3) Disclaimer

Costruire un racconto capace di ribaltare completamente la prospettiva dello spettatore a metà percorso, dimostrando quanto pericolosa possa essere la fiducia cieca in un’unica versione dei fatti, è la scommessa vinta da Disclaimer, thriller psicologico disponibile su Apple TV. Catherine Ravenscroft, giornalista affermata e rispettata, vede la propria vita sgretolarsi quando riceve un romanzo anonimo che sembra raccontare, con dettagli inquietantemente precisi, un episodio del proprio passato che credeva sepolto per sempre, legato alla morte di un giovane durante una vacanza in Italia molti anni prima. Il padre del ragazzo scomparso, convinto che quel romanzo racconti finalmente la verità su ciò che accadde realmente, decide di usarlo come strumento di vendetta silenziosa contro la donna che ritiene responsabile della tragedia.
Quello che rende Disclaimer particolarmente sofisticato è proprio questa riflessione meta-narrativa sul potere della narrazione stessa, su quanto la verità possa essere distorta non necessariamente per malafede, ma per l’incapacità di comprendere appieno le motivazioni e le sofferenze altrui prima di emettere giudizi definitivi. Il finale, capace di ribaltare ogni certezza costruita fino a quel momento, restituisce una riflessione amara sul tema della verità, un concetto che cambia a seconda di ciò che si è pronti ad ascoltare, ad accettare. Perché la verità è una cosa difficile da maneggiare, soprattutto quando ribalta completamente quello che credevamo di sapere sulle persone che più contano per noi.
4) The Crowded Room

Raccontare un caso di disturbo dissociativo dell’identità senza mai rivelarlo esplicitamente fino agli ultimi episodi, costruendo invece un mistero capace di disorientare lo spettatore esattamente come disorienta il protagonista stesso, è la scelta di The Crowded Room. Serie Tv ispirata liberamente alla storia vera di Billy Milligan, il primo uomo negli Stati Uniti assolto da accuse gravissime proprio per la presenza documentata di personalità multiple distinte. Danny Sullivan viene arrestato dopo una sparatoria a Manhattan, e mentre una psichiatra tenta di ricostruire attraverso lunghi colloqui la sua storia personale, lo spettatore viene guidato in un percorso a ritroso nell’infanzia del protagonista, segnata da abusi fisici e psicologici mai del tutto elaborati, capaci di aver frantumato la sua identità in molteplici personalità distinte, ognuna sviluppata per proteggerlo da traumi specifici troppo dolorosi da affrontare direttamente.
La miniserie costruisce il proprio racconto con una struttura volutamente disorientante, mescolando ricordi reali, distorsioni percettive e presenze che il pubblico crede reali fino alla rivelazione finale, restituendo attraverso il linguaggio narrativo stesso l’esperienza soggettiva di chi vive con questa condizione, incapace di distinguere sempre con certezza cosa sia realmente accaduto e cosa sia stato invece elaborato dalla propria mente per sopravvivere. Se avete amato Split, film con James McAvoy, The Crowded Room è ciò che stavate aspettando. E vi aspetta su Apple TV.







