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Le 5 Serie Tv fantascientifiche più ridicole di sempre

serie di fantascienza

Adesso che il termine cringe è stato citato anche dall’Accademia della Crusca, possiamo usarlo liberamente per descrivere queste 5 serie di fantascienza talmente imbarazzanti e indecenti che qualcuna di loro è diventata perfino un cult.

Iniziamo il nostro viaggio interstellare alla scoperta delle serie di fantascienza, da quelle meno ridicole a quelle che non avrebbero mai dovuto vedere la luce del Sole.

E nel caso della numero uno, nemmeno la luce della Luna. 5 chicche sci-fi intrise di elementi grotteschi, trame imbarazzanti e costumi macchiettistici che, sebbene partissero da presupposti accettabili, sono scadute nel ridicolo.

5) Andromeda

Con Andromeda siamo ancora nei confini della realtà. La serie di fantascienza nasce da un’idea di Gene Roddenberry, il creatore del colossale Star Trek. Rimasta vedova, sua moglie convince Robert Hewitt Wolfe a sviluppare il progetto che il marito ha covato per anni.

Trasmessa in Italia dal 2005, la serie narra le vicende dell’astronave Andromeda Ascendant guidata dal capitano Dylan Hunt. Dopo essere stata intrappolata per 300 anni in un buco nero, viene scongelata insieme al suo equipaggio, il quale inizierà l’impresa per restaurare la pace nella Confederazione dei Sistemi.

Fin qui tutto bene.

Dell’originalità e della profondità di Star Trek però non c’è traccia. Ogni tanto risuonano frasi già sentite, come It’s a trap di starworsiana memoria. La serie annaspa tra dialoghi poco credibili che diventano la brutta copia di quelli già proposti dalla narrativa sci-fi. Cinque stagioni dove il brodo è stato allungato a forza di inserimenti grotteschi. Ogni tanto compaiono scene già viste nelle puntate precedenti; infilano un flashback dietro l’altro, elementi bizzarri e perfino citazioni letterarie, spesso troncate e tradotte male, che spaziano da Nietzsche a Sun Tzu a Dante.

Il riferimento più evidente al filosofo Nietzsche è il nome degli antagonisti, i Nietzscheani, che sono una razza di superuomini creata con l’ingegneria genetica.

Andromeda serie di fantascienza

Una scollatura prorompente, un muscolo sudaticcio qua e là e il vuoto è colmato. Il Capitano Hunt è interpretato da Kevin Sorbo – Hercules – che cita perfino se stesso e fa battute agghiaccianti. Il cattivo è Tyr, con i neuroni annacquati dal testosterone. Qualche personaggio decente c’è, ma alla fine finiscono tutti per diventare delle macchiette. Le uniformi poi aggiungono solo un tocco carnevalesco in più dal retrogusto vintage.

Dopo un esordio accettabile, e un discreto successo, Andromeda rimane intrappolata di nuovo, questa volta nel cringe.

4) Lexx

Immaginate una serie di fantascienza anglo-tedesco-canadese che vorrebbe fare concorrenza a Star Wars, con una morbosa ossessione per gli insetti e dei personaggi che sono un ibrido tra Jar Jar Binks e dei sexy cyborg spaziali. Tutto visto sotto l’effetto di potenti acidi lisergici. Questa è Lexx: 61 episodi dove si sperimenta alla grande! Si va dalla commedia piccante alla fantascienza più pura. Ci sono anche scene di musical e momenti di insolito black humor. Cannibali, piante carnivore che diventano umani, ma soprattutto scene a luci rosse con ambiguità disorientanti.

4 stagioni prodotte dal 1997 al 2002 in una escalation di trash e follia.

Tolte le troppe situazioni scontate, gli intoppi narrativi e una lentezza superflua, non mancano tratti di genialità pura. In Lexx tutto è assurdo: dalle musiche agli effetti speciali, dalle inquadrature alla recitazione forzata.

Lexx serie di fantascienza

Seguiamo le avventure di un equipaggio braccato da un despota stellare e una casta politico-religiosa. I saccheggi a Star Wars non mancano. Dalla versione triste e senza corpo di C-3PO, di nome 790, all’astronave biologica capace di far esplodere un pianeta in un colpo solo, come faceva una certa Death Star.

Tra i personaggi c’è Stanley H. Tweedle, interpretato dal batterista irlandese Brian Downey, che malauguratamente è l’unico che può guidare la nave biologica. Zev Bellringer (Eva Habermann) è una schiava sessuale programmata per avere un grande appetito – non certo per il cibo – e il DNA di una lucertola. A un certo punto muore e diventa Xev, interpretata dall’attrice Xenia Seeberg. E poi c’è Kai dallo sguardo di ghiaccio e dai capelli fantastici.

Lexx è unico nel suo genere ed eleva il ridicolo ad arte.

Non mancano nemmeno i cameo di star del calibro di Malcolm McDowell e Tim Curry. È talmente imbarazzante che alla fine convince, anzi per una ristretta community è perfino un cult.

3) Cyberkidz

Atterriamo prepotenti nella Top 3 dove non c’è più scampo dal ridicolo. Cyberkidz è una sitcom sci-fi prodotta in USA per i più piccoli. Fortunatamente il nostro universo ha conosciuto una sola stagione di 12 episodi trasmessi in Italia dal 1997.

Kyle, Ian, Danica e Zak amano i videogiochi, soprattutto Cyberkidz che scopriremo essere molto più di un gioco. La realtà virtuale esiste davvero in un’altra dimensione, Cyberland, soggiogata dal cattivo Zorak. Il videogioco è stato creato dai buoni per reclutare coloro che hanno la stoffa per ripristinare la pace. Per accedere alla realtà basta indossare Il Guanto del Potere!

Una storia che sta in piedi a malapena, aggravata da uno sviluppo narrativo imbarazzante.

Cyberkidz

Le situazioni che coinvolgono i ragazzini sono a dir poco bislacche, tanto che siamo indecisi se chiamare i servizi sociali. Come nell’episodio dove una pseudo-strega li fa saltare su e giù fino allo sfinimento tra gemiti inquietanti. La scena molesta dove i protagonisti, per rompere l’incantesimo di Zorak, intonano l’Inno alla Gioia di Beethoven. Oppure l’incontro con il gangster intergalattico o il faccione di un tipo che appare a intermittenza e somiglia a Walter White. Ma forse gli elementi più stridenti sono gli effetti sonori e la musica: una versione distorta di Hit Mania Dance Estate ’98.

Una serie di fantascienza dove i bambini di 8 anni recitano meglio degli adulti.

Non resta che invocare l’aiuto del guanto.

In the Power of the Glove!

2) Cleopatra 2525

L’imbarazzo è palpabile. Una serie sci-fi statunitense sbarcata su Italia 1 nel 2003 – forse per distrazione o per punirci tutti – già finita in una nostra classifica delle serie di fantascienza più brutte. Ma Cleopatra 2525 non è solo brutta. In 28 episodi raccoglie quanto di più trendy c’era negli anni ’90 e lo trasforma in trash.

Iniziamo dalla trama.

Jennifer Sky (apparsa anche in Buffy l’ammazzavampiri, Xena e Streghe) è Cleopatra, una ragazza che vorrebbe fare l’attrice ma per tirare avanti fa la danzatrice del ventre. Un bel giorno va in clinica per rifarsi il seno, ma qualcosa va male. Si risveglia nel 2525 in una Terra dominata dai Baileys che no, non sono dolci come il liquore, ma sono delle creature terribili e poco inclini al dialogo. Lei decide di combatterli e si unisce a Hel (Gina Torres: il primo motivo per cui la serie è stata vista da qualcuno) e Sarge (Victoria Pratt, il secondo e ultimo motivo). Visto che Charlie era impegnato con le Charlie’s Angels, prendono una voce a caso, chiamata appunto La Voce, e si lasciano guidare tra mille avventure fatte di combattimenti, gioco d’azzardo e mutanti.

Cleopatra 2525

Cleopatra 2525 potrebbe essere uno pessimo sci-fi low budget interpretato da una brutta copia delle Spice Girls oppure un ottimo film per soli adulti dal budget stellare interpretato dalle migliori cosplay delle Spice Girls. Le vere chicche però sono le scene a rallentatore e le espressioni facciali. Comunque, dopo vari buchi di trama, incongruenze, trash elevato all’ennesima potenza, latex e dialoghi incresciosi, la serie si conclude con un cliffhanger e nessuno saprà mai perché.

1) Baywatch Nights

Se lo conoscevate già, siamo spiacenti di avervelo ricordato. Se ancora non lo conoscete, beh, la vostra vita non sarà più la stessa. Concludiamo in bellezza con Baywatch Nights: lo spin-off del popolarissimo Baywatch di cui non avevamo bisogno, ma che qualcuno ha sentito l’esigenza di fare. Mitch Buchannon di giorno fa il bagnino, poi stacca e fa il detective privato in un ufficio del nightclub di Lou Raymond. Neanche i tre sceneggiatori di Occhi del Cuore avrebbero osato tanto.

Il perché di questa decisione bislacca ci viene rivelato da Buchannon all’inizio della 01×01. David ci spiega, alla maniera di Troy McClure de I Simpson, che sia i bagnini che i P.I salvano vite; il suo migliore amico, che ha un’agenzia investigativa, gli ha chiesto una mano e lui non ha saputo dire di no. 10 minuti di applausi!

Tuttavia la prima stagione è abbastanza credibile. Ma non basta.

Baywatch Nights

Il successo sperato non arriva e vogliono cancellare il programma. Ma Hasselhoff, in una notte buia e tempestosa, raduna gli altri ideatori della serie per salvare il salvabile. Considerato il successo strepitoso che stava avendo X-Files, optano per la svolta fantascientifica. E per fortuna che all’epoca non era di moda Game of Thrones, altrimenti avremmo visto Mitch cavalcare un drago!

Così di botto e senza senso, nasce la seconda stagione sci-fi di Baywatch Nights. Invece di dare la caccia a dei semplici criminali, Mitch e Ryan, supportati dall’esperto del paranormale Diamont, indagano su vampiri, alieni, faraoni, mostri marini, lupi mannari, telepatie, possessioni e anche spore spaziali! La serie è esilarante, peccato che non era l’effetto desiderato.

Si tratta di serie di fantascienza talmente astruse, trash e fuori da ogni logica che alla fine qualcuna di loro è diventata perfino un cult.

Nel caso di Lexx il ridicolo diventa una qualità quasi positiva, nel caso di Baywatch Nights invece il ridicolo deriva da un grossolano errore di valutazione.

In ogni caso, quando vi sentite giù di morale, queste 5 serie sci-fi sono l’ideale per dare un twist inaspettato alle vostre giornate.

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Scritto da Sara Crecco

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