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#VenerdìVintage – Ma Biker Mice da Marte l’ho vista solo io?

biker mice

Anno Domini 1993. Bill Clinton si insedia alla Casa Bianca, Enrico Ruggeri vince San Remo con Mistero, David Letterman esordisce con il suo Late Show sulla CBS e dal pianeta Marte arrivano sulla terra i Biker Mice. Ascolta, c’è un vento nuovo che va e vibra nelle città. Tre amici da una galassia lontana arrivano nella nostra realtà, eroi per la libertà! Inizia così la storica sigla di Biker Mice da Marte, uno dei cartoni più belli degli anni ’90. Breve ma intenso, durato solo 3 stagioni e 65 episodi, il cartone animato ideato da Rick Ungar ha segnato l’adolescenza di tanti ragazzi italiani che guardavano le avventure dei biker antropomorfi su Rai1 (qui parliamo del catalogo di RaiPlay). Prima di parlare di quello che ha rappresentato la serie tv per tutti i giovani uomini che l’hanno vista, cerchiamo di fare chiarezza sulla trama di questa produzione e soprattutto di contestualizzarla nell’epoca.

Biker Mice da Marte nasce da un’idea di Rick Ungar, e racconta le vicende del trio di amici Sterzo, Turbo e Pistone, topi marziani dalle sembianze antropomorfe che sono soliti spostarsi premendo l’acceleratore a piena potenza delle loro motociclette fiammanti. La serie prende il via quando i tre, fuggendo da una guerra in atto sul loro pianeta, finiscono nella città di Chicago dove incontrano la bella Charley che farà loro da meccanico. I tre amici scoprono che gli abitanti di Plutarco, in cerca di risorse naturali da altri pianeti dopo aver prosciugato il proprio, hanno intenzione di mettere le grinfie sulla terra. Da quel momento in poi, il trio si impegnerà a difendere il nostro pianeta dagli attacchi degli alieni.

biker mice da marte

Biker Mice da Marte, la serie tv e le action figure

Biker Mice da Marte è una serie tv animata colma di scene d’azione, con armi intergalattiche e battaglie ad alta velocità condotte dai tre protagonisti con i malvagi alieni, ma sempre prive di sequenze violente, rendendolo un prodotto perfetto per il pubblico più giovane anche grazie alla sua impostazione primariamente episodica e autoconclusiva. L’aspetto e i disegni di Biker Mice sono a metà tra il realistico e il caricaturale: i protagonisti hanno dei corpi grandi e muscolosi ma i loro musi sono addolciti e questo li permette di esprimersi con espressioni esagerate. Lo stile di animazione è discreto, non sempre fluido, ma rientra negli standard dell’animazione di quel periodo. I titoli degli episodi, i nomi dei personaggi e le battute del cartone contengono abbondanti referenze a rock-band e canzoni degli anni precedenti e spesso anche alla situazione della televisione negli anni ’90.

Inoltre, le figure dei protagonisti vengono interpretate anche come anti-eroi poiché la loro principale motivazione per combattere Limburger è trarne divertimento e non per semplice senso di giustizia. Inoltre, come vi abbiamo raccontato nell’articolo dedicato agli Street Sharks, dietro alla nascita dei Biker Mice da Marte ci sono altri motivi legati al merchandising. Tutto nasce dalle action figures. Negli anni ’90 il mercato dei giocattoli per bambini stava toccando vette altissime. In quel periodo storico in ambito televisivo e fumettistico imperversavano i mutanti. Dagli Street Sharks a Darkwing Duck, i supereroi animali hanno dominato il piccolo schermo degli anni ’90 tuttavia, l’unico vero contendente al trono della cultura pop dominata dalle Tartarughe ninja erano proprio i Biker Mice da Marte.

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Un cartone animato che è rimasto nella memoria collettiva

Ma non c’è solo l’esigenza di vendere un prodotto dietro alla creazione del cartone animato dei topi motociclisti, c’è molto altro. Sebbene siano state create action figures, giochi per Nientendo e, recentemente, siano tornati di moda grazie a un gioco per dispositivi mobili in stile running (alla Temple Run, per intenderci), quello che rende Biker Mice da Marte una serie animate di successo è il suo background tremendamente rock e la sua narrativa, ripetitiva, ma incredibilmente efficace. La bellezza di questo cartone sta, palesemente, nei continui richiami al mondo biker americano sia nei nomi dei personaggi (pensiamo a C-Harley Davidson) sia nella colonna sonora (uno dei gruppi che spesso viene passato alla radio locale sono i Guns ‘n Noses), ma anche i modi di dire dei ragazzi.

Pensiamo al famosissimo “Let’s Rock ‘n Ride”, motto della banda perennemente sbandierato da Sterzo/Throttle. Talmente tanti i riferimenti alla cultura rock che il creatore della serie, Rick Ungar, ha definito Biker Mice come “il primo cartone Heavy-Metal della storia”. Per questo motivo, la speranza di chi vi scrive è che la domanda che ci siamo posti nel titolo dell’articolo abbia una risposta negativa. Ma Biker Mice da Marte l’ho vista solo io? No, davvero speriamo di no. Perché vi sareste persi un piccolo gioiellino targato anni ’90. Un cartone che manda un messaggio importante e attualissimo per bambini e per adulti: anche chi, come i biker, proviene da posti sconosciuti può essere una risorsa e può addirittura rappresentare la salvezza. Insomma, se non avete ancora visto Biker Mice da Marte dovete assolutamente recuperare la serie tv, perché è un pezzo storico di quella cultura pop anni ’90 che ha poi segnato la storia della serialità negli anni a venire. Let’s Rock ‘n Ride guys!

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Scritto da Giacomo Simoncini

“Giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose. Ad un mondo di numeri ne preferisco uno di lettere. Scrivo per coinvolgere gli altri, per far appassionare le persone a ciò che amo. ”

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