Game of Thrones

Ecco: avete presente cosa abbiamo appena detto per How I Met Your Mother?
Beh, potremmo dire altrettanto per un altro finale delle serie tv a dir poco controverso. Quello di Game of Thrones, da più punti di vista.
Stiamo parlando di un finale anticlimatico, e su questo ci sono pochi dubbi: è difficile trovare qualcuno a cui sia piaciuto, e certe opinioni non sono cambiate neanche ad anni di distanza. Resta, però, una questione importante: è il finale più giusto per la saga, anche se realizzato malissimo, senza sentimento e con soluzioni espressive a dir poco goffe? Sì, lo è. E con ogni probabilità è il finale che aveva immaginato lo stesso Martin, anche se di questo passo potremmo non avere mai la riprova definitiva.
Ovvero: ha senso che alla fine sia Bran ālo Spezzatoā il āvincitoreā del Gioco dei Troni? SƬ, lo ĆØ. Lo ĆØ eccome. Martin ha sempre ribaltato gli orizzonti dell’epica tradizionale, e Bran sul trono non ĆØ l’idea estemporanea che molti hanno visto: ĆØ una visione profondamente sua. Molti spettatori hanno letto la scelta di Bran come assurda o improvvisata, ma in realtĆ ĆØ una conclusione coerente con quanto abbiamo visto per otto stagioni: non vince lāeroe, il guerriero o il predestinato, bensƬ la memoria. Bran ĆØ lāunico senza ambizione e il solo che conosce tutta la storia dellāumanitĆ , nonchĆ© il simbolo di un potere che cambia forma anzichĆ© ripetersi.
Bran cambia la traiettoria della ruota che Daenerys intendeva distruggere, prima di diventarne per molti versi l’emblema: ĆØ una scelta che regala un nuovo orizzonte al racconto senza rivoluzionarlo. Un compromesso fragile che non ha niente di definitivo: ĆØ un nuovo ciclo aperto della storia, destinato anch’esso a concludersi chissĆ come.
Se letta in questi termini, è una scelta raffinatissima, degna di una saga eccezionale. Purtroppo, però, tutto il resto è quello che è.





