Serie tv deludenti – The Last Man on Earth (2015-2018)

A differenza di tutte le serie tv deludenti evocate finora, questa era partita bene. Anzi, benissimo. Oserei dire, straordinariamente bene. Sbarcata per la prima volta dieci anni fa, nel 2015, The Last Man on Earth era stata un fulmine a ciel sereno. Il presupposto, d’altronde, era molto forte: Phil Miller è l’ultimo essere umano sopravvissuto sulla Terra, o almeno pensa di esserlo. Dopo un po’, tuttavia, capisce di non essere più solo: i sopravvissuti non sono tanti, ma ci sono. E formano una piccola comunità sulla quale si dovrebbe rifondare il genere umano. Presupposto concluso, con chiavi comiche potenziali pressoché inesauribili. Il pilot (e in generale la prima stagione) rispondono a questa aspettativa: la comicità demenziale non è buona per tutti i gusti, ma funziona piuttosto bene. Non è sempre eccezionale, eppure The Last Man on Earth sembrava aver creato le basi per essere una serie tv lunga e fortunata.
Il sequel di questa storia, però, è esplicitato dal tema di questo articolo: progressivamente, la serie si è persa.
Lo scenario survival è rimasto sempre più lo sfondo, dando alla comedy una dimensione molto più “normale”. La normalità non è di per sé un problema, ma lo diventa nella misura in cui si diventa uno dei tanti e si perde la propria unicità. Dopo un’ottima prima stagione, The Last Man on Earth si è trascinata sempre più stancamente nelle stagioni successive, perdendo brillantezza e peculiarità in nome di soluzioni pigre e prive di mordente. Lo spazio e il tempo per sbagliare e reinventarsi ci sono stati, fin troppo: quattro le stagioni totali, prima di una sacrosanta cancellazione che ci ha privato, oltretutto, di un vero finale. Arrivata, paradossalmente, quando la serie sembra aver finalmente ritrovato la quadra: era ormai troppo tardi, però. Tra i rimpianti televisivi, questo è uno dei più grandi.
- Aspettative: 8.5/10.
- Realtà: 5.5/10.






