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Prisma – La Recensione in ANTEPRIMA (senza spoiler) della nuova serie italiana di Amazon Prime Video

21 settembre 2022. Segnatevi questa data perché il catalogo di Amazon Prime Video sta per aggiungere un nuovo titolo di tutto rispetto all’elenco di serie italiane presenti nella piattaforma. Stiamo parlando di Prisma, serie televisiva nata dalla collaborazione tra gli Amazon Studios e Cross Productions, e dallo sguardo innovativo e giovanile di Ludovico Bessegato e Alice Urciuolo, già autori di SKAM Italia. Come il regista e sceneggiatore ha tenuto a ribadire nella conferenza stampa di presentazione a cui abbiamo avuto l’opportunità di prendere parte, avvenuta dopo la messa in onda in anteprima dei primi due episodi della serie, non siamo di fronte a un comune teen drama o una storia di e per adolescenti. Abbiamo a che fare con un romanzo di formazione il cui scopo è portare all’attenzione del pubblico di tutta Italia, e dei circa 200 paesi in cui Prisma sarà disponibile a partire dal 21 settembre, le molteplici sfaccettature dell’essere umano, quelle che tutti meritano l’occasione di trovare in sé stessi.

I protagonisti principali sono i due gemelli Andrea e Marco (entrambi interpretati dal giovanissimo Mattia Carrano). I fratelli Risorio, in apparenza identici, vivono in realtà dei percorsi di crescita differenti, affrontano insicurezze diverse e ognuno di loro porta sulle spalle le imposizioni e i limiti di una società asfissiante. In 8 episodi, la serie Amazon Original sfrutta tutto il proprio potenziale per fare della ricerca di sé, della propria identità di genere e della scoperta della sessualità e del proprio corpo le sue tematiche principali. Accanto ai gemelli ci sono i loro amici e i loro compagni di liceo, e la presenza di un cast giovane e pieno di ragazzi desiderosi di mettersi alla prova nella recitazione è uno dei punti di forza della serie.

Fin dalla prima inquadratura, Ludovico Bessegato e Alice Urciuolo hanno provato a restituire l’unicità degli sguardi di chi aspira a trovare il proprio posto nel mondo, di chi fatica a comprendere come scardinare delle regole ormai obsolete senza per questo imporre la propria visione delle cose. A giudicare dai primi due episodi, gli autori sono riusciti perfettamente nel loro intento.

Prisma prime video
Prisma (640×374)

Partiamo quindi con l’analisi di Prisma, una serie che celebra la fluidità in tutta la sua piacevolissima mutevolezza.

Già dal titolo, è chiaro il riferimento all’infinito spettro di colori che la luce può generare andando a scontrarsi con una superficie riflettente. Non esiste un solo colore, proprio come nella bandiera della comunità LGBTQIA+. Siamo di fronte a un prodotto innovativo, a una serie definita “neorealista” dagli stessi responsabili degli Amazon Studios. Una serie la cui parola chiave è innovazione, e non solo per l’importanza e l’assoluta attualità delle tematiche che porta sullo schermo, ma anche per il modo in cui ha scelto di farlo. Il tema del doppio, del confronto tra sé stessi e l’altro da sé che però ha il nostro stesso aspetto, è nato dal felice incontro della sceneggiatrice Alice Urciuolo con la poetessa transgender Giovanna Cristina Vivinetto, la cui esperienza di vita è nascosta fra le pieghe degli episodi.

Affrontare parallelamente il percorso di crescita di Andrea e quello di Marco è funzionale al fine della storia, cioè quello di mostrare la differenza tra chi fatica a trovare un posto nella società e si impegna per essere a tutti i costi come questa lo vorrebbe, e chi invece desidera solo uscire dagli schemi che la società ha imposto negli anni.

Fin dalle prime puntate, quindi, Prisma si caratterizza per la fedeltà con cui ha saputo dare davvero voce ai giovani.

La veridicità del racconto è uno dei primi punti di forza della serie, ed è proprio per mantenere l’autenticità delle storie narrate che le ricerche dei due autori hanno richiesto così tanto tempo e così tanti sforzi. Il risultato, però, alla fine ha giovato dei mesi trascorsi ad ascoltare, raccogliere le esperienze di tantissime persone e a cercare di incastrarle tra loro per formare una grandissima tela su cui dipingere il ritratto di una generazione che non deve più temere il cambiamento. La serie parla di storie vere, di storie di provincia. E a fare da sfondo a tali vicende è proprio una provincia carica di significato storico, vittima di un retaggio culturale che simboleggia ciò che siamo stati, ma che al tempo stesso, come ci tiene a ribadire Urciuolo, indica anche ciò su cui abbiamo ancora molto da lavorare.

amazon prime video
Lorenzo Zurzolo (640×392)

La scelta di ambientare questa serie a Latina, a Sabaudia e nelle zone della Pianura Pontina è significativa. Basta conoscere le radici fasciste di questo territorio per capire quanto sia importante mostrare come, nonostante tutti questi anni, ci siano ancora convinzioni difficili da sradicare e luoghi comuni duri da abbattere. Una decisione meditata e caratteristica, un elemento a favore del prodotto Amazon Prime Video.

Ma a spezzare una lancia in favore di questo teen drama ci sono anche molti altri particolari.

Grazie a una scrittura efficace, a delle inquadrature molto interessanti e a delle sorprendenti interpretazioni, la serie riesce a entrare in contatto con lo spettatore. Dei bellissimi primi piani sono in grado di restituire perfettamente le emozioni dei protagonisti con il loro inarrestabile fluire e permettono di godere a pieno delle prove attoriali di un cast composto da numerosi attori emergenti. La produzione ha infatti puntato sulla scoperta di nuovi talenti ed è rimasta piacevolmente colpita (come noi d’altronde), dalla bravura e dalla pazienza soprattutto del protagonista Mattia Carrano. Il giovane si è cimentato perfettamente nei ruoli di entrambi i gemelli, riuscendo a dare credibilità e unicità ad ambedue.

In un progetto che ha valorizzato quindi sia il paesaggio che i personaggi, fondendoli per creare un’unica grande storia, che è poi quella di ciascuno di noi, c’è un ritratto sincero della Generazione Z e del suo bisogno di far sentire al mondo la propria voce.

Prisma
Prisma (640×390)

Le possibilità economiche offerte agli autori dagli Amazon Studios e da Cross Productions si sono viste tutte già dai primi episodi della serie. Musiche, fotografia, inquadrature e ambientazioni. Ogni cosa è stata studiata nel dettaglio per mostrare al pubblico l’importanza di rappresentare la diversità. Argomenti delicati come la disabilità e la scoperta della propria identità di genere non sono trattati con superficialità ma inseriti all’interno di un contesto che ne evidenzia, invece, l’assoluta normalità.

Prisma, come anche altre serie italiane hanno tentato di fare, intende mostrare una realtà che esiste ed più vicina di quanto si possa immaginare. Con la delicatezza e la freschezza di cui solo Ludovico Bessegato e Alice Urciuolo sono capaci, avendo già avuto come terreno di prova SKAM Italia, ci si aspetta che le puntate proseguano sulla linea decisamente stimolante introdotta dalle prime due. Ora non resta che attendere freneticamente l’arrivo del 21 settembre per avere a portata di televisione un prodotto che, in un periodo alquanto frenetico per l’Italia, possa contribuire a far riflettere e ad arricchire il dibattito culturale legato a tematiche estremamente attuali.

Speriamo che questo prodotto di Amazon Prime Video si riveli una delle serie italiane più belle di sempre.