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10 motivi per amare Moriarty

Sherlock Jim Moriarty
Sherlock Jim Moriarty

Il professor Moriarty, la nemesi di Sherlock Holmes, è sicuramente uno dei villains della letteratura più noti e amati dal grande pubblico. Un risultato eccezionale, specie se si tiene conto del fatto che questo personaggio è apparso in un unico racconto sul grande detective creato dalla penna di sir Arthur Conan Doyle, The final problem (noto in Italia anche col titolo L’ultima avventura, contenuto nella raccolta Le memorie di Sherlock Holmes). Un personaggio creato dall’autore con uno scopo ben preciso: uccidere Sherlock Holmes. Come infatti molti di voi sapranno, Doyle aveva una relazione complicata con Holmes: riteneva infatti che questo personaggio e le sue storie gli impedissero di far valere i suoi scritti “più seri” (all’epoca la letteratura gialla era considerata di serie B, se non addirittura C).

Moriarty poi è stato nominato in altre tre storie: L’avventura della casa vuota, L’avventura del costruttore di Norwood e ne La valle della paura. Pensate che, addirittura, questo personaggio non aveva un nome proprio, ma era noto solo come professor Moriarty. È stato solo col teatro che è stato adottato convenzionalmente il nome Robert (da William Gilette), che poi è diventato James. Ed è proprio grazie al teatro e successivamente al cinema e alla televisione che Moriarty è diventato un personaggio ormai iconico, quasi quanto il suo antagonista.

E Moriarty non poteva di certo mancare nella serie della BBC creata dal genio di Steven Moffat e Mark Gatiss. I due sceneggiatori hanno deciso di cambiare i connotati classici di questo personaggio, riuscendo forse a farlo amare ancora di più. Vediamo come.

  1. PSICOPATICO DISSOCIATO

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Del freddo e amorale professore di matematica c’è forse rimasto solo il nome: Jim Moriarty non è un professore e non ha nulla della freddezza e dell’amoralità dell’antagonista di Doyle. Al contrario è un uomo profondamente disturbato, a cui piace giocare col cibo prima di mangiarlo, sostanzialmente perché si annoia e ha bisogno di nuovi stimoli. E dimostrare di essere più intelligente di Sherlock è sicuramente stimolante… È uno squilibrato, come non perde occasione di dimostrare più volte, ma dotato di una certa capacità di organizzazione: basti pensare al volo Bond in A scandal in Belgravia o ai colpi simultanei alla Torre di Londra, alla prigione di Pentonville e alla Banca d’Inghilterra in The Reichenbach Fall.

Written by Olimpia Petruzzella

Tra un'indagine con Sherlock Holmes e un viaggio e l'altro col Dottore, sono anche riuscita a laurearmi in Archeologia (River, grazie ancora per quella dritta... e per avermi presentato Euripide!) e fare un master in sceneggiatura alla Silvio D'Amico. Perché siamo tutti storie, alla fine. Ed è meglio farne una buona, no?

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