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Cenni storici per fare lo splendido è il podcast perfetto per sembrare Barbero senza esserlo

Guido Damini è l'host di Cenni storici per fare lo splendido

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A proposito di Cenni storici per fare lo splendido e di quanto sia splendida la storia.

Non so voi, ma mentre scrivo sono le nove del mattino e oggi, per una volta, ho già pensato all’Impero Romano.


Chissà a quante è arrivato Alessandro Barbero, uno che la storia la diffonde con un approccio accademico fuori dal tempo e immerso in questi tempi: riconcilia con una materia troppo spesso bistrattata da approcci ampiamente superati. Si prende il suo spazio senza temere l’incedere delle lancette, ma va benissimo così: ci sono tanti modi per raccontare una storia per bene, d’altronde.

Chissà a quante è arrivato invece Guido Damini, uno storico che utilizza un metodo divulgativo completamente diverso.

Veloce, immediato e al passo coi tempi ma non per questo meno competente e valido su ogni piano. Coinvolgente, informale e ironico, certo, ma non significa mica che non prenda la storia sul serio. Affatto. E visto che ha trasformato la storia in un format convintamente contemporaneo, basta ascoltare uno dei suoi podcast per rendersene conto in una manciata di minuti.

Sì, una manciata di minuti. Perché è proprio vero: ci sono tanti modi diversi per raccontare una storia per bene. Andando avanti per ore, oppure no: fare tutto il contrario. Sintetizzare, restituire l’essenza di un evento, poggiarsi ad aneddoti curiosi e incentivare la fruizione della materia con parallelismi solo apparentemente improbabili.


Si può schiudere un mondo nel tempo di un intervento radiofonico o di un libro come “Quasi sapiens”. Sennò in una trentina di minuti, se si parla delle “Caporetto degli altri”, podcast nel quale Damini racconta e analizza con uno stile tutto suo alcune tra le disfatte storiche più clamorose di sempre. Pensate un po’: se si decidesse di investire il tempo di una partita di calcio in uno spettacolo teatrale, invece, si potrebbe addirittura esporre per intero la storia dell’umanità. Perché no: in cinque, magari tra uno spritz e l’altro, si può fare un cenno che potrebbe svoltarvi l’aperitivo con la vostra “crush”. Fare lo splendido con una splendida materia, sperando che quell’aperitivo non racchiuda la vostra intera storia.

Storie, ancora storie. E dai, ci siamo capiti fin dal titolo che sarei andato a parare sul podcast Cenni storici per fare lo splendido.

Cenni storici per fare lo splendido
Credits: One Podcast

Prodotto da One Podcast, Cenni storici per fare lo splendido è un format interessantissimo di cui avevamo parlato di recente in un articolo dedicato ai “podcast più istruttivi in circolazione”: in ogni puntata, lunga tra i cinque e i sette minuti circa, Damini attraversa la storia in lungo e in largo con aneddoti intriganti, fonti autorevoli e angolature personali molto efficaci e consapevoli, riuscendo sempre nell’impresa di attualizzare fatti vicini e lontani con una prospettiva innovativa, divertente e capace di infondere una profondità rara ai contenuti.

Sa essere sintetico come pochi altri, lui. Ma ciò non significa banalizzare una storia o essere approssimativi, in alcun modo. Al contrario, è in grado di valorizzare la sua cultura storica con collegamenti continui che creano un filo conduttore tra le storie pressoché infinite della storia, riconducendoci a noi manco fossimo seduti davanti a un buon drink. Possibilmente, impegnati in un appuntamento che si spera possa andare a buon fine.

Già, “uno storico da bar”.

Così si definisce lui stesso in varie situazioni, inclusa un’intervista rilasciata nel 2023 a Riflessi Magazine:Senza dubbio, sono al 100% un comunicatore creativo. È vero, ho una laurea in Storia, ottenuta con il massimo dei voti e la lode, e ci mancherebbe altro. Ma quanti laureati in Storia ci sono in giro? Tantissimi. Non ho un dottorato, non ho una cattedra all’università. Pubblicazioni nel curriculum: zero. Sono uno “storico da bar”, nel senso che non ho particolari titoli e non me la tiro. Ma probabilmente, è in virtù di questo che posso raccontare la Storia più o meno a tutti, chiacchierando come se fossi al bancone durante un aperitivo o un caffè e non in un circolo accademico. E poi ritengo che, con il trionfo universale di Internet, l’epoca della buona ricerca sia tramontata”.

La visione del podcast è ben sintetizzata nella descrizione presente sulle principali piattaforme dove è possibile ascoltare Cenni storici per fare lo splendido: “Chi l’ha detto che la storia è un argomento polveroso? NESSUNO! Infatti da anni le conferenze di storia sono più gremite del Coachella e i suoi protagonisti sono le nuove rockstar (ogni riferimento a persone e cose etc etc…). La storia è diventata inaspettatamente cool e allora perché non approfittarne per il fine più prosaico? Ovvero apparire interessante agli occhi della persona che ti piace e che, contro ogni probabilità, ha accettato di uscire con te. Hai un appuntamento ma non hai il tempo di ascoltare 2 ore di Barbero? Nessun problema c’è Guido Damini, storico da bar, che ogni giorno ti regala una perla da giocarti per risultare colto e brillante”.

Il suo segreto, in fondo, è tutto qui: Cenni storici per fare lo splendido rischierebbe facilmente di scadere nell’anedottica fine a sé. Damini, tuttavia, maneggia la materia con un rispetto pari a quello del Barbero di turno.

Lo sottolinea lo stesso Damini nell’intervista a Riflessi Magazine: “Le nozioni e le fonti da cui personalmente attingo, nel mondo interconnesso del 2023, potrebbe trovarle chiunque. Il punto è uscire dai confini della lezioncina ripetuta a memoria. Conoscere la Storia significa unire i puntini. Non è tanto la Storia degli eventi, quanto la Storia delle strutture degli eventi. I legami tra i grandi temi. La Storia ci aiuta a capire come si comportano gli esseri umani quando si organizzano in comunità. Invece, ora che tutti gli storici sono settorializzati e ultra-specializzati, il rischio è quello di perdere la visione d’insieme. E poi, lasciatemelo dire, ogni tanto ci vuole anche una risata”.

Già, l’ironia. In un’altra intervista, stavolta rilasciata al sito ufficiale di Comunione e Liberazione, emerge con forza il suo valore: “L’ironia. E quella l’ho imparata da Giovanni Guareschi: il suo umorismo era una forma di resistenza alla disperazione, sapeva ridere delle illusioni umane senza smettere di prendere sul serio l’uomo. Lo stesso vale per la storia. Non perché salvi qualcuno – la storia da sola non salva nessuno – ma perché può mantenere vivo lo stupore. Può riaprire domande. Può ricordarti che l’uomo è qualcosa di più grande delle sue ideologie e dei suoi fallimenti. Ecco, forse oggi il compito della cultura è proprio questo: non anestetizzare, ma tenere viva una curiosità sul senso della vita. Questo l’ho imparato tra i banchi di scuola, nella mia breve esperienza di professore di liceo”.

Questa è la vera mission di Cenni storici per fare lo splendido: esprimere una passione, veicolarla a un pubblico più ampio possibile e far sì che quella vis sia lo spunto per andare oltre i cinque minuti della puntata.

Approfondire, esplorare e quindi incuriosirsi. Fare propria la storia e ricercarne la complessità senza ricorrere necessariamente alle trattazioni più seriose. Comunicare quindi coi contenuti proposti ogni giorno da Damini in Cenni storici per fare lo splendido, senza farseli scivolare addosso manco fossero l’ultimo dei reel. Poi sì: se in tutto ciò si dovesse poi trovare l’amore della vita in una “crush” albanese a cui raccontare la storia dell’aquila che campeggia nella bandiera del suo Paese, perché no: si potrebbe avere addirittura una piccolissima opportunità con Dua Lipa, in questo modo.

Insomma, è chiaro: c’è tanto amore per una materia fondamentale, in questo podcast. Una materia affatto superata che necessita di essere riscoperta e vissuta attivamente, senza arrendersi all’idea di doverla subire negli anni della scuola dell’obbligo.

Questo fa un divulgatore come Damini, offrendo un servizio prezioso che trova nei riscontri del pubblico dei segnali incoraggianti. Un po’ come fa Barbero con le sue lezioni, anch’esse ideali per i formati fluidi del podcast, ma con un approccio completamente diverso. Diverso ma complementare. Scoprire e viaggiare nel tempo con le prospettive più disparate, a patto che si faccia con una fonte attendibile. Coltivare la memoria e il ricordo, onde evitare pericolose derive. Ritrovare la storia tra le storie del nostro tempo e viceversa. Comprendere l’uomo attraverso un’impagabile testimonianza universale.

Va bene in ogni modo, che siano cinque minuti al giorno o tre ore.

A quel punto, si rischierà di ripensare tante volte all’Impero Romano, agli otto mesi dell’Imperatore Vitellio o agli errori di valutazione di Giulio Cesare, giusto per fermarsi ad alcuni degli appuntamenti più recenti con Cenni storici per fare lo splendido.

Non resta allora che fare una cosa: attendere la puntata di domani e, nel mentre, approfondire una volta per tutte quella storia sospesa della crisi del Trecento.

Barbero, a quanto pare, ci tiene davvero tanto.

Antonio Casu