4) Il PodCast di Alessandro Barbero, uno dei Migliori podcast in Italia secondo Hall of Series – Comunità di Recupero

E attenzione, perché siamo a un passo dal podio con l’incredibile Alessandro Barbero che con il suo Il PodCast ha conquistato milioni di ascoltatori raccontando eventi storici, guerre, imperi, rivoluzioni, personaggi del passato. Il vero punto di forza del podcast è che Barbero non racconta mai la storia come una lezione fatta di luoghi, date e spiegazioni. Al contrario, la trasforma in esperienza umana. Dentro le sue lezioni ci sono fame, paura, propaganda, religione, potere, ambizione. Il passato smette per questo motivo di sembrare lontano e diventa presente. Un’idea vincente, nata dalla mente di un ragazzo che ha registrato gli interventi dello studioso alle varie conferenze a cui ha presenziato, distribuendo la storia attraverso esperienze dirette.
Ascoltandolo si ha continuamente la sensazione che la storia non sia qualcosa di concluso, ma un continuo flusso di eventi che ci hanno condizionato rendendoci ciò che siamo oggi, qualcosa di vicino anche se cronologicamente lontano. Ed è per questo che il podcast è così coinvolgente anche per chi normalmente non leggerebbe mai un saggio storico: rende tutto vivo, vicino a chi ascolta. Merito di un Barbero che rende anche i concetti più complessi accessibili, guidando il pubblico verso la conoscenza. In assoluto, uno dei migliori podcast che abbiamo in Italia.
3) Indagini, uno dei Migliori podcast in Italia secondo Hall of Series – Comunità di Recupero

Tempo di podio, e ad aprirlo c’è il grandissimo Stefano Nazzi, che in ogni episodi di Indagini racconta casi di cronaca nera famosissimi o dimenticati senza mai trasformarli in qualcosa di sensazionalistico. Ed è probabilmente questo a rendere il podcast così importante. Ogni episodio ricostruisce delitti, sparizioni, processi, depistaggi entrando nei dettagli delle indagini, nei verbali, nelle testimonianze e ricostruendo piano piano quanto avvenuto. E niente di ciò che viene raccontato è mai fine a se stesso, perché si nasconde sempre una riflessione su pregiudizi sociali e in generale sulla realtà sociale italiana.
La voce di Nazzi è diventata centrale proprio per questo. Non invade mai il racconto. Non enfatizza. E non drammatizza. Racconta la realtà di quanto avvenuto, permettendo al pubblico di riflettere e interrogarsi in autonomia senza influenze se non il duro e necessario racconto di una storia. Più che un podcast true crime tradizionale, Indagini sembra quasi una lunga riflessione sull’ossessione contemporanea per il male e sul modo in cui media, opinione pubblica e giustizia finiscono spesso per confondersi tra loro. Ogni primo del mese – giorno in cui viene distribuito l’episodio del podcast con il caso protagonista – avrà un altro sapore non appena comincerete questo nuovo percorso che inizierà sempre con queste parole:
«Io mi chiamo Stefano Nazzi, faccio il giornalista da tanti anni e nel corso della mia carriera mi sono occupato di tante storie come questa, quelle che nel tempo vi sono diventate familiari e altre che potreste non aver mai sentito nominare. Storie di cronaca, di cronaca nera, di cronaca giudiziaria. Il podcast che state ascoltando si intitola “Indagini”, ed è prodotto dal Post: vi racconterò ogni mese, una volta al mese, una di queste storie, tentando di mostrare non tanto il fatto di cronaca in sé, il delitto in sé, bensì tutto quello che è successo dopo, il modo in cui si è cercato di ricostruire la verità, le indagini giudiziarie e i processi con le loro iniziative, le loro intuizioni e i loro errori, il modo in cui le indagini hanno influenzato la reazione dei media e della società e il modo in cui i media e la società hanno influenzato le indagini.»






