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Come Andrew Scott ha reso Moriarty un grande villain

moriarty sherlock

Da un professore machiavellico a un consulente criminale. Moriarty è un nome che ormai è sinonimo di ultimo implacabile avversario. Un uomo che Steven Moffat ha soprannominato “il supercattivo originale”. Pensato da Sir Arthur Conan Doyle come il nemico che Holmes non avrebbe mai potuto superare senza causare la reciproca distruzione, in realtà compare una sola volta “di persona” nel Canone originale. Come Sherlock Holmes però, è andato ben oltre le sue semplici origini in prosa nella misura in cui, quando appare una nuova incarnazione di Holmes, è inevitabile aspettarsi che anche un nuovo Moriarty emerga presto per mettere alla prova il grande detective.

jim moriarty


È affascinante quindi considerare il fatto che Moriarty non faceva parte della primissima stesura dello show della BBCSherlock“. Durante la creazione della bozza per la versione pilota originale di “Uno studio in rosa“, Steven Moffat e Mark Gatiss erano incerti se Moriarty fosse un personaggio realmente riconosciuto tra il grande pubblico generalista. Solo durante una sessione di test di visione del pilot la coppia di autori ha ricevuto una risposta definitiva. Infatti coloro i quali avevano visto quel pilota, non solo lo conoscevano, ma volevano vedere a tutti i costi Moriarty nei successivi episodi.

Questo spianò la strada ad Andrew Scott. Il quale ha riconosciuto che Sherlock ha cambiato la sua intera carriera. Moffat e Gatiss hanno deciso di divertirsi un po’ nel modo in cui Moriarty avrebbe dovuto essere svelato. Quindi hanno completamente sovvertito le aspettative del pubblico. Il suo ritratto più famoso, quasi archetipico, è di un uomo setoso e supremamente intelligente. Quando Mark Gatiss appare per la prima volta sullo schermo in “Uno studio in rosa“, il primo pensiero è che l’individuo che stiamo vedendo possa essere proprio Moriarty.

Moriarty

Questo grazie anche alla scelta di lasciare Gatiss non accreditato nell’episodio. Nel suo limitato tempo sullo schermo, dopotutto, ha fatto tutto quello che ci saremmo aspettati da un Moriarty in questo adattamento moderno. Ma il vero capolavoro di questa ridefinizione di Moriarty è semplicemente Andrew Scott. Dalla sua prima apparizione, nascondendosi in bella vista in “Il grande gioco“, fino alla sua ultima (?) sul tetto del St. Bart’s Hospital, il ritratto non convenzionale di Scott gioca completamente contro ciò che pensiamo sia questa nemesi finale.

Un arci-cattivo che fa pernacchie, ha “Stayin’ Alive” come sua suoneria e si presenta al suo nemico con le parole: “È una LA1Browny dell’esercito britannico quella che hai in tasca, o sei solo contento di vedermi?” non è esattamente quello che ci si aspetterebbe da Moriarty (qui le sue 30 frasi più iconiche). L’uomo che Sir Arthur Conan Doyle aveva descritto come:

“Il Napoleone del crimine. Il più grande ed intrigante di tutti i tempi. L’organizzatore di ogni diavoleria. Il cervello dominante degli inferi, un cervello che potrebbe aver fatto o disfatto il destino di intere nazioni.”

Ma tutto in questo adattamento della BBC di Sherlock Holmes nel 21° secolo è votato all’imprevedibilità. E Jim Moriarty (qui 10 motivi per amarlo), interpretato da Andrew Scott, è uno degli elementi meno prevedibili e più eccitanti di tutti.

Moriarty

Suadente e ambiguo. Un momento è un astuto gangster in un abito di Westwood e aviatori, il successivo, un insignificante fascio di nervi e infine un demone inferocito. Questo è ciò che lo rende così terrificante. Lo stesso Scott rispetto a questo aspetto ci dà la sua interpretazione:

“Le persone di cui sei veramente spaventato, di solito, è perché non sai nulla di loro. Pensi: ‘Dio non ho idea di cosa possa fare’. Non è necessario avere gobbe e nasi finti o parrucche e denti sporgenti”, dice Scott. “La cosa veramente spaventosa di Moriarty è che può essere proprio di fronte a te, nascosto in bella vista. Ed in questo c’è una grande audacia”.

Diversamente da quello che si poterebbe pensare Andrew Scott non ha passato molto tempo a leggere le storie originali o a guardare le interpretazioni precedenti.

“Non sono un grande confidente nella ricerca attoriale. Devi rischiare con Moriarty. C’è stata un po’ di pressione perché è un personaggio così famoso, ma non ha senso provare a copiare qualcun altro. La vita è troppo breve: alcune persone potrebbero odiarlo e sono sicuro che alcune persone lo fanno, ma devi mettere la tua firma su qualcosa altrimenti a che serve?”

jim moriarty

Forte, selvaggio, molto divertente, brillante, scientemente pazzo e terribilmente pericoloso. Andrew Scott ha probabilmente ridefinito il livello del personaggio Moriarty in questo adattamento di Sherlock Holmes della BBC. Ha saputo dare una nuova linfa reinventando non solo la fisiognomica ma anche le sfaccettature caratteriali. Tutto questo senza però tradire lo spirito profondo e iconico del personaggio di Doyle.

Leggi anche: Moriarty – I want to break free

Written by Enrico Maccani

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"Sembra quasi un paradosso ma spesso si fa fatica a trovare un romanzo moderno o un film che sia più interessante di un buon telefilm. C'è in giro, ad esempio, un'opera che rappresenti un viaggio metafisico fra i segreti del Male più avvincente di Twin Peaks?"

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