ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sul season finale di Ted Lasso 4!!
Ogni settimana migliaia di lettori ricevono i nostri consigli su cosa guardare.
Scopri come →Vuoi smettere di perdere tempo a cercare una serie da vedere?
Trova quella giusta per te →Non sai che serie iniziare?
Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Ogni volta si riemerge da questa dannata serie con gli occhi lucidi e un largo sorriso sul viso. Non importa quanto lo show abbia cincischiato nel mezzo. Se ci siano stati punti morti, archi narrativi prevedibili, storyline andate un po’ troppo per le lunghe, colpi di scena scontati o episodi con poco ritmo. Non importa neppure se questa non è stata la migliore stagione di Ted Lasso. Quel che conta è la sensazione che si prova sul finale, quando l’arbitro fischia tre volte e partono i titoli di coda. Allora diventa più difficile ricordarsi delle screpolature e delle imperfezioni di questa stagione piovuta all’improvviso sulla piattaforma. Diventa più difficile analizzare, fare bilanci, mettersi con la penna in mano a scegliere ciò che è andato bene e ciò che invece poteva essere gestito meglio.
Quando c’è quella sensazione calda che ti abbraccia e alla quale vorresti restare legato stretto ancora per un po’, parlare di coerenza narrativa, scelte di scrittura, frammentazione della trama e cali di ritmo diventa un esercizio superfluo. Diventa anche ingiusto, perché se un prodotto televisivo riesce a farti provare delle emozioni forti, vuol dire che ha indovinato la strada. Vuol dire che ha smosso quel che doveva smuovere. Ripassando al setaccio i dieci episodi di questa quarta stagione di Ted Lasso potremmo imbatterci in alcuni punti critici e azzardare dei paragoni con le stagioni precedenti che non premierebbero quest’ultimo capitolo.
Poi però ci sono quegli occhi lucidi, quei dannati occhi lucidi che, tra un sorriso e l’altro, ci hanno arrossato lo sguardo.
È vero, buona parte del lungo lieto fine di Ted Lasso 4 poteva essere prevedibile. Sapevamo che Rebecca avrebbe trovato il modo di tenere la squadra (e che Mae le avrebbe dato una mano, in qualche modo). Immaginavamo di ritrovare qualche vecchio personaggio in questo season finale e che la chiusura dell’arco narrativo di Roy Kent gli avrebbe regalato un epilogo coerente con tutta la sua storia. Eravamo certi che le due storyline romantiche della serie, quella di Rebecca e quella di Keeley e Roy, si sarebbero chiuse con un evento lieto e ci aspettavamo anche un confronto tra Ted e suo figlio Henry, per troppo tempo rimandato.
Ma il fatto che ci aspettassimo il lietofine, in questa Ted Lasso 4×10, non significa che al finale di stagione sia stata preclusa la possibilità di sorprenderci.
Il season finale di Ted Lasso 4 è andato a un ritmo diverso rispetto a tutti gli episodi della quarta stagione. Rallentato. Non nel senso che ha messo in pausa la trama per concentrarsi su un aspetto specifico. Ha rallentato perché si è concesso il tempo di godersi ogni istante prima dell’arrivederci. Persino la sigla ha cambiato ritmo, la musichetta vivace che conosciamo tutti si è fatta più lenta, quasi meditativa. È come se questa puntata di Ted Lasso la stessimo guardando a distanza, non immersi nel marasma degli eventi, ma un passo più giù, a osservare in platea. E quando osservi da una certa distanza, riesci a cogliere dei particolari a cui non avevi fatto caso. Delle sfumature che ti erano sfuggite, perse nel ritmo della narrazione.
Come gli scherzetti quotidiani che coach Alice ha sempre fatto a Ted, senza destare mai alcun sospetto. O come l’importanza di tre personaggi marginali come Baz, Paul e Jermey, che questo season finale colloca al posto giusto: dietro il bancone del Crown & Anchor. Ti accorgi di quanto si senta la mancanza di Mae, sebbene anche lei fosse un personaggio marginale. Ti rendi conto di quanta strada abbiano fatto tutti i personaggi, di come siano cambiati dal primo episodio a oggi. Rivedere Sam Obisanya e coach Nate Shelley, seppur per qualche secondo, ci ha lasciato il tempo di riflettere su quanta strada abbia percorso Ted Lasso. Adesso diamo per scontato che la serie debba farci provare delle cose e farcele provare in un certo modo. Ma ci è arrivata gradualmente, avendo la pazienza di colpire le nostre corde emotive un poco alla volta nel corso di questi anni.
Oggi Ted Lasso è una delle migliori comedy che siano in produzione, ma fino a qualche anno fa era solo una scommessa.
La storia di un allenatore di football americano che viene messo su una panchina di una squadra di calcio inglese e lasciato là ad imparare. Ted non ha mai smesso di sorprenderci perché non ha mai smesso di imparare. Da se stesso, dagli altri, dalle situazioni che la vita gli ha messo davanti. Ha imparato a lasciare spazio dentro di sé e quello spazio che si è liberato è stato un posto sicuro in cui le persone a lui vicine hanno potuto fermarsi. Ted Lasso ci ha accolti tutti, la sua storia è un grosso campo da calcio dove ognuno ha trovato posto appoggiandosi agli altri.
Guardiamo scorrere gli ultimi minuti di questa stagione senza l’ansia da plot twist. Non è del colpo di scena clamoroso che abbiamo bisogno, ma solo di osservare in che modo Ted Lasso 4×10 accompagna i personaggi al loro lietofine. Rebecca alla guida dell’AFC Richmond e sull’altare di un nuovo matrimonio. Keeley e Roy verso una nuova vita da genitori. Le Lady Greyhounds verso un’altra stagione da protagoniste. Coach Alice verso una promozione meritata. Ted Lasso 4×10 è l’episodio dei sogni realizzati. Keeley che ascolta l’energia dello stadio pieno per le sue ragazze è una scena che qualche brivido ce lo fa venire. Roy che chiude il suo arco narrativo come futuro allenatore del Chelsea altrettanto.
La parte più noiosa di questa quarta stagione di Ted Lasso è stata la gestione della storyline tra Roy e Keeley. Troppo lunga, troppo prevedibile, troppo stagnante.
Eppure, gli ultimi due episodi hanno reso giustizia alla coppia. Entrambi sono tornati a essere i personaggi che abbiamo sempre amato. Roy Kent, che per buona parte di Ted Lasso 4 è sembrato un personaggio appiattito e superfluo, ha risvegliato in noi le stesse tenere sensazioni che aveva saputo farci provare in passato. I suoi dubbi sulla paternità, la scelta di accettare l’incarico al Chelsea e il coraggio di lasciare “casa” gli hanno restituito in pieno la sua naturale tridimensionalità.
La sua partenza ha liberato il posto di capo allenatore della squadra maschile. Quando abbiamo visto Ted entrare nell’ufficio di Rebecca per discutere di “quel posto che si è liberato“, ci aspettavamo l’annuncio del suo ritorno sulla panchina della squadra maschile. La promozione di coach Alice a capo allenatrice delle Lady Greyhounds sembrava confermare i sospetti. Invece, l’ultima immagine della quarta stagione ci mostra il nome di Ted sotto a quello di coach Chilton e coach Beard nella nuova veste di assistente allenatore. Lui che non ha mai avuto paura di mettersi in discussione e che si è caricato sulle spalle l’impresa impossibile del Richmond in Premier League prima e quella della squadra femminile della città dopo, sceglie come premio in fondo al cammino un declassamento.
Lui che ha dato il nome alla serie ed è stato il leader gentile e premuroso di queste quattro stagioni, sceglie un ruolo più defilato.
Non perché glielo abbiano assegnato altri, ma perché se lo è scelto. Ha deciso di fare posto, lasciare spazio agli altri. E forse il targhettino nuovo appeso sull’ufficio dello staff tecnico dell’AFC Richmond femminile è davvero il momento più commovente di questa Ted Lasso 4. Perché ci restituisce i pezzetti del percorso e sa che ormai abbiamo le chiavi per rimetterli insieme. Quindi no, Ted Lasso 4 non è stata perfetta e ha qualche sbavatura in più rispetto alle stagioni precedenti. Ma sì, quella strana stretta allo stomaco è esattamente la stessa di ogni volta. Quindi, al netto di qualsiasi giudizio, ancora una volta: grazie Ted.










