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Ted Lasso 4×03 – La Recensione: I dreamed a dream

Henry assiste con sua mamma a una partita delle ragazze del Richmond

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sul terzo episodio di Ted Lasso 4!!

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Avere una chance ha un peso diverso a seconda di chi la reclama. Alcune possibilità si concedono con più disinvoltura, per altre invece c’è da sudare e da guadagnarsele con tutto l’accanimento necessario. È una questione di orizzonti e di come ci si dispone a guardarli. Certe linee di confine semplicemente si tracciano più lontano di altre, perché la luce abbagliante di un tramonto può essere più affascinante di un’altra. Ted Lasso è lo show delle grandi opportunità, delle prime e delle seconde occasioni. Ma la chance che reclama in questa quarta stagione è più ardita, più spigolosa, più temeraria delle precedenti.

Come anticipato nelle recensioni agli episodi delle scorse settimane, lo show di Apple TV si arrischia in un’operazione pressoché inedita: incentrare una serie di successo sul calcio femminile è una scommessa, una grande scommessa. Che se da un lato apre un terreno vergine ricco di spunti da sviluppare, dall’altro incontra più di qualche ostacolo nelle aspettative della fanbase e nel rischio di scivolare in stereotipi troppo ghiotti. Il destino di Ted Lasso è appeso quindi a una giocata azzardata. Ma lo show, come ci dice in questa terza puntata, ci sta chiedendo un’opportunità. E noi, ovviamente, gliela concederemo. I dreamed a dream, cantava Susan Boyle (per chi la stesse ancora cercando su Google, eccola qui alla sua performance al Britain’s Got Talent).


Ho sognato un sogno nel tempo passato.

Lizzie è una nuova giocatrice della squadra
Apple TV Press

Un sogno che la vita vorrebbe fare a pezzi, ma non è detto che le “tigri della notte“ debbano sempre avere la meglio. Ci sono sogni sognati che possono avverarsi, almeno è quello che ci insegna da anni Ted Lasso. Sogni che vale la pena rincorrere, anche se per gli standard della società non ne sei all’altezza. F**k è la prima cosa che avrà pensato Susan Boyle quando, vicina alla cinquantina, si è presentata sul palco di un talent show per cantare la sua canzone. Avranno provato a dissuaderla, a sottovalutarla, facendo male i calcoli. Susan Boyle, dopo quella esibizione, ha battuto il record di album di debutto più venduto nel Regno Unito nella sua prima settimana, vendendo poi un totale di 19 milioni di copie in tutto il mondo.

Ha chiesto un’occasione, l’ha sfruttata e ci ha realizzato un sogno. Fuck è anche la prima parola di Ted Lasso 4×03 e a urlarla è proprio una donna. Una donna che scopre di essere incinta. Meglio ancora: una giocatrice che scopre di essere incinta. Notizia bellissima, ma anche un disastro totale per il Richmond. Uno dei grandi leitmotiv di questa quarta stagione è quello di spiegare al pubblico quale microcosmo caotico sia il mondo del calcio femminile. Alle giocatrici si presentano delle difficoltà con cui gli uomini non potrebbero mai fare i conti. Una gravidanza, la maternità, il dover conciliare la propria professione con un altro lavoro, perché quasi sempre gli stipendi sono così bassi che li chiamano semplicemente “rimborsi“.

Ma anche cose meno dirimenti, come una partita visibile solo in streaming, divise rattoppate, spogliatoi rabberciati, segnano un gap incolmabile tra il mondo del calcio maschile e quello del calcio femminile.

I tre coach del Richmond femminile
Apple TV Press

Ted Lasso diventa perciò un’altra cosa. Non più lo show su un allenatore che cerca di indirizzare i suoi campioni già formati. Ma una serie che segue i passi di uno staff che cerca disperatamente di realizzare un progetto. Ricordate la centralità di personaggi che ci hanno rubato il cuore come Jamie Tartt? Lui era un calciatore individualista che la cura Lasso ha portato a crescere e maturare, sia in campo che come uomo spogliatoio. Le giocatrici del Richmond femminile sono invece donne con storie diverse alle spalle. Storie che non parlano di contratti milionari, del peso dei riflettori e della centralità della carriera, ma di relazioni, occasioni sprecate, scelte di vita forzate, figli, doppi lavori, turni delle babysitter.


C’è una frase che gli sceneggiatori fanno pronunciare alla sorella di Dani Rojas (che, alla fine, è finito davvero nel calcio professionistico) e che spiega bene il cambio di gioco operato dalla serie: “il calcio non è vita, la vita è molto di più”. Se infatti il calcio era il centro dell’esistenza di tutti i personaggi delle prime stagioni di Ted Lasso, adesso diventa un elemento che deve incastrarsi con gli altri. Che deve lottare per trovare il suo spazio. È per questo che tutti chiedono un’occasione: per poter rendere il calcio centrale senza tralasciare tutto il resto. Anche Ted sta perdendo la sua centralità. Già nell’episodio della settimana scorsa, l’allenatore del Richmond non è stato la grande star dello show. In questa quarta stagione è come se il suo personaggio avesse fatto un passo di lato, per lasciare il posto a tutto il resto della squadra.

Nella puntata di questa settimana i suoi interventi si sono limitati a un paio di battute e a un’intuizione tutta personale su una giocatrice che probabilmente vedremo molto di più nelle prossime puntate.

Gemma è un nuovo personaggio di Ted Lasso 4
Apple TV Press

Lo spazio lasciato libero da Ted è occupato da tutti gli altri personaggi, sia vecchi che nuovi. Ci sono le relazioni di Rebecca e Keleey. E c’è il personaggio di Roy Kent, al quale gli sceneggiatori non volevano chiaramente rinunciare, ma che per ora sembra molto poco funzionale alla trama. Queste storyline evolveranno nel corso della stagione, sperando che non siano solo un elemento di contorno forzato per tenere in vita i vecchi personaggi dello show. Ma accanto a Roy, Keleey, Leslie e Rebecca, ci sono i nuovi personaggi. La puntata della settimana scorsa ha introdotto la coppia di gemelle casiniste e manesche e il portiere Boots. Stavolta è toccato invece a Lizzie e Shannon, arruolate in seguito ai provini indetti dalla squadra, e a Gemma, ex giocatrice che aveva accantonato il calcio per perseguire la carriera di avvocato.


Questa stagione di Ted Lasso ha il vantaggio di poter costruire poco a poco la storia insieme al pubblico.

Noi non siamo più Ted, che arriva all’improvviso a stagione iniziata e deve orientarsi in uno spogliatoio di persone che si conoscono già. Siamo spettatori di un progetto che si costruisce dal basso, un tassello alla volta. E non è tutto bello, tutto scintillante, tutto dettagliatamente predisposto. Se a Roy Kent basta insultare gli azionisti per assicurarsi i loro fondi, per Keleey non sono sufficienti pagine di brillanti presentazioni per vendere anche un solo abbonamento. Il mondo del calcio femminile è un microcosmo che deve lottare come un ossesso per restare a galla e prendersi i riflettori che merita. Ted Lasso lo sa e ha consapevolmente scelto una strada difficile. Difficile, ma piena di tanti spunti interessanti.

Keleey è alle prese con le nuove divise in Ted Lasso 4
Apple TV Press

Anche perché, come fa notare giustamente Keleey, per le donne non esistono amichevoli e non si contemplano tentativi a vuoto. Si lotta in mezzo al campo, anche per il pallone più inutile della partita. Già in questi primi tre episodi, per Ted Lasso il rischio di scivolare negli stereotipi è stato alto. Ma lo show ci ha già dimostrato di saper andare molto oltre le apparenze e i giudizi superficiali. E, in questa quarta stagione, ci chiede l’occasione per fare ancora una volta quello che sa fare meglio. Ted Lasso proverà a portare sotto i riflettori tutte le Susan Boyle che meritano di realizzare il proprio sogno sognato, ma dobbiamo dargli tempo di maturare lentamente per scoprire se, alla fine, ci sarà riuscita ancora una volta.