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La storia dovrà riconoscere i giusti meriti a Queste Oscure Materie

Attenzione: non leggere l’articolo se non vuoi imbatterti in spoiler su Queste Oscure Materie

Philip Pullman scrisse la trilogia di Queste Oscure Materie tra la fine del Novecento e i primi anni Duemila per compiere un atto di accusa contro la teocrazia e la dittatura (qualsiasi forma e qualsiasi sfumatura possano assumere). I tre libri sono ambientati in una Europa stanca, acerba e governata da una teocrazia in cui elementi cattolici e calvinisti si mescolano fino a confondersi. L’opera chiama in causa il Paradiso Perduto di John Milton e il racconto dell’episodio biblico in cui si assiste alla caduta dell’uomo: Adamo ed Eva sono inseguiti dalla tentazione e dai suoi infiniti richiami. Ma la tentazione è sempre un peccato

Meglio regnare all’Inferno, che servire in Paradiso” – John Milton, Paradiso Perduto

I libri di Pullman provano a rispondere a questa domanda e a mille altri quesiti intorno al peccato e alla speranza attraverso un viaggio che acquisisce i canoni e i temi del genere fantasy. Queste Oscure Materie pone al centro della sua trama un mondo in cui la lotta tra bene e male non è la classica lotta tra luce e oscurità, ma qualcosa che va al di là dei concetti stessi di bene e male: nell’Universo di His Dark Materials l’identificazione dei sentimenti passa attraverso un riesame per cui ciò che sembra amore non è altro che dannazione, e viceversa. Il giudizio su ciò che è giusto e sbagliato viene stabilito non tanto da chi è il protagonista dell’azione, ma da come si svolge quell’azione e da i motivi che hanno portato a svolgerla.

Perché His Dark Materials, prodotta da HBO e in onda in Italia su Sky, merita un riconoscimento maggiore

Queste Oscure Materie

Nel lontano 2007 nacque il primo e unico adattamento cinematografico di Queste Oscure Materie, un film che raccontava gli episodi della Bussola D’Oro, il primo libro della famosissima trilogia fantasy. Molti fan speravano che, dopo un primo ritratto, venisse adattato sul grande schermo l’intero ciclo narrativo, ma gli altri due romanzi non furono mai trasportati nelle sale cinematografiche. La speranza di ammirare con gli occhi la storia di Lyra e Will fu sepolta per molto tempo, fino a quando HBO realizzò una serie televisiva da tre stagioni, una grande opera di cui, purtroppo, non si parla abbastanza e di cui vogliamo parlarvi con ammirazione da qui in avanti.

Come abbiamo scritto nell’incipit di questo articolo, i libri di Pullman adottano il genere fantasy per tramandare temi politici, religiosi e scientifici. La Serie Tv targata HBO respira la stessa aria dei libri e ci trascina in universi paralleli in cui allegorie e metafore dominano la scena, portando avanti un discorso in cui ogni parola nasconde un milione di significati e sfumature diverse. Affidandosi a un tipo di narrazione che possa coinvolgere diversi target, His Dark Materials è un affresco raffinato e delicato sulla forza del libero arbitrio e sul pensiero autonomo. La protagonista Lyra e il suo compagno di viaggio Will compiono un’ascesa spirituale per salvaguardare la Polvere, la materia che forma gli Angeli e di cui si alimenta l’intelligenza umana. Per il Magisterium, invece, la Polvere non è altro che il Peccato Originale, qualcosa da debellare quando si è bambini e nel periodo in cui non si conoscono a fondo le inclinazioni. Il Magisterium, che Pullman ha creato con diversi riferimenti alla parte più oscura della religione, vuole evitare che nelle anime si sviluppino interpretazioni diverse da quelle decise da loro: eresia diviene quindi tutto ciò che risulta lontano ai dettami del Magisterium. 

Queste Oscure Materie non è la classica serie fantasy in cui sono portati in scena fenomeni magici e soprannaturali, ma l’allegoria della condizione umana. Lyra diviene l’emblema di una guerra contro la demagogia e di un coraggioso ruggito contro la dittatura che si finge democrazia: il suo viaggio tra lirico e mistico prende le sembianze di una lunga fuga da ciò che tenta di limitare la libertà, come la negazione di un pensiero da parte di un membro qualunque salito su un debole piedistallo. Nel corso delle tre stagioni che potete trovare su Sky, la marcia dei protagonisti ci fa compiere una burrascosa discesa nelle zone più nascoste della nostra anima e ri-scoprire una forma di innocenza che credevamo perduta. I daimon, in questo senso, sono la manifestazione emotiva di un essere umano, ciò che lui tenta di soggiogare ma di cui non può fare a meno: innocenza, amore. Nella serie, Il percorso segnato da Inferno, Purgatorio e Paradiso è retto da una fotografia mozzafiato e da una sceneggiatura che raggiunge livelli impressionanti, soprattutto quando i dialoghi intrecciano discorsi colloquiali a dibattiti informali e imbottiti di ermetismo. Poche altre serie tv in circolazione legate a questo genere hanno mantenuto un livello così alto per quanto riguarda il ritmo, e una maturità così profonda se pensiamo a ciò che viene urlato a più riprese nel racconto. Queste Oscure Materie strizza l’occhio a chi ama i racconti pieni di azione e tensione, ma diviene anche una serie che coinvolge chi ama le opere imbottite di dramma e pathos.

Un cast eccezionale che fa aumentare il livello di Queste Oscure Materie

Queste Oscure Materie

Queste Oscure Materie verrà ricordata come una storia straordinaria non solo per la fedeltà con cui si è posta nei confronti dei libri di Pullman, ma anche per un cast straordinario fatto di attori straordinari. James McAvoy è Lord Asriel, il padre di Lyra e colui che muove guerra alle autorità religiose da quando il suo unico pensiero è la Polvere. L’attore restituisce tutto il vigore di un uomo che attira il Reggente del Regno dei Cieli per sconfiggere la dittatura sui pensieri autonomi, e la sua prova ci regola una serie di momenti commoventi come pochi altri all’interno della serie tv. Ruth Wilson e Dafne Keen interpretano rispettivamente Marisa Coulter e Lyra, mamma e figlia separate da un destino fin troppo crudele, due donne poste su linee parallele e inavvicinabili. Dafne Keen era nota al pubblico già dal 2017, anno in cui ha preso parte al film Logan – The Wolverine, una pellicola che ci aveva fatto apprezzare tutto il talento della giovane attrice. Con Queste Oscure Materie il suo talento è sbocciato del tutto, soprattutto per la passione con cui Dafne Keen si è avvicinata al ruolo della protagonista, un personaggio che l’attrice aveva già conosciuto attraverso i libri di Pullman e per cui ha provato una profonda ammirazione.

Philip Pullman scrisse la trilogia di Queste Oscure Materie anche per criticare i libri sulle Cronache di Narnia e il modo in cui Lewis esclude il personaggio di Susan dalle scene finali nel Paradiso di L’ultima Battaglia, dicendo che «scende nell’Inferno» a causa del suo crescente attaccamento terreno. Lyra nasce da questo. Dal rifiuto di un attaccamento terreno e dalla sua voglia di sfidare gli angeli del cielo. Queste Oscure Materie – His Dark Materials, che parte proprio da Lyra, é una serie fantasy intensa e atipica con tematiche che stimolano, con un moto violento, i nostri ragionamenti intorno all’origine e alla struttura del mondo. L’atmosfera matura e la patina da teen si mischiano a un racconto emozionante in cui tutto il mondo è chiamato ad abbracciare il proprio destino. Ma qual è il nostro destino? Questa domanda vi terrà compagnia durante tutta la visione. “Quando si sceglie una via fra tante, tutte quelle che non s’imboccano si cancellano come fiamme di candela spente, quasi non fossero mai esistite.” – Queste Oscure Materie

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