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MobLand 2×04 – L’impenetrabile pozzo nero di Harry Da Souza

Mobland è una delle migliori serie tv del 2025

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sulla seconda stagione di MobLand!!

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Non si può spezzare un uomo come Harry Da Souza, dice Conrad Harrigan. È già spezzato. E in effetti c’è, nel suo personaggio, qualcosa di irrimediabilmente compromesso. Rotto, danneggiato. Forse impossibile da recuperare. E se gli episodi precedenti di MobLand ce ne avevano dato un’idea, è con la puntata di questa settimana che abbiamo davvero intravisto quale pozzo nero si nasconda nelle profondità dell’animo di Harry. Lui gestisce qualsiasi situazione con estrema calma. È sempre la persona più intelligente della stanza, come gli riconosce lo stesso boss degli Harrigan. Lucido, riflessivo, portato naturalmente ad analizzare tutte le implicazioni di qualsiasi decisione. Ma cosa si nasconde dietro tutta quella calma? Quali voragini oscure si celano nelle profondità impenetrabili di Harry Da Souza?

Il suo è uno dei personaggi più centrali di MobLand. È il cosiddetto fixer al servizio della famiglia, colui che ripulisce tutti i casini degli Harrigan e che prova a risanare i dissidi interni. All’interno del clan ci sono delle spaccature troppo evidenti, spaccature che i nemici hanno ormai individuato e di cui si stanno servendo per vincere la guerra. Ci sono emorragie ovunque, fino ai capillari. Gli Harrigan perdono sangue dappertutto, la famiglia è lacerata e gli affari ne risentono. La guerra con Kat McAllister era forse inevitabile, come lo stesso Harry fa notare a Conrad. Ma il modo in cui si sceglie di combatterla fa tutta la differenza del mondo tra la vittoria e la sconfitta.

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Attualmente esistono due fazioni all’interno della famiglia. Una che fa capo a Conrad e l’altra che fa capo invece a Kevin.

Conrad in MobLand
Credits: Paramount+

Già dal primo episodio della seconda stagione abbiamo visto come questa doppia linea di potere stia generando caos. L’incidente al cinodromo si sarebbe potuto evitare gestendo con più lucidità la situazione. Tuttavia, la spaccatura tra padre e figlio ha radici troppo profonde per poter essere estirpata. Non è solo una questione di egemonia, sotto c’è molto di più. Dopo le sconcertanti rivelazioni del finale di stagione precedente, Kevin rimette in discussione se stesso e tutta la vita che ha vissuto fino a quel momento. Lo shock che ha provato ha creato una ferita talmente profonda nelle sue convinzioni da scatenargli per reazione una sete di vendetta implacabile. Contro suo padre, innanzitutto. E contro il mondo.

Kevin Harrigan distruggerebbe ogni cosa per placare la sua rabbia, per non dover sentire le vocine nella testa che gli ricordano in continuazione le bugie che Conrad e sua moglie Bella gli hanno raccontato. E un primo passo verso la sua personale rivalsa sarebbe quello di scalzare suo padre dal trono e gestire in prima persona gli affari della famiglia. Dall’altra parte della barricata c’è un Conrad sempre più fuori controllo. Il boss degli Harrigan ha dei problemi di salute che lo mandano su di giri. Non riesce più a controllarsi, a placare la rabbia. La sua lucidità è stata compromessa e gli accessi di ira si fanno sempre più costanti. Conrad sa benissimo che è in atto un’operazione interna per sottrargli il potere, ma non ha alcuna intenzione di cederlo.

Frankie
Credits: Paramount+

Il vecchio boss ha tolto la busta dalla testa e ora vede le cose molto più chiaramente, a partire dalle manipolazioni di sua moglie Maeve.

Purtroppo MobLand 2×04 ha rimandato all’episodio della settimana prossima la resa dei conti tra marito e moglie. Dopo anni in cui subisce passivamente le sue macchinazioni, Conrad si è stancato di essere una pedina nelle mani di Maeve. Di Maeve, come di chiunque altro. Il personaggio di Pierce Brosnan è un lottatore messo all’angolo da troppo tempo e ha appena lanciato un messaggio al mondo intero: lui combatte guerre da prima che qualsiasi povero c***ione in bici col Sentex nel casco venisse al mondo. E, a giudicare dal finale di questo MobLand 2×04, il segnale deve essere arrivato forte e chiaro.

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Nel mezzo di tutta questa baraonda c’è Harry Da Souza, che deve cercare di tenere insieme tutti i pezzi della famiglia, scoprire le intenzioni reali di Seraphina, fare pulizia delle talpe inutili e rispondere alle minacce degli uomini di Kat che hanno adescato sua moglie. Mai una parola fuori posto da parte di Harry. Mai una reazione scomposta, mai un gesto di impulso. Ma ciò che potrebbe nascondersi dietro l’apparente controllo di Harry Da Souza deve essere qualcosa di molto oscuro, quindi occhio a provocarlo. Intanto Maeve sta provando a mandar via Eddie e Gina da Londra. Come sempre, i disegni dietro le macchinazioni della donna si capiranno bene solo nel finale. Ma Eddie sembra dare ancora molto credito a quella che una volta credeva fosse sua nonna.

E Gina è diventata un’altra pedina non più trascurabile nella scacchiera di MobLand.

Kat Macallister
Credits: Paramount+

La ragazza ha anche avuto un confronto con Conrad, che le ha ricordato che un padre è un muro tra te e l’oscurità. Se parlasse solo a lei o anche a Eddie non è importante rilevarlo, perché il messaggio che i suoi occhi trasmettono è già abbastanza chiaro senza bisogno di ulteriori spiegazioni. MobLand 2×04 è riuscita a trasmettere tutto il gelo che alcuni personaggi emanano. La calma con cui Harry elimina Finch mette quasi i brividi, così come pure i cambi d’umore di Conrad. Questa serie risulta sempre estremamente efficace, in ogni suo episodio. E il merito è sempre degli interpreti, che riescono ad alzare il livello della tensione anche solo attraverso scambi di sguardi, tic nervosi o gesti impercettibili.

Ciascuno di loro riesce a mostrare e nascondere nello stesso tempo la propria contorta complessità. Tutti i personaggi di MobLand sono delle cavità oscure e gigantesche che potrebbero tirar fuori tanto materiale da psicologia. Ogni attore riesce a trasmettere sullo schermo questa sensazione di ambiguità e oscurità, alzando di tantissimo il livello dello show. Anche questo episodio ha bilanciato dialoghi serrati e azione, regalandoci uno dei soliti plot twist in stile Guy Ritchie. Ogni settimana siamo pronti alla collisione definitiva, ma MobLand ci lascia assaporare solo l’odore di qualche colpetto messo a segno e non ancora la guerra vera e proprio. Una guerra nella quale, ad ogni modo, siamo già totalmente immersi. Ecco anche le Pagelle del quarto episodio!