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Ted Lasso non può finire così: ora che ce l’avete ridato, la quinta stagione è indispensabile

Ted Lasso

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Abbiamo un problema. O meglio: non abbiamo ancora un problema, ma la mancanza di conferme sta diventando di per sé una notizia. Stiamo parlando, nello specifico, delle incertezze che si stanno palesando a proposito dell’eventuale quinta stagione di Ted Lasso.

Molti l’avevano data un po’ per scontata, dopo gli ottimi risultati ottenuti dalla serie nelle ultime settimane. Protagonista di un ottimo esordio, alimentato non poco dall’hype generato dal sorprendente ritorno seguito all’iniziale conclusione, Ted Lasso 4 si è poi confermata tra le serie più viste su Apple TV, superando stabilmente in termini di ascolti titoli del calibro di Slow Horses, Silo, Dark Matter, Widow’s Bay, Severance, Shrinking, Monarch: Legacy of Monsters e Brothers.

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Molto buoni i riscontri della critica: hanno portato Ted Lasso al 90% di gradimento su Rotten Tomatoes; il pubblico, invece, si ferma sull’aggregatore al 65%, ma non si può dire che la stagione non sia stata globalmente promossa. Con alcune riserve, ma promossa. E non era scontato, affatto: quello di Ted Lasso, d’altronde, era in partenza un ritorno molto rischioso e pieno di incognite.

Come evidenziato in un recente articolo di commento della quarta stagione, le paure erano tante e le aspettative sono state in buona parte ripagate. La quarta stagione non è certo la migliore delle quattro, ma Ted Lasso ha dimostrato di avere ancora un grande cuore e di saper essere rilevante. Un porto sicuro in un tempo di tormente che riporta il pubblico a un’umanità che ha bisogno come non mai di buoni sentimenti. Perché no, pure di un po’ stucchevole retorica: quando si veicolano certi messaggi con questa autenticità, molto è concesso anche in quel senso.

Insomma, la quinta stagione di Ted Lasso s’ha da fare. O meglio, s’avrebbe da fare.

A due settimane dalla conclusione della quarta stagione, infatti, nessuno si sbilancia fino in fondo. Tutti sembrano voler andare avanti, ma il rinnovo non è ancora arrivato.

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Sia chiaro: non è ancora suonato il campanello d’allarme, affatto. E qualcuno potrebbe trovare per questo eccessivo un articolo del genere, ma stiamo vivendo giornate in cui siamo tornati alla realtà dopo aver dato per certa una continuazione che al momento non lo è. Continuiamo a considerarla probabile, ma non è certa.

Ma ripetiamo: l’allarme non c’è. Apple TV, tuttavia, non è una piattaforma dalla “cancellazione facile” e tende a rinnovare spesso le sue serie con timing rassicuranti che garantiscono continuità e ampio margine di programmazione per fare le cose al meglio senza vincolare il pubblico ad attese troppo lunghe.

Lo dimostrano, per esempio, i larghi rinnovi di Slow Horses, già certa di due ulteriori stagioni mentre la sesta era ancora in onda, o di Silo, a sua volta confermata per due stagioni con la seconda in distribuzione. Anche Shrinking, serie che condivide con Ted Lasso gli autori Bill Lawrence e Brett Goldstein, ha avuto rinnovi anticipati in due occasioni, giusto per offrire una panoramica del modus operandi abituale di Apple TV. Non è però, come inevitabile, una regola fissa.

Fermiamoci, quindi, alle certezze finora acquisite. Ovvero: nessuna.

Ted Lasso è una delle migliori serie tv in onda ad agosto
Credits: Apple TV

Intervenuto nei giorni scorsi all’interno del podcast Talk Easy with Sam Fragoso, Jason Sudeikis, volto e anima di Ted Lasso, ha sì confermato la volontà di realizzare una quinta stagione, ma con una precisazione chiave sul futuro della serie: “Non lo so ancora. Non abbiamo ancora formato una squadra di sceneggiatori o cose del genere”.

Siamo ben lontani, quindi, dalla prospettiva evocata lo scorso luglio all’interno di un lungo approfondimento dell’Hollywood Reporter che aveva ricostruito la complessa storia produttiva e creativa di Ted Lasso, oltre a presentare una bella intervista a Sudeikis: “Se tutto dovesse andare secondo i piani, il team di Lasso tornerà nella stanza degli sceneggiatori a fine agosto per pianificare una quinta stagione non ancora confermata”.

A quanto pare, non tutto è andato finora secondo i piani.

Nelle ultime settimane, inoltre, sono arrivate alcune dichiarazioni al riguardo anche del co-creatore e co-sceneggiatore Brendan Hunt, interprete inoltre di Coach Beard. Intervistato da Variety lo scorso 7 ottobre, si è così espresso a proposito della situazione e di Sudeikis: “Non si sbilancia e io non sono a conoscenza di quale partita a poker, spero, si stia svolgendo tra i vertici. Credo che in fondo abbiamo sempre sperato di tornare per più di una stagione, ma se alla fine dovesse essere solo una, va bene lo stesso. È finita bene. Vedremo“.

Per chiudere il cerchio, citiamo anche Eddy Cue, il dirigente che supervisiona la piattaforma di streaming: secondo quanto riportato da Sky TG24, “ha risposto ‘Lo spero’ quando gli è stato chiesto di un possibile seguito”.

Insomma, non ci sono conferme: la quinta stagione di Ted Lasso potrebbe essere annunciata in ogni momento, ma non è detto che accada.

E diciamolo: sarebbe un peccato. Davvero un peccato. Al di là delle considerazioni fatte nelle ultime settimane sulla capacità di Ted Lasso di essere una comfort series ideale anche quando non riesce a dare il meglio di sé, sarebbe piuttosto deludente chiudere così la sua esperienza. Dopo un vero finale che aveva chiuso perfettamente il cerchio e una quarta stagione che invece si era conclusa con un finale piuttosto aperto. Un finale che funzionerebbe sì come vero finale, ma in un modo piuttosto tiepido. Inadeguato al valore di una serie come questa, soprattutto se si ripensa alla bella conclusione iniziale.

Non è l’unico motivo per cui la quinta stagione di Ted Lasso non sarebbe solo la benvenuta, ma addirittura indispensabile.

Mentre la terza stagione aveva completato al meglio gli archi narrativi dei suoi personaggi principali, incluso lo stesso Ted, la quarta ha aperto la strada a orizzonti ancora inesplorati che necessiterebbero di almeno un’altra stagione, se non due per chiudere un’eventuale seconda trilogia, affinché possano esprimersi al meglio.

C’è un elemento interessante, in tutto questo. Per tre anni ci eravamo chiesti se fosse davvero opportuno riportare in vita una serie che aveva già trovato una conclusione ideale, mentre ora rischiamo di ritrovarci nella situazione opposta: chiederci perché interrompere una storia che ha appena ricominciato a raccontare qualcosa di nuovo.

Il rischio più grande, di conseguenza, non sarebbe più quello di aver realizzato una stagione di troppo, ma di averne realizzata una di meno. Sarebbe quantomeno curioso: dopo aver messo in discussione un ottimo finale, ci ritroveremmo con una seconda conclusione molto meno soddisfacente. E con la sensazione che il ritorno sarebbe stato, almeno in parte, un’occasione sprecata.

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Le opportunità narrative non mancherebbero, tutt’altro.

Ted Lasso
Credits: Apple TV

Il nuovo percorso della squadra femminile del Richmond ha ancora margini di crescita importanti, così come i personaggi che hanno trovato spazio accanto ai protagonisti storici. E lo stesso Ted, pur avendo già completato un’evoluzione personale significativa nelle prime tre stagioni, potrebbe trovare nuove sfumature in un contesto diverso da quello delle origini. La quarta stagione ha posto le basi per esplorare nuovi equilibri, nuove relazioni e nuove sfide sportive e umane: sarebbe interessante scoprire fin dove potrebbero spingersi. Non per ripetere ciò che abbiamo già visto, ma per dare una ragione ulteriore a un ritorno che, fino a qualche tempo fa, sembrava persino superfluo.

Tutti sembrano esserne consapevoli. Tutti vorrebbero andare avanti. Ed emerge allo stesso tempo, attraverso la prospettiva che viene fuori nell’articolo dell’Hollywood Reporter citato in precedenza, un attaccamento emotivo al prodotto che coinvolge autori e protagonisti con un imperativo: andare avanti solo se si ha una bella storia da raccontare, non per portare avanti per ragioni estranee alle esigenze creative.

Sudeikis ha manifestato la volontà di andare avanti, ed evidentemente ha ottimi motivi per volerlo fare. A questo punto vorremmo scoprirli pure noi, nella quinta stagione. Sempre che si faccia, chissà come.

Non resta quindi che “crederci”, una volta ancora. L’invito che campeggia all’interno degli spogliatoi del Richmond è sempre valido per tutti noi.

Antonio Casu