8) Non aprite quella Podcast, uno dei Migliori podcast in Italia secondo Hall of Series – Comunità di Recupero

Non aprite quella podcast sembra nato da quelle conversazioni che iniziano alle due di notte e finiscono alle cinque del mattino tra complotti improbabili, serial killer, sette religiose e storie horror trovate online. J-Ax e Pedar prendono il linguaggio del true crime e lo raccontano continuamente con ironia, affrontando l’argomento come avviene tra amici quando ci si interroga su casi specifici. Il risultato è un podcast che vuole trascinarti dentro una chiacchierata che tutti abbiamo affrontato, tra teorie e opinioni. Ogni episodio si muove tra cronaca nera, misteri irrisolti, folklore contemporaneo e assurdità del web, ma la cosa più interessante è il tono con cui tutto viene raccontato.
La sensazione è infatti quella di star ascoltando delle persone che, come noi, cercano di capire che cosa stia succedendo o cosa si nasconda dietro quella determinata situazione. Un podcast che coinvolge, che racconta e che permette ai più curiosi di interrogarsi su situazioni complesse insieme a conduttori che si pongono le stesse domande cercando le risposte.
7) PoretCast di Giacomo Poretti, uno dei Migliori podcast in Italia secondo Hall of Series – Comunità di Recupero

Settima posizione per un podcast che è fatto al 90% dal suo conduttore. Giacomo Poretti prende infatti il formato del podcast intervista e lo svuota completamente di quella frenesia tipica dei contenuti pensati per andare virali. Ogni puntata è un incontro che parte quasi sempre da qualcosa di molto concreto: il lavoro, la famiglia, la fede, la paura di invecchiare, la stanchezza, il bisogno di sentirsi utili.
Poretti ha un modo di parlare che sembra fuori dal tempo. Più si ascolta, più si capisce l’autenticità di un podcast che non forza mai il ritmo, lasciando spazio ai silenzi, ai dubbi, ai ragionamenti. E così il PoretCast diventa qualcosa di diverso da una semplice intervista: quasi una riflessione continua sulla vita quotidiana italiana, sulle sue fragilità e sulle sue contraddizioni. È un podcast che non urla mai per attirare attenzione. E forse proprio per questo riesce a lasciare addosso qualcosa anche dopo ore dalla fine di una puntata.






