Serie tv deludenti – Space Force (2020-2022)

Ok. Stavolta siamo tutti d’accordo, no? Forse sì, ma con una distinzione da fare prima di procedere. Se si prendesse Space Force in sé e per sé, senza analizzarla all’interno del suo contesto, potremmo parlare benissimo di una comedy persino discreta. Non eccezionale, ma discreta. Abbastanza ben scritta, abbastanza divertente, abbastanza tutto. Una comedy da 6.5, con picchi da 7 e da 7.5. Ma basta questo, se invece si prende in esame tutto il resto? Basta se si prende in esame la firma di Greg Daniels, un uomo che ha scritto la storia delle serie tv comedy dell’ultimo ventennio? Basta se i protagonisti sono due mostri sacri del calibro di Steve Carell e John Malkovich?
È sufficiente, se si ferma a questo senza evocare gli altri nomi del cast e l’investimento notevole effettuato da Netflix, alla ricerca di una comedy capace di segnare un’epoca? Oddio, no. Per niente. Queste erano le basi per un dieci, non per una promozione striminzita.
La prima stagione nacque malino e terminò pure peggio, ma visti gli obiettivi era indispensabile una riprova. E la riprova non è malaccio: la seconda stagione risolve alcuni problemi della prima e sembra trovare, seppure faticosamente, un’identità. Siamo sempre intorno al sette, ma di sette è pieno il mondo: quando si punta al dieci, l’unica risposta possibile è ammettere di aver sbagliato. Si chiude, così, la sfortunata esperienza di Space Force: nata per essere un gigante assoluto delle comedy, si è trasformata in un’amara meteora. Ci avevo creduto, come tutti: poi, però, mi sono svegliato. In un articolo di qualche tempo fa, ci esprimemmo così: “Space Force non poteva e non doveva accontentarsi di essere una comedy ‘carina'”. Ecco, appunto.
- Aspettative: 9/10.
- Realtà: 6.5/10.
Extrapolations (2023)

Credo di non aver mai visto un’altra serie tv con un cast simile. Una parata maestosa di stelle, messesi al servizio di una miniserie semi-antologica realizzata da un alfiere assoluto della qualità: Apple Tv+. Una miniserie, oltretutto, dai presupposti clamorosi: si era posta, infatti, l’obiettivo di affrontare l’annoso tema del cambiamento climatico con una vocazione autoriale importante. Insomma, era davvero difficile immaginare un prodotto che non fosse, come minimo, bello. Una serie tv da ricordare, come succede in gran parte dei casi quando si parla di Apple Tv+. Anche i migliori, però, sbagliano. E qui, di errori, se ne sono visti fin troppi.
Extrapolations è una serie appena sufficiente, a esser generosi. E assume i contorni della serie tv deludente se rapportata ai mezzi straordinari a disposizione.
La parata di stelle è, purtroppo, poco più di una vera parata: troppi i personaggi per trame che si rivelano da subito dispersive e incapaci di attrarre l’interesse del pubblico. Troppa la confusione, mascherata appena da un’impalcatura narrativa che presenta alcune interessanti suggestioni e da una notevole struttura tecnica. Le interpretazioni sono d’alto livello, ma non bastano per rendere giustizia a un progetto che si era presentato per “dominare” il 2023 televisivo.
Peccato, ancora una volta: avevamo bisogno di una serie del genere in questo periodo storico, e aver “sprecato” un cast di questo tipo lascia lo spazio a notevoli rimpianti per quel che avremmo potuto vedere. Tra le serie tv deludenti in cui avevo creduto tantissimo, questo è uno di quei titoli irrinunciabili. E lascia una lezione preziosissima: è possibile sbagliare anche quando si ha a disposizione un’icona del calibro di Meryl Streep. Se è possibile in quel caso, lo è sempre. A prescindere. Ridurre la portata delle aspettative, allora, diventa fondamentale.
Aspettative: 9/10.
Realtà: 6.5/10.





