Ci sono stati due momenti fondamentali per il finale di Stranger Things: il prima e il dopo. Nella prima parte, il pubblico ha immaginato, ha messo alla prova la propria mente per costruire teorie articolate e meticolose che, nell’ultima puntata, avrebbero potuto rivelarsi reali; nella seconda, ha continuato a viaggiare con l’immaginazione. Ha cercato di capire. Si è posto delle domande, iniziando a esaminare da capo ciò che aveva visto nel corso del finale di Stranger Things. E sono ancora tante le domande che continua a porsi, con insistenza e inquietudine: perché il finale di Stranger Things, seppur discusso e a tratti controverso, è rimasto impresso in chiunque l’abbia visto, continuando a tormentarlo.
Che cosa è successo a Eleven. Che cosa stava scrivendo Mike. Che cos’è quel manuale che si vede dopo i titoli di coda. A cosa diavolo abbiamo assistito quando Hopper ha accidentalmente ferito Eleven. E se, alla fine, come in molti hanno voluto ipotizzare, non si trattasse solo di una partita a D&D conclusasi con l’ultimo racconto di Mike. Ne sono state dette tante su questo finale, e anche noi lo abbiamo analizzato evidenziandone i punti di forza ma anche le fragilità. Ma, in mezzo a critiche incessanti e continue reinterpretazioni, troppo spesso non è stato chiarito che cosa sia davvero successo a Hawkins in quella notte.