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I 5 cattivi più cattivi di Once Upon A Time

2. Cora, regina del rancore

cattivi

 

L’alba stava per sorgere. La giovane Cora dormiva abbracciata al ragazzo che quella notte aveva amato, colui che si era presentato come il principe del regno e solo poche ore prima l’aveva chiesta in sposa.

Si muoveva piano tra le coperte del giaciglio, inconsapevolmente sfuggendo ai raggi del sole che minacciavano di penetrare nella stanza; senza avvedersene si sfiorò la pancia nuda e bianca, ignara di ciò che là dentro aveva già cominciato a crescere… Ignara della meschinità dell’uomo che le giaceva accanto, della spiacevole delusione che il nuovo giorno avrebbe portato e che le sarebbe stata rivelata poco a poco, nel corso di mesi e poi di anni. Ma ora lasciamola riposare in pace, mentre l’aria del mattino attorno tace.

Passiamo alla matriarca dei cattivi (entrambe le sue figlie a tempo debito hanno dato  parecchio filo da torcere a Biancaneve e gli altri), l’affascinante Cora: nel Regno delle Meraviglie è conosciuta come la Regina di Cuori, un’allusione sia alla malvagità che la contraddistingue, dato che nel romanzo di Carroll la Queen of Hearts rappresenta un personaggio fortemente negativo, sia al dono che sembra appartenerle di far innamorare di sè uomini molto importanti quali il principe Leopold (il vero principe) e lo stesso Tremotino.

Il motivo per cui a un certo punto venga confinata in Wonderland sarebbe lungo da spiegare, però tutto inizia dalla povera figlia di un mugnaio che per guadagnare qualche soldo lavora come cameriera in una locanda; proprio laggiù una sera incontra un giovane che le fa credere di essere l’erede al trono… Mentre invece non soltanto è un impostore che la pianta in asso dopo averla messa incinta, ma finirà per rovinare tutte le sue speranze di felicità con Leopold.

Cora è una villain complessa e ben riuscita, ed è anche l’antagonista più “moderna” della serie: infatti la sua potrebbe essere la sventura di qualunque ragazza dei nostri giorni, una ragazza ambiziosa e indipendente, capace di sopravvivere con il proprio lavoro continuando però a sognare di approdare a una condizione agiata, e nello stesso tempo ingenua, disposta a credere alla buona fede di chi afferma di amarla e di volerla sposare. Ma anche una donna consapevole delle proprie potenzialità e priva di inutili inibizioni, la quale si concede a una notte d’amore senza sensi di colpa e senza addurre sciocche remore a frenare il suo naturale desiderio.

Dopo aver partorito la prima bambina, pur a malincuore Cora si allontanerà da lei con queste parole: “Abbandono te per dare un’altra possibilità a me“.

Insomma, non è certo la tipica cattiva delle fiabe mossa solo dall’invidiamalvagia per indole: è una ragazza reale, che potremmo incontrare per la strada o dietro il bancone di un bar… Quella che lavora dieci ore al giorno e torna a casa distrutta la sera, e nel frattempo cerca un modo per cambiare vita.

Ora, molte delle sue scelte si sono rivelate sbagliate, è vero. Le menzogne, l’eccessiva ambizione e la rabbia le hanno inaridito il cuore al punto di indurla a fare del male anche alla figlia minore; è diventata una vecchia rancorosa e piena di rimpianti, riuscita a redimersi solo parecchio tempo dopo essere morta (è una storia lunga)… Eppure per noi donne la sua forza di volontà, se interpretata a dovere, può essere un incentivo a non arrenderci mai.

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