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Squid Game aveva dato degli indizi chiarissimi sulle morti di ogni singolo protagonista

squid game
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Squid Game è la serie tv del momento e non ci stupisce affatto che in poco tempo sia stata vista da 111 milioni di telespettatori, diventando il prodotto più visto in assoluto su Netflix. Il successo di questa serie tv è stato enorme e inatteso e ha stupito anche Jeff Bezos che ha voluto congratularsi con Netflix per i risultati che ha ottenuto questa nuova serie tv coreana. Anche gli attori di Squid Game sono stati travolti inaspettatamente dalla popolarità e dall’oggi al domani si sono ritrovati a essere trattati come delle celebrità. Oh Yeong-su, l’attore che interpreta l’anziano protagonista che vestiva il numero 001, ha parlato in una recente intervista di come sta gestendo questa improvvisa fama. Ma qual è il grande segreto dietro questo fenomeno globale? Anche se la trama non è completamente originale, riesce a tenere gli spettatori incollati allo schermo con colpi di scena costruiti alla perfezione. Inoltre va lodata anche la grande attenzione a ogni dettaglio che ha avuto il creatore di Squid Game Hwang Dong-Hyuk: dietro ogni scelta c’è un significato ben preciso. Vi abbiamo spiegato ad esempio cosa si nasconde dietro i simboli sulle maschere delle guardie, ma c’è molto di più. I fan si sono divertiti molto ad elaborare numerose teorie e a scovare ogni easter egg e curiosità legata a questo prodotto televisivo di grande successo.

Dopo aver sviscerato ogni aspetto di Squid Game, c’è ancora qualcosa che ci è sfuggito?

Nel corso degli episodi della prima stagione abbiamo visto numerosi personaggi morire nei modi più atroci e più volte abbiamo versato copiose lacrime per loro. Ma se vi dicessimo che la morte di ogni protagonista era stata annunciata fin dall’inizio attraverso una serie di indizi che non siamo riusciti a leggere, ci credereste? Eppure è proprio così: lo sceneggiatore ci aveva anticipato l’infausto destino di ogni protagonista, come hanno fatto notare i redattori di Screen Rant.

Se non avete ancora visto tutta la prima stagione della serie, non procedete oltre con la lettura perché potreste beccarvi degli spoiler.

Era sicuramente prevedibile che l’enigmatico Il-nam potesse morire per via del tumore che a cervello di cui soffriva e di cui si parla fin dall’inizio. Ma non è l’unica morte che avremmo potuto prevedere. Nei primi episodi ad esempio vediamo il giocatore 101 buttarsi da un ponte per sfuggire a un gruppo di rivali e per ironia della sorte nei giochi muore proprio cadendo da un ponte. Inoltre ricordate che la giocatrice 212, l’odiatissima Mi-Nyeo, aveva giurato fin dall’inizio che avrebbe ucciso il gangster Deok-Su, se l’avesse tradita? Alla fine ha mantenuto la sua promessa, anche se non nel modo che ci attendevamo. Potevamo immaginare inoltre che la rovina di Ali sarebbe stata la sua eccessiva fiducia nelle persone. Così come aveva sbagliato a fidarsi del suo capo che si era rifiutato di pagarlo, allo stesso modo ha commesso un errore quando ha confidato in Sang-woo all’interno del gioco delle biglie. Questa volta il suo buon cuore e la sua ingenuità però gli sono stati fatali. Infine Sae-Byeok (la numero 67) finisce con la gola tagliata dopo che aveva minacciato di sgozzare l’uomo che l’aveva aiutata a fuggire dalla Corea del Nord e che le aveva chiesto più soldi. In questo caso pare quasi trattarsi di un contrappasso dantesco: la ragazza ha purtroppo subìto la sorte che voleva infliggere al suo aguzzino. Come vedete, ora appare chiaro che avremmo potuto prevedere dal principio il triste destino di ogni personaggio di Squid Game. Ma questo testimonia ancora una volta il talento di Hwang Dong-Hyuk: nel suo spietato racconto nulla è casuale e la morte di ogni personaggio ha senso e spesso e volentieri è legata al suo passato. Vedremo se ci sarà una tale cura per ogni dettaglio anche nella seconda stagione di Squid Game.

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Scritto da Marilisa Di Maio

Classe 95, laureata in "Lettere Classiche". Adoro le serie comedy e i dramma che ti strappano il cuore, senza alcuna via di mezzo. Il mio sogno sarebbe quello di avere la motivazione e l'ottimismo di Leslie Knope, ma mi sveglio ogni mattina con la stessa voglia di vivere di April Ludgate...

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