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È arrivata The Boroughs, una delle Serie Netflix più attese del mese – La Recensione

Molina interpreta Sam in The Boroughs

ATTENZIONE: l’articolo potrebbe contenere spoiler sugli episodi di The Boroughs!!

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C’era un po’ di attesa per l’uscita di The Boroughs su Netflix. Un po’ perché le premesse del titolo – uno show fantascientifico con mostri, eventi paranormali e un gruppo di anziani pronti a fronteggiarli – erano piuttosto allettanti. Un po’ perché, dietro a questo progetto, c’è la firma dei fratelli Duffer. I fan di Stranger Things sanno che cosa significa. I due sceneggiatori, che qui sono in veste di produttori, sono tornati con un prodotto sci-fi per provare a conquistare ancora una volta il pubblico della piattaforma. Perciò The Boroughs è l’osservata speciale di questa settimana e potrebbe essere uno dei titoli più in vista di Netflix nei prossimi giorni.

La serie tv è ambientata in un complesso residenziale sperduto nelle lande desertiche del New Mexico. Niente cittadine di periferia, niente atmosfere anni ‘80 da Hawkins. Siamo in una specie di quartiere trapiantato nel nulla, abitato da anziani che vi trascorrono gli ultimi giorni della loro vita. Tra questi c’è Sam (Alfred Molina), un ex ingegnere rimasto da poco vedovo e persuaso (di malavoglia) dalla figlia ad andare a vivere a The Boroughs. Riluttante a trascorrere l’ultima parte della sua vita in un complesso residenziale con anziani abbandonati, ammalati e persone che hanno perso il senno, Sam si trascina nella sua nuova casa con molto scetticismo e con l’intenzione di squagliarsela il prima possibile. A dargli il benvenuto c’è Jack (Bill Pullman), un uomo che un tempo andava in televisione a presentare le previsioni meteo e che ora è affetto da gotta e da apnee notturne.


Una delle foto promozionali di The Boroughs
Netflix

Jack coglie subito il malcontento di Sam e prova a mostrargli il lato bello di un posto come The Boroughs. Dove, se si ha la pazienza di aspettare, si possono creare sorprendenti legami di amicizia.

The Boroughs parte dunque con un’andatura lenta, da racconto set-up. Gli autori, Jeffrey Addiss e Will Matthews, introducono uno dei temi principali della serie: la solitudine e il senso di smarrimento cui vanno incontro le persone una volta superata la soglia della vecchiaia. Il tempo è un bene prezioso da queste parti, continuano a ripetere gli spot pubblicitari di The Boroughs. Sam ovviamente non ci crede e vive il suo nuovo soggiorno come una reclusione forzata. Ma, all’interno di The Boroughs, incontra una bizzarra cerchia di persone che smusserà la sua stizza e i suoi pregiudizi. Judy (Alfre Woodard) è un’ex reporter ficcanaso che prende informazioni su tutti i nuovi inquilini del quartiere. Suo marito Art (Clarke Peters) passa il tempo a giocare a golf, fumare erba e parlare con i corvi. Poi ci sono Renee (Geena Davis) e Wally (Denis O’Hare), una ex manager musicale molto sicura di sé e un medico a cui è stato diagnosticato un cancro all’ultimo stadio.

Una combriccola stravagante di eroi improbabili messa a svernare nelle casette superaccessoriate di The Boroughs. Blain Show (Seth Numrich), il CEO del complesso, ci tiene molto a dare all’esterno l’immagine di un luogo piacevole in cui rinascere a nuova vita. Una sera però, un anziano di nome Edward (Ed Begley Jr) irrompe in casa di Sam sfuggendo alla sicurezza e lo aggredisce. Sta cercando un gufo nel muro e continua a ripetere a Sam che la chiave è nella lampada. Sam lo scambia per uno squilibrato affetto da demenza senile, che è anche quello che gli dice Blain Show per scusarsi dell’accaduto. Solo che quando vede una strana creatura succhiar via il liquido dalla testa di Jack, capisce che c’è qualcosa di inquietante dietro la facciata da cartolina di The Boroughs.

Blain Show, il CEO di The Boroughs, e sua moglie
Netflix

Come raccontare a tutti che uno strano mostro ha ucciso Jack infilandosi di notte in casa sua? Chiunque verrebbe scambiato per pazzo, ancor di più persona anziana che ha appena perso la moglie.

Per cui sarà molto difficile, per i protagonisti di The Boroughs, cercare alleati per scoprire la verità sulla morte di Jack e sui terribili segreti si nascondono dietro la splendida facciata di The Boroughs. Questa serie ha uno dei suoi più grandi punti di attrattiva nel bizzarro gruppo di protagonisti. D’altronde, chi lo ha detto che certe avventure oltre i confini della realtà possono viverle solo i ragazzini? The Boroughs risponde con un simpaticissimo e affiatato gruppo di adulti. Persone di una certa età, con qualche acciacco forse, ma che condividono – loro malgrado – con i bambini una seccante condizione: non vengono mai presi sul serio. I protagonisti di The Boroughs, al pari di quelli di Stranger Things, sono personaggi messi ai margini della vita degli adulti.


I ragazzini di Stranger Things per questioni anagrafiche, gli adulti di The Boroughs perché considerati anziani e quindi estromessi dalla vita vera. È come se gli abitanti del complesso residenziale fossero vecchi arnesi da accompagnare poco alla volta alla tomba. Invece alcuni di loro scelgono la via della ribellione. Alla visione di Blain Show e alle regole del complesso. Ma anche alla loro condizione di reclusi privilegiati. Gli anziani di The Boroughs vogliono prendersi una rivincita contro un sistema che li estromette dalla realtà. Vogliono sfuggire agli psicopompi, quelle creature ultraterrene che accompagnano i morti nel regno dell’aldilà. Loro hanno ancora molto da dire.

La loro avventura contro le creature mostruose che si nascondono nei tunnel di The Boroughs li porta a scoprire i segreti di Blain e degli uomini che hanno costruito quel posto.

Alfred Molina interpreta Sam, il protagonista della serie Netflix
Netflix

Gli otto episodi costruiscono un prodotto di fantascienza ben fatto, in cui horror, azione, avventura e umorismo rendono la narrazione movimentata e ci spingono ad andare a fondo nella scoperta del mistero. È un titolo che arriva su Netflix dopo prodotti come A Man and Inside e Il club dei delitti del giovedì. Due prodotti che hanno gli anziani come protagonisti e che esplorano in maniera diversa e divertente l’approdo alla terza età. Netflix lo aveva già fatto in maniera molto intelligente con Il metodo Kominsky (e prima ancora con Grace & Frankie, che ha stravolto la narrazione sulla terza età). Ma qui non si tratta solo di avventure, misteri da risolvere e amicizie da approfondire. Qui c’è una grossa componente fantascientifica che mette al centro il concetto di “mostro”.


Che cosa sono realmente i mostri? Sono solo le creature orribili che si intrufolano nei condotti di The Boroughs succhiando il liquido cerebrale dalla testa degli anziani? O sono forse coloro che “rubano“ loro il bene più prezioso che hanno, ossia il tempo? Questo show utilizza la metafora dei mostri per farci capire che le forze contro cui bisogna combattere spesso hanno il volto gentile di personaggi ambigui e i colori caldi di un depliant di un’accogliente casa di riposo. The Boroughs è infatti anche un invito a riflettere su questioni come l’assistenza agli anziani e la solitudine alla quale molti sono destinati quando vengono meno gli affetti familiari.

I fratelli Duffer hanno prodotto uno show che ricalca il loro stile, anche se la sceneggiatura non è la loro.

Renee è una ex manager musicale rimasta a vivere nel quartiere residenziale dopo la morte della madre
Netflix

L’estetica delle creature ricorda qualche elemento del Sottosopra di Stranger Things. Anche qui, come nella serie ambientata ad Hawkins, i mostri si muovono nei tunnel, nelle pareti, nel mondo di sotto, buio, lugubre, privo di luce. Anche qui la tensione psicologica è una prerogativa importantissima: l’arrivo delle creature si percepisce attraverso piccoli segnali che si fanno via via più evidenti. Le luci che si fulminano o i televisori che vanno in tilt creano un crescendo di tensione che porta spesso i protagonisti a dubitare delle proprie facoltà mentali.

Se tutto fosse infatti solo un parto della nostra mente? Sam si ritrova spesso a domandarsi se sia diventato pazzo o meno. Ma è nei legami di amicizia che ogni dubbio viene spazzato via. Il gruppo di strambi alleati che – soli nel mondo – si riuniscono per contrastare una minaccia che solo loro vedono è un’altra caratteristica delle serie dei fratelli Duffer. Se non fosse per l’età avanzata, Sam, Wally, Judy, Art e Renee potrebbero essere i protagonisti di un racconto di formazione. È nel condividere questa folle avventura che rinsaldano i loro legami di amicizia.


Questa fuga surreale dalla realtà è ciò che li unisce, che lenisce le loro solitudini per dargli ancora la possibilità di godere delle cose belle della vita.

Il mostro di The Boroughs passa nei tunnel e negli elettrodomestici delle case
Netflix

Persone ormai destinate ad ammazzare il tempo in attesa della fine, riscoprono il brivido della vita vera. Dell’azione, del rischio, dell’avventura, della paura di perdere le cose care. Dinanzi a quel brivido, a quell’intenso slancio vitale, anche l’immortalità perde il suo fascino. Sam e i suoi amici combattono contro delle creature che hanno scoperto il segreto dell’immortalità. Ma questa ha un prezzo enorme, che ciascuno di loro riconosce e non è disposto a pagare. Salvare l’umanità, la parte fragile di ognuno, dinanzi alla prospettiva dell’immortalità, è la vera missione dei protagonisti di The Boroughs.

Che ci insegnano che, per arrivare al sole, in ogni vita deve sempre cadere un po’ di pioggia. Amicizia, solitudine, il tempo che scorre e una buona dose di nostalgia sono i temi principali di The Boroughs, che è un prodotto in cui abbondano citazioni, da ET e Incontri ravvicinati di Steven Spielberg a Cocoon di Ron Howard. Questa serie attinge dunque da un genere – quello che ha fatto la fortuna recente dei fratelli Duffer – pieno di opportunità per chi voglia raccontare una storia avvincente in cui la realtà si piega alla fantascienza.

Ma, in fondo, come è stato anche per Stranger Things e tanti prodotti sci-fi, quello della fantascienza è solo un mezzo per raccontare storie profondamente umane.

Certo, The Boroughs non potrebbe mai avere l’impatto che Stranger Things ha avuto nel panorama seriale (ecco la spiegazione del finale). Ma è uno show che offre una prospettiva diversa sul racconto di avventura e lo fa mantenendo un buon ritmo e affidandosi a un ottimo cast. Non è perfetta in tutti gli otto episodi, ma si prende il giusto spazio per portare a compimento un arco narrativo piuttosto coerente con le premesse.