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10 cose che non abbiamo capito di The OA

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8. Che cosa ci faceva l’agente dell’FBI in casa dei Johnson?

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E qua passiamo alle infuocate discussioni di trama, perché per quanto lo shock risultante dalla scoperta di French abbia potuto distrarci temporaneamente, qualcuno dovrà pur chiedersi: ma che ci faceva Elias Rahim a casa dei Johnson, di notte, quando questi si erano trasferiti?

Prairie non ha commesso nessun crimine che possa vedere coinvolta l’FBI. Elias era anche a conoscenza degli incontri tenuti da Prairie (una pratica assolutamente innocente e il cui scandalo è più simbolico di un’aridità mentale che effettivo danno alla società).

Nell’episodio che precede la scoperta dei libri acquistati su Amazon che fanno pensare che la storia di Prairie sia puro frutto di immaginazione, certe inquadrature dell’arrivo del gruppo sembrano indicare un punto di vista soggettivo: che qualcuno li stesse spiando?

Forse è solo un caso, ma questa apparizione ingiustificata di Elias sulla “scena del crimine” potrebbe essere l’equivalente del bambino scoperto con le mani nel vaso della marmellata. C’è difatti anche da chiedersi: perché Prairie avrebbe lasciato questi libri in bella vista? Non sembra passato molto tempo dal suo ritorno alla fine della sua storia: come ha fatto a leggere e ricreare una storia che unisca quanto ottenuto dai vari libri in così poco tempo?

Allo stesso tempo, c’è da chiedersi perché, proprio se “colpevole”, Elias si trovi lì.
Da qualunque prospettiva la si guardi, questa sua comparsa continua a farci brancolare fra le domande.

Potrebbe darsi che questa sia una mossa votata a spingerci verso una certa versione di questo fantomatico finale. Certo, se ci sono indizi da cogliere, questo sembrerebbe adatto. Ma nel prossimo punto, vedremo la controparte a questa interpretazione…

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