ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sul primo episodio della nuova stagione di Ted Lasso!!
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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Casa. Una sensazione più che un posto segnato sul mondo. Il luogo in cui hai messo le radici. Non il posto da cui provieni, ma quello in cui trovi la luce quando tutto si fa buio. Lo scriveva Pierce Brown, che ha usato la fantascienza per espropriare i suoi personaggi della realtà e aprir loro gli occhi su un mondo infinitamente più vasto. Casa è il punto da cui riparte Ted Lasso, tre anni dopo. Kansas City, Londra, gli uffici del Richmond. Un campo da calcio, un cielo plumbeo, un pub inglese immerso nel calore dei suoi frequentatori. Thé caldo o carne da fast food, il Midwest assolato e luminoso o la grigia e fredda capitale del vecchio continente. Casa non è un punto geografico, non ha coordinate, sono mura sradicate dall’atlante, tirate su lì dove l’anima si sente appagata.
La quarta stagione di Ted Lasso aveva un gran bisogno di afferrare questo primo, inoppugnabile punto fermo: qualunque sia la sua geolocalizzazione, questo show ci riporta a casa. Ed era così pressante l’esigenza di ribadirlo che ci ha intitolato il suo primo episodio: Home è dove tutto ricomincia. Di nuovo. Quanto ci era mancata quella casa, quanto ci erano mancati i suoi inquilini? Ted Lasso è stata un’esperienza televisiva che ci ha lasciato addosso una certa dolce e penetrante malinconia. Una serie avvolgente, nata come commedia sportiva e diventata poi molto di più. Una storia in cui riconoscerci, un serbatoio da cui attingere speranza e ottimismo. Un posto caldo insomma, qualcosa di molto simile a casa.
Sono passati tre anni dall’ultimo episodio di Ted Lasso, ma sono sembrati molti di più. Perché la distanza che ci separa da quella terza stagione non è solo una distanza temporale.
Ted Lasso 3 era la chiusura di un’esperienza, la fine di un ciclo. Come quando un allenatore si appresta a lasciare il suo club: la squadra andrà avanti, seguirà un altro tracciato, ma la separazione resta qualcosa di doloroso. Un dolore morbido, che ti lascia col sorriso ma al quale sei comunque impreparato. Jason Sudeikis aveva svuotato l’armadietto, portandosi dietro scartoffie, cimeli e ricordi. L’era Lasso era arrivata al capolinea, a coronamento di un percorso iniziato tre anni prima. Non è perciò solo una questione di tempo che è passato: il finale della terza stagione aveva chiuso tutto, scrivendo il suo commovente addio sui titoli di coda. Invece, qualche anno dopo, è arrivato il plot twist che ha rilanciato lo show nella mischia: la quarta stagione.
Inattesa, insperata, non preventivata. Ci eravamo rassegnati all’idea che Ted Lasso ci avesse salutato per sempre. Invece, eccola di nuovo qui. Ci ha accolto dopo tre anni di astinenza con il rumore secco e ritmico delle casse di un supermercato. Quel beep martellante ha la funzione di astrarci dalla realtà per consegnarci a una visione che quasi non riconosciamo. Dietro la cassa, a manovrare lo scanner, c’è lui: Ted. Il nostro allenatore preferito è il vicedirettore di uno di quei supermarket americani in cui si sfoggiano i migliori sorrisi ai clienti. Non ha perso il suo proverbiale buonumore né la sua discreta empatia. Ma nessuna fiamma gli si scioglie nello sguardo.
È passato un po’ di tempo dal suo ritorno a Kansas City. L’Inghilterra è lontana, Henry è cresciuto e le priorità di Ted sono cambiate.
Ma la sua storia ha un secondo capitolo che merita di essere scritto, perché non farlo sarebbe inaccettabile. L’operazione di Ted Lasso 4 ha il sapore di un reboot, anche se reboot non è. È come se approdasse sulle piattaforme un decennio dopo, perché riapre un racconto che era arrivato al suo naturale capolinea. Come gestire il ritorno dello show? I timori dei fan, alla vigilia del debutto su Apple TV, erano tanti. Ma il primo episodio sembra piuttosto promettente. Cambia per la prima volta lo scenario. Non siamo più circondati da quell’atmosfera british da capitale inglese. Kansas City è una città dal cielo sconfinato, a cavallo tra Missouri e Kansas, nel profondo Midwest.
Non è la tana di Rebecca Welton, né di Keeley o Leslie. È il posto in cui è nato e cresciuto Ted Lasso, la casa dalla quale vorrebbero portarlo via, una seconda volta. Il terzetto proveniente dall’Europa cozza subito con la scenografia: lo stile britannico appare vetusto e fuori moda in un contesto come quello di Kansas City. Per la prima volta a essere fuori posto non è Ted, ma i suoi collaboratori, che si muovono goffamente tra fast food, musei del baseball e negozi di alta moda. Ma perché il terzetto del Richmond è volato dall’altra parte del mondo, proprio sull’uscio di casa di Ted Lasso?
La prima volta, Rebecca ha assunto coach Lasso per far naufragare il progetto del suo ex marito. Stavolta però, vuole richiamarlo per “le ragioni giuste”.
Richiamarlo a casa, nel posto che lui stesso è riuscito a trasformare grazie al suo ottimismo contagioso. Ted Lasso cambia volto, pur restando ancorata al suo stile. Come aveva già anticipato il trailer, al centro della nuova stagione della serie Apple TV ci sarà la squadra femminile del Richmond, il progetto che Keeley aveva lanciato alla fine della terza stagione. È una mossa intelligente e interessante, perché di fatto Ted Lasso si butta in un campo – quello del calcio femminile – praticamente inesplorato dalle produzioni televisive. Saranno le ragazze le protagoniste della nuova avventura di coach Lasso. Quelle stesse ragazze a cui è stato concesso di avere un proprio campionato solo dal 1971. Rispetto alle passate stagioni, c’è dunque un piccolo cambiamento di rotta che potrebbe rivelarsi davvero interessante ai fini della trama.
Nuovi personaggi sono in arrivo, ma li conosceremo solo a partire dalla prossima settimana, perché il primo episodio si è concentrato solo su Ted e sull’arrivo di Rebecca, Keeley e Leslie. Come a dire che si riparte da dove ci eravamo lasciati. Anzi, da ancora prima: da dove tutto è iniziato. Ecco perché Ted Lasso 4×01 ha il sapore di un ritorno a casa. Il Richmond è ancora lontano, ma la connessione con il passato è così forte da scatenare subito un potentissimo effetto nostalgia. La prima impressione è che questo show può riservarci ancora una volta delle sorprese.
Non è detto che l’apice del suo potenziale sia già stato toccato. E non è detto che non possa far meglio di quanto non abbia già fatto.
Ted Lasso ci ha insegnato ad abbracciare i cambiamenti e a governare le metamorfosi. I suoi personaggi sono cresciuti nel corso delle stagioni e hanno tirato fuori il meglio di se stessi. Perché è questo l’effetto che Ted Lasso fa sulle persone che gli stanno accanto: le migliora, spingendole a cercare dentro di sé ciò che loro ancora non vedono. E allora è quasi uno spreco tenere un allenatore così dietro una cassa di un supermercato. Per cui, si parte di nuovo alla volta di Londra, stavolta per immergersi in un’avventura ancora più stimolante.
La quarta stagione di Ted Lasso sarà messa a dura prova. Non è facile superare la prova del ritorno sulle piattaforme, considerando aspettative e diffidenze (molti si sono chiesti che senso ha una nuova stagione). Oltre all’arrivo di nuovi personaggi, lo show dovrà gestire bene le storyline ereditate dalla terza stagione. Il futuro di Roy Kent come head coach del Richmond, l’amicizia tra Keeley e Rebecca, le relazioni sentimentali di quest’ultima, il personaggio di Sharon. Inoltre, stavolta Ted atterrerà a Londra con la famiglia al seguito, per cui si apriranno dinamiche che daranno nuovo slancio allo show.










