo, a un certo punto sei costretto a pensare Ma davvero? Ma dai, no! Non starò a farvi tutti gli esempi, ma in questo episodio ce ne è uno eclatante: il caso di Theresa Burke che entra tranquillissima nel Lotto 33 e, altrettanto tranquillamente, può rendersi conto che c’è qualcosa di metallico sotto il suolo. Ora, se fossi dovuta entrare io, probabilmente, avrei trovato: un cancello elettrificato, un fossato con cinquantasette alligatori preistorici esportati direttamente da Jurassic Park, un milione di cecchini addestrati da Jigen e, almeno, quindici combinazioni per poter aprire la porta. Lasciando la mia sfiga sfortuna da parte: davvero ci vuole così poco per accedere a un luogo che dovrebbe essere indizio di qualcosa? Davvero lo strato di terra sopra la cosa di metallo può essere inferiore allo strato di cacao che metto io sul cappuccino? Davvero nessuno arriva a fermare Theresa mentre entra nel lotto, pur essendo il paese ultramonitorato? Mah!
  • RESISTENCIA! Già nell’episodio precedente, Ethan e il Dr Pilcher erano venuti a conoscenza di questa cellula di ribelli. In questa puntata Ethan riuscirà a individuarne i membri e a fermare il loro tentativo di fuga. La cosa realmente carina è un’altra, però. Quando Kate, a capo della combriccola di rivoltosi, racconta all’ex collega come è nata quell’associazione, dice una cosa importante riguardo alla nascita dei gruppi di resistenza, di ribelli: ci vedevamo solo per sapere di esistere. Quella che Kate ci sta dicendo, pare essere una banalità, ma proprio non lo è: le persone non si iniziano a frequentare per piazzare delle bombe e fare stragi o per sovvertire un sistema. Le persone iniziano a vedersi per un sacrosantissimo bisogno – niente di più umano – di sapere di essere vivi, di poter esser riconosciuti come individui dotati di una propria identità. Su questo e sul perché esistono persone che hanno bisogno di ricordarsi di esistere, forse, dovremmo riflettere.
  • COPULATE E PROCREATE! Che ansia! Cazzo che ansia! Questa cosa che la Fisher si mette a dire ai ragazzetti a scuola che dovranno figliare per ripopolare il globo, un po’ d’angoscia la mette! Idem per il CONTROLLO ANNUALE DELLA FERTILITÁ. Insomma, dai. Per non parlare della finezza e del romanticismo (quest’ultimo non per forza richiesto) con cui si esprimono l’insegnante-ipnoterapeuta e l’infermiera pazza Pam. La prima, per lasciare intendere ai ragazzi di cosa stia parlando, usa la quasi petrarchesca metafora di Infilare la mano nel guanto. La seconda, si rivolge a Harold e Kate dicendo che sono un perfetto cocktail genetico. Ok che questi devono ripopolare il pianeta, ma fareste venire ansia da prestazione anche a Siffredi! Due cose carine ci sono, per vero, anche qua: l’evidenza del tabù. I ragazzi non riescono a trattenersi dalle risa alla visione/spiegazione dell’atto riproduttivo eppure, sottolinea la Fisher, non sarebbe uguale se si parlasse di api e fiori. Un po’ di sentimentalismo lasciatemelo. A un certo punto, sempre la stronza professoressa bionda, dice a Amy che niente è come essere giovani e innamorati. Nonostante l’iperglicemia, credo abbia ragione.
  • NONCISICAPISCEUNACIPPA! Ma il vero fulcro della puntata è un altro e si risolve in un rapidissimo dialogo tra Kate e Theresa. Quest’ultima, dopo la confessione del marito che le racconta la verità su Wayward Pines, crede che Ethan sia ancora preda di allucinazioni (cosa che gli era già capitata in passato). Ad un certo punto, Kate le confessa il suo sospetto che, sulla montagna, venga praticato il lavaggio del cervello. Inoltre, confessa l’ex agente, una volta arrivata nella cittadina, dopo aver trovato un telefono funzionante, aveva chiamato una linea sicura dei servizi segreti e l’agente Adam Qualcosa (quello che nelle prime puntate parlava con Theresa e con il Dottor Pilcher) le ha rivelato che quello a cui la donna sta partecipando è un esperimento governativo.

WTF?

Qualcuno già lo sospettava, ma quindi, qual è la verità?

Breve schema riassuntivo per chi non ha tempo
Breve schema riassuntivo per chi non ha tempo

Insomma, anche l’episodio 1×07 (Betrayal, Tradimento) è stato densissimo, in fondo è una trilogia condensata in una sola stagione. Mille gli interrogativi lasciatici anche a ‘sto giro (Ben, che ha deciso di seguire Amy e pomiciare proprio nel camioncino dei cospiratori azionando pure la bomba, sopravvivrà all’esplosione, ad esempio?).

Bisogna fare quello che ci si aspetta da noi dice il capo di Theresa. E noi, noi viviamo in un modo tanto diverso da come vivono gli abitanti di Wayward Pines?

Un saluto agli amici di Wayward Pines Italia e Serie Tv la nostra droga

Written by Elisa Belotti

Siamo qui per parlare di questo mondo e di mille altri, per ridere, riflettere e immaginare. “Sono un idiota, io sono un pazzo, lo so... ma sono stato una buona lettura, giusto?”, vorrei dirvi che è mia, ma mentirei: è di un tale Hunter S. Thompson. Sperando di poterla dire anche io, un giorno.

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