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Le poche analogie e le tante differenze tra il film La Bussola d’Oro e la Serie Tv Queste Oscure Materie

Queste Oscure Materie

Attenzione: questo articolo contiene spoiler su Queste Oscure Materie!

Era il lontano 2007 quando La Bussola d’Oro fece il suo esordio nelle sale cinematografiche. La trasposizione di Chris Weitz di Queste Oscure Materie, celebre trilogia di Philip Pullman, tuttavia, non ebbe il successo sperato. I motivi a monte furono molteplici: da un lato, l’imminente crisi economica del 2008, che avrebbe reso impossibile la produzione del sequel, e dunque la prosecuzione della storia. Dall’altro, il basso tasso di gradimento da parte di pubblico e critica, legato non tanto all’interpretazione di un cast a dir poco stellare, quanto alla velocità con cui una trama tanto fitta e articolata era stata condensata nel giro di un paio d’ore, impedendo agli spettatori una comprensione piena della storyline.

Nonostante non si fosse raggiunto il risultato sperato, non mancarono in ogni caso i riconoscimenti: tra le varie nomination (principalmente sotto il profilo tecnico), nel 2008 La Bussola d’Oro vinse infatti l’Oscar e il Premio BAFTA per i migliori effetti speciali. Senza dubbio un traguardo notevole, ma non sufficiente a mitigare il fallimento. Le avventure di Lyra e Pan sembravano essersi concluse.

Per fortuna certe storie non sono destinate a giacere dimenticate in un angolo della soffitta, e lo scorso novembre la BBC e la HBO hanno distribuito la prima stagione di Queste Oscure Materie, un remake dell’omonima trilogia letteraria, in cui sono state riposte aspettative altissime. Seppur con le dovute somiglianze (la trama è pur sempre la stessa), l’intento della serie è proprio quello di discostarsi il più possibile dal film La Bussola d’Oro, conferendo alle vicende un tono più disteso, meno convulso e raffazzonato, e una struttura narrativa originale ed elaborata, che permetta al pubblico di comprendere appieno l’essenza della Oxford di Lyra.

Ma quali sono, effettivamente, le principali differenze, e quali le analogie, tra il film di tredici anni fa e questa nuova serie tv? Scopriamolo.

Raccontare una vecchia storia in modo nuovo

Queste Oscure Materie

In primo luogo, come già detto, lo svolgimento della narrazione procede finalmente a ritmo ben cadenzato. Ne La Bussola d’Oro, il tentativo di raccogliere una grande quantità di avvenimenti in poco tempo aveva penalizzato la storyline, ma ciò non si ripete in Queste Oscure Materie, dove i tempi consentono un’esposizione delle dinamiche ben articolata. Abbiamo così modo di empatizzare con i personaggi, mettere insieme gli indizi che ci vengono forniti sulla Polvere e sulle origini di Lyra, e molto altro ancora.

Un grande balzo di qualità è dato senz’altro dalla nuova attrice protagonista: Dafne Keen, che aveva già sfondato con la sua interpretazione in Logan, nel 2017. Ne La Bussola d’Oro, la parte di Lyra Belacqua era stata assegnata a Dakota Blue Richards, ai tempi ancora acerba e priva di quello charme che invece sembra essere innato nella Keen. Scaltra, sensibile, imprevedibile e piena di risorse, la giovanissima attrice riesce a conquistare da subito, senza compromessi.

Molto simile al film è invece il migliore amico di Lyra, Roger, la cui caratterizzazione viene mantenuta pressoché identica, così come il suo background, che in entrambi i casi si differenzia da quello del libro. Infatti, se nella versione di Pullman, Roger viveva con la sua famiglia, sia nel film che in Queste Oscure Materie il ragazzino è presentato come un orfano che lavora nelle cucine del Jordan College. Nel romanzo, inoltre, è proprio la sua misteriosa scomparsa a determinare la scelta di Lyra di partire con Mrs. Coulter, mentre nelle trasposizioni per piccolo e grande schermo il rapimento di Roger avviene in un secondo momento, e Lyra chiede addirittura all’amico di seguirla nel suo viaggio.

Anche la presenza dei Gyziani all’interno della storia assume un peso diverso: la serie assegna a questo gruppo di nomadi un ruolo decisamente più attivo, concedendo loro ampio spazio, come nel caso della cerimonia d’iniziazione di Tony Costa, il fratello maggiore di Billy. Questa scena non solo è assente nel film (dove il personaggio di Tony non viene neppure menzionato), ma persino nella versione letteraria. C’è da chiedersi quali saranno gli sviluppi futuri per questa tribù girovaga.

Le tante facce di Mrs. Coulter

Cos’altro è cambiato? Beh, il volto di Mrs. Coulter, per dirne una. Tutti ricordiamo la meravigliosa performance di Nicole Kidman, uno dei punti di forza principali del film. Se la sua interpretazione mise tutti d’accordo, lo stesso non si può dire invece per quella di Ruth Wilson, da alcuni ritenuta fin troppo composta e poco verosimile. Non aiuta il fatto che, nella nuova sceneggiatura, sia proprio lei a svelare a Lyra la vera identità di Lord Asriel già nel secondo episodio. Nonostante l’innegabile fascino, il confronto con la Kidman è difficile da sostenere, e solo il tempo ci dirà se l’attrice ne sarà in grado.

Un’altra differenza con La Bussola d’Oro del 2007 ci è data proprio dal rapporto tra la signora Coulter e il suo daimon: in Queste Oscure Materie la donna è estremamente dura con lui, non prova dolore quando lo colpisce e pare che i due possano trovarsi a grande distanze l’uno dall’altra, mentre nel film il loro legame è al limite del morboso, e Marisa Coulter soffre in modo evidente nel fare del male alla scimmia.

Anche il ruolo del Magisterium cambia. Pur essendo un’entità onnipresente sia sul grande che sul piccolo schermo, non si può negare che sia proprio in quest’ultimo che esso trova una rappresentazione d’impatto, un’espressione di potere e pericolosità. Oltre a estendere il suo raggio d’azione e a intensificare i rapporti tra i membri dell’istituzione e Mrs. Coulter, la serie ci propone anche un sua originale invenzione: il “Santuario Scolastico“, di cui fanno parte i membri del Magisterium in grado di leggere l’aletiometro (il cui utilizzo è illegale in qualsiasi altro caso).

Queste Oscure Materie e i riferimenti al secondo capitolo della trilogia: La Lama Sottile

Queste Oscure Materie

Uno dei più evidenti cambiamenti rispetto al film consiste nell’inserimento di un elemento nuovo: il viaggio tra i mondi. Sia nel libro che nella trasposizione cinematografica de La Bussola d’Oro gli “altri universi” vengono solo citati, ma la serie fa un passo in più e, basandosi sul secondo capitolo della trilogia, La Lama Sottile, presenta in anticipo la realtà parallela in cui Will Parry vive con sua madre: una Oxford speculare, che ricorda in tutto e per tutto il nostro mondo.

In questo contesto scopriamo anche l’importanza del personaggio di Lord Boreal, esponente del Magisterium in grado di viaggiare da un universo all’altro. Parliamo di un’introduzione molto diversa della realtà di Will, che nel film di Chris Weitz non viene mai menzionata, e che nella narrazione di Pullman compare solo in un secondo momento. Qui Will assume da subito un ruolo di primo piano, diventando un protagonista a pieno titolo parallelamente a Lyra.

I segreti di Lord Asriel

Queste Oscure Materie non solo ci mostra la scena conclusiva che tutti i fan desideravano ardentemente da anni, ma si inventa anche un incipit nuovo. Il pilot si apre infatti con Lord Asriel che consegna una Lyra in fasce al Maestro del Jordan College. Questi pochi istanti iniziali sono in assoluta controtendenza rispetto al film e al romanzo, i quali ci presentano sin da subito la ragazza già cresciuta tra le mura dell’università. Per quanto riguarda Lord Asriel (interpretato da James McAvoy), nella serie è ben diverso da come lo ricordavamo: non più un damerino raffinato e posato, ma un nomade poco curato, dal carattere ruvido e ribelle, che riesce nonostante tutto a ispirare fiducia.

Dulcis in fundo, la chiusura di stagione. Ciò a cui ogni appassionato delle vicende di Lyra anelava da tanto, troppo tempo. Il film La Bussola d’Oro si concludeva con un finale da sogno, ricco di speranza verso un futuro incerto. La prima stagione di Queste Oscure Materie assume invece i suoi toni più dark nel mostrarci il travagliato incontro tra Lyra e suo padre e l’atroce destino di Roger, tra i ghiacci del Nord. Ora non ci resta che aspettare, in attesa del fatidico momento in cui Lyra Belacqua (o meglio, Lyra Linguargentina) metterà finalmente piede nel nostro mondo.

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Scritto da Alessia Agazzi

Provate ad immaginare una volpe un po' cinica, con la penna sempre in mano e una terribile ossessione per i futuri distopici. Ora supponete che sia anche una divoratrice compulsiva di serie tv, e che casualmente si ritrovi a far parte di questo mosaico di storie che è Hall of Series. Se ci riuscite, mi avete già beccata.

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