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Supernatural 14×20 – God Was Never On Your Side

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Attenzione! Se non avete visto Supernatural 14×20 troverete degli spoiler!

Nella scorsa stagione Sam e Dean si sono chiesti, in un paio di occasioni, se ci fosse modo di porre fine al male nel mondo. Se ci fosse modo per smettere di passare da un’apocalisse all’altra, smettere di uccidere un mostro dopo l’altro solo per trovarne un altro ancora ad attenderli dietro l’angolo. Un modo per cambiare le cose. Le loro parole le avevamo ritrovate in apertura e in chiusura del trailer della quattordicesima stagione, uscito a luglio. Vi chiederete, perché ne parliamo ora che siamo arrivati a Supernatural 14×20?

Perché in quel trailer ci veniva suggerita la cruda, inimmaginabile verità che abbiamo scoperto in questo season finale. A fare da sfondo alle parole piene di speranza di Sam e Dean e ad alcuni momenti chiave delle loro numerose disavventure, è una canzone dei Motörhead. La stessa che abbiamo sentito negli ultimissimi minuti di Supernatural 14×20: God Was Never On Your Side. Dio non è mai stato dalla tua parte.

Supernatural 14×20 mette in scena un dilemma comunissimo, già presentato in passato, portandolo questa volta alle estreme conseguenze.

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Uno dei più grandi dubbi al mondo è quello della fede. Se Dio esiste, se davvero è buono come vogliono farci credere, perché lascia che succedano tante cose brutte? Perché sta semplicemente a guardare e non ci aiuta? Si diverte a vederci soffrire? C’è davvero uno scopo più grande? O siamo solo marionette, pedine di un suo gioco malato?

L’ultima volta in cui Chuck si era fatto vivo risale alla dodicesima stagione. In quell’occasione, scoprendo che in realtà era Dio, i Winchester e Castiel gli avevano fatto tutte queste domande. La sua risposta era stata semplice. Una volta dotati gli uomini del libero arbitrio, non stava più a lui interferire. Comprendeva la loro rabbia, la loro frustrazione, ma avrebbe potuto intervenire solo quando a essere in gioco fosse stata l’esistenza stessa del Creato. In caso di imminente apocalisse, insomma.

Supernatural 14×20 si è spinta molto più in là. È andata oltre la rappresentazione di Dio come padre severo ma giusto, che lascia che i propri figli se la cavino per conto loro e interviene solo quando proprio da soli non ce la possono fare. Ha mostrato il volto che tutti temono ma che nessuno vorrebbe mai accettare. Chuck altro non è che un essere capriccioso, che combatte la noia guardando le sue creaturine combattere per superare l’ennesima difficoltà nella quale li ha gettati.

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Dio non è mai stato dalla loro parte.

Chuck è uno scrittore, e “gli scrittori mentono“. Tutto ciò che è accaduto ai Winchester fino a ora è successo perché così aveva voluto che accadesse. Ha scritto le loro storie, ha messo loro davanti degli ostacoli insormontabili, sofferenze indicibili. Tutto per far sì che, nonostante il libero arbitrio, la storia proseguisse come lui voleva. Perché la storia fosse come piace a lui.

Chuck aveva orchestrato tutto per far in modo che Dean uccidesse Jack con una pistola creata da lui stesso. Era l’unica via, aveva detto ai Winchester. Quando Dean si rifiuta di uccidere il giovane, che accetta senza protestare ciò che sta per succedere, Chuck è contrariato. Il padre che uccide il figlio sarebbe stata una conclusione epica, perfetta per la storia che aveva in mente. Dean deve uccidere Jack, come ad Abramo aveva ordinato di uccidere Isacco.

È proprio a questo episodio che rimanda Supernatural 14×20, fin dal titolo: Moriah.

Moriah è il nome della montagna o catena montuosa scelta, nel libro della Genesi, come luogo per il sacrificio di Isacco. In ebraico “Mōriyyā” vuol dire “ordine di Dio”, dunque il nome può riferirsi sia all’ordine ricevuto da Abramo sia al luogo scelto e indicato da Dio.

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In questo momento Dean e Jack dovrebbero replicare quell’episodio biblico, compiere inconsciamente il volere di Dio, senza sapere di essere manipolati. Lì, nel luogo dove li ha condotti. È qui che, rifiutandosi di andare fino in fondo, smascherano Chuck e la realtà dei fatti si manifesta in tutto il suo orrore. Fino all’ultimo ci aspettiamo che fosse una sorta di prova, o uno scherzo. Invece no.

Negli ultimi minuti di Supernatural 14×20 ci rivediamo in Chuck e ci immedesimiamo al contempo nei Winchester.

In Chuck, che si diverte a causare disgrazie di ogni tipo ai Winchester perché loro sono “il suo programma preferito“. Nei fratelli, perché da sempre hanno tentato di dare un senso a tutta la sofferenza che ha pervaso la loro vita fin dall’infanzia, agli orrori che hanno vissuto negli anni passati da una caccia all’altra, da un’apocalisse a quella successiva. Un senso non c’è mai stato.

Non c’è mai stato uno scopo, un perché che giustificasse le loro fatiche, le loro sofferenze. Ogni possibile motivazione che abbiano trovato, il bene fatto agli altri, le vite salvate, la speranza di poter un giorno fermare ogni male e poter finalmente riposare. Tutto è vana illusione. Non sono diversi da un criceto che continua a correre freneticamente su una ruota che non fa che girare su se stessa, come le loro vite che continuano a ripetersi sempre uguali, ancora e ancora. Mostri, morti e apocalissi, in un circolo senza fine.

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Tutta la loro vita è stata una menzogna. L’unico senso che ha avuto è stato l’intrattenimento di un essere superiore, cinico e capriccioso. Quante volte, nel farci domande sulla vita, sul male che dilaga nel mondo, il dubbio che questa possa essere la realtà dei fatti ci colpisce e terrorizza? E vederlo succedere in Supernatural 14×20, seppur consapevoli che sia solamente finzione, è come vedere concretizzarsi la nostra paura più grande: che la nostra vita non abbia alcuno scopo.

In Moriah, i Winchester si ribellano a Dio e spezzano la ruota.

Chuck, per ripicca, uccide Jack e li getta nell’ultima, definitiva apocalisse, prima di sparire. Non solo il senso che i Winchester avevano dato alle loro vite era stato un’illusione. Ora, in un battito di ciglia, Chuck vanifica quattordici anni di sforzi e li riporta al punto di partenza. In sottofondo, le note di God Was Never On Your Side, che rimarcano l’orribile scoperta. Dio non è mai stato dalla loro parte. E alla luce di questo, il trailer uscito a luglio assume i tratti di un avvertimento, e le speranze espresse dai Winchester si venano di disperata futilità.

Supernatural 14×20 si conclude lasciando i Winchester accerchiati, in una situazione di estremo pericolo. E lasciando noi nella totale desolazione di chi ha visto frantumarsi davanti a sé anni e anni di certezze. Dopo una prima parte che ha avuto i suoi alti e bassi, la quattordicesima stagione ha iniziato a unire le trame di un disegno più intricato nella seconda, per concludersi con un colpo di coda totalmente inaspettato. La quindicesima stagione, che sarà quella conclusiva, avrà il villain più grande di tutti, l’ultimo che ci saremmo potuti immaginare. Prepariamoci alla fine.

Leggi anche: Supernatural 14×18/14×19 – Non esistono buoni o cattivi

Written by Antonia Perreca

Sono una stramba nerd libromane con una folle passione per Stephen King.
Mi piacciono le sportive d'epoca, il rock d'altri tempi, le camicie a scacchi, la metà del tempo faccio riferimenti che nessuno capisce... Insomma, sono Dean Winchester al femminile!
Nella vita leggo libri e guardo Serie Tv, e nel tempo che avanza cerco di far rientrare studio e lavoro. Ma le prime due hanno la precedenza, sia chiaro!

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