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10 Serie Tv francesi da tenere assolutamente d’occhio

Le Bureau des Légendes

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Serie Tv francesi – Le Bureau des Legendes

L’ideatore e autore Éric Rochant (Un mondo senza pietà, Storie di spie), anche regista di alcuni episodi, ha immaginato un dipartimento – quello del titolo – che, all’interno della DGSE (Direction Générale de la Sécurité Extérieure cioè il servizio di spionaggio), ha il compito di formare e guidare a distanza gli infiltrati in zone a rischio. Obbligati a vivere in paesi ostili (nella realtà succede per brevi periodi, nella finzione addirittura per anni), la loro missione consiste nel reperire persone suscettibili di essere reclutate come fonti di informazioni. Operano “sous légende” ovvero sotto copertura, con un’identità totalmente fittizia, vivendo in una sorta di bipolarismo continuo che necessita al rientro di terapia sul lettino dell’analista.

Il cast è di prima grandezza (Mathieu Kassovitz, Jean-Pierre Darroussin, Léa Drucker, Sara Giraudeau, Florence Loiret Caille, Jonathan Zaccaï, solo per citare i protagonisti), e in Francia la seconda stagione si sta per concludere su Canal+, mentre sono da poco iniziate le riprese della terza.

La serie è stata girata alla Città del cinema di Saint-Denis, nella periferia della capitale, ma la vera DGSE, pur non essendo coinvolta in nessun modo nella produzione, ha permesso agli scenografi di effettuare dei sopralluoghi nella sua sede in Boulevard Mortier a Parigi. Gli episodi della seconda stagione sono stati girati nel novembre 2015, all’epoca degli attentati terroristici a Parigi e, inevitabilmente, la realtà è entrata di prepotenza nella finzione.

Chi ha amato Argo di Ben Affleck, con il suo racconto ispirato ai fatti realmente accaduti nel 1979, di sei americani durante la rivoluzione in Iran, non può perdere la serie francese Le bureau des légendes. Se per alcuni aspetti può ricordare Alias di J.J. Abrams, Le bureau des légendes ha, in realtà, più di un punto in comune con Homeland di Alex Gansa e Howard Gordon, innanzitutto per il realismo e l’accuratezza nella documentazione e nella scelta di trattare scenari geopolitici a rischio (rispettandone cultura, tradizioni e lingue), oltre che nel cercare di affrontare in maniera non banale la più stringente attualità.

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