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Le ultime commoventi battute dei personaggi di Mad Men

Le ultime parole – si sa – tendono a lasciare il segno. Acquisiscono un valore diverso dalle altre, si caricano di valenze e significati differenti, spesso comprensibili solo a posteriori. Diventa importante la battuta finale pronunciata da ogni personaggio – la sua uscita di scena – quella che tendiamo a ricordare di più e che magari ci ha lasciati con un enorme interrogativo in testa. Possiamo trovarne un esempio nella serie televisiva creata da Matthew Weiner che racconta gli albori del mondo della pubblicità negli anni ’60: Mad Men. Quest’ultima si è distinta per la cura dei dettagli che ha segnato tutte le sue sette stagioni e che – in maniera coerente a tutta la storia – ha voluto congedare i suoi protagonisti con delle battute significative, capaci di riflettere il loro percorso e il relativo di approdo.

Andiamo a rivedere insieme quali sono state le ultime battute con cui i personaggi di Mad Men ci hanno salutato per sempre.

1) Roger Sterling

Due aragoste e una bottiglia di champagne per mia madre, per favore.

Finalmente vediamo Roger Sterling sorridere sinceramente e riusciamo a percepire la sua serenità. I suoi soldi hanno fatto da antidoto alla sua sofferta solitudine, un bambino mai cresciuto potremmo dire, così abbiamo imparato a conoscerlo. Ha soddisfatto ogni suo desiderio eppure non ha mai colmato quel vuoto dentro. Non lo abbiamo mai visto così come ora, questa volta Roger è riuscito a lasciar perdere la continua ricerca di efferati piaceri e sfrenati divertimenti e ha deciso di vivere una seconda – o terza – giovinezza, al fianco della donna che ama. Tutto nella vita di Roger è stato sempre fuori posto, è capitato nel momento sbagliato e proprio per questo è andato irrimediabilmente a rotoli.

Ora invece i tasselli sembrano aver trovato la loro giusta disposizione. Dopo aver promesso a Joan di voler sempre provvedere a proteggere loro figlio Kevin, Roger dimostra di volersi godere a pieno questa ulteriore possibilità che la vita gli sta offrendo. Il tempo degli eccessi è finito: non gli resta che viversi la sua passionale storia d’amore con la bella francese Marie, i soldi guadagnati in una vita intera dedicata al lavoro e la riscoperta della bellezza delle piccole cose, sentendosi meno solo e più amato.

2) Joan Holloway

Non mi è possibile cancellare quella parte di me. Non mi sognerei mai di costringerti a scegliere.

Joan è stata uno dei capisaldi della Sterling-Cooper. L’abbiamo vista fin dagli inizi inserita in un mondo fatto di soli uomini, spesso incapaci di guardarla al di là della suo seducente corpo. Il suo desiderio è sempre stato quello di sposarsi, mettere su famiglia e abbandonare il mondo lavorativo per potersi dedicare alle mansioni che tradizionalmente la donna viene chiamata a svolgere. Proseguendo la sua carriera lavorativa, Joan però capirà di potersi sentire realmente realizzata soltanto all’interno del proprio posto di lavoro e di voler essere valorizzata dai propri colleghi, sentendosi gratificata a apprezzata.

Il suo divorzio finirà per renderla ancora più indipendente, facendole acquisire la sicurezza di potercela fare da sola, di bastare a se stessa. Il merito che dobbiamo riconoscerle è quello di non aver mai rinunciato ad aspirare di diventare qualcosa di più. Joan non ha smesso di perseguire i propri obiettivi, non si è lasciata abbindolare dalle strade più facili incontrate nel corso della sua carriera. E proprio in quest’ultima battuta la vediamo sostenere fermamente di non poter reprimere quella parte di lei che la spinge a volersi sempre impegnare in qualcosa di nuovo in cui potersi sentire pienamente fiera di sé, senza dipendere da niente e nessuno. La sua vita è dedita a Kevin e non c’è cosa che possa fermare il suo indomito spirito di emancipazione.

3) Peggy Olson

Ti amo.

Peggy Olson è una delle donne protagoniste indiscusse di Mad Men. La vediamo approdare timida e insicura come segretaria dell’agenzia pubblicitaria. Sin dai suoi esordi però in lei vediamo brillare una luce diversa. E sin da subito, Peggy dimostrerà che quello non è il suo posto e che le sue capacità potrebbero portarla molto più in alto. Certo, la strada da compiere è tutta in salita. Il mondo della pubblicità è estremamente chiuso nel suo maschilismo e lasciare che una donna possa esprimere la propria opinione in qualità di copywriter è inconcepibile.

Peggy non accetta di conformarsi ad un ideale di donna largamente diffuso e socialmente accettabile per i suoi tempi, anzi, incassa ogni colpo e trasforma ogni critica in tenacia e spirito di intraprendenza. Grazie alla fiducia che Don Draper decide di darle avendo intravisto il suo potenziale, Peggy Olson diventa la prima scrittrice di contenuti pubblicitari dell’agenzia. Ci saranno altre difficoltà a intralciare il suo percorso ma Peggy impara, caduta dopo caduta, a rialzarsi più forte di prima e a non scendere mai a compromessi.

In questo ultimo episodio di Mad Men la vediamo dedita come sempre al suo lavoro, profondamente innamorata delle opportunità e delle nuove sfide che ogni giorno la mettono alla prova. Ora Peggy pattina leggiadra sulle macerie della Sterling-Cooper, ha imparato a credere in se stessa più che mai e l’amore di Stan nei suoi confronti, così come il suo sentimento per lui, sono il coronamento di questa sua meravigliosa ascesa nel mondo. Ha dovuto lottare instancabilmente per conquistarsi il suo posto ma alla fine ce l’ha fatta.

4) Betty Draper

Mad Men

Don, io apprezzo le tue intenzioni. Davvero. Ma non voglio perdere il tempo che mi resta a discutere di questo. Voglio che le cose cambino il meno possibile e la tua assenza fa parte della normalità.

Betty Draper incarna l’esempio più tradizionale e convenzionale di donna di quegli anni, una moglie dedita alla cura del nido familiare, (all’apparenza) senza alcuna altra aspirazione se non quella di condurre una vita ordinaria al fianco del proprio marito e dei propri figli. Tuttavia, in lei si fa strada un forte rimpianto per la sua sprecata occasione di lavorare come modella e una profonda insoddisfazione per la vita monotona condotta nella dimora domestica. Come se non bastasse, Betty vive con logorante inquietudine l’infedeltà di suo marito Don che non tenta neanche di nasconderle le sue continue fughe passionali con altre donne.

Il suo malessere si manifesta nel consumo di una quantità smodata di tabacco, comportamenti alimentari problematici e repentini sbalzi d’umore. In questa ultima scena, durante una telefonata, dall’altro capo del telefono c’è Don che ha saputo della malattia che la sta logorando. Le chiede di poter vivere con i suoi figli, di poter star loro vicino, ma Betty – nonostante abbia compreso le buone intenzioni dell’uomo – non è più disposta a cedere. Ha capito di doversi imporre, di non dover più lasciare che gli altri decidano per lei. Betty vuole vivere quest’ultima parte delle sua vita non affannandosi a soddisfare le aspettative degli altri, vuole godersi il tempo che le resta scegliendo il meglio per sé e per i propri figli.

5) Don Draper

Mad Men

Om.

Bizzarro che l’ultima parola pronunciata dal protagonista di Mad Men sia un semplice “Om”, no? Don Draper ha vissuto una vita all’apparenza piena, costellata di successi personali che però, poco a poco, hanno lasciato spazio a frustrazioni, rimorsi e solitudine interiore. Le donne, il denaro, l’alcol, non hanno colmato il suo vuoto. Nell’epilogo di questa storia lo vediamo in un ambiente completamente diverso da quello a cui ci siamo abituati a collocarlo. Ha abbandonato le familiari pareti d’ufficio, è senz’altro fuori dalla sua zona di comfort, dove la lingua parlata è quella della pubblicità, degli affari e – più in generale – del lavoro.

Lo scopo della sua presenza qui, invece, è quello di ricongiungersi alla parte più profonda di sé, quella repressa, assopita dopo anni di banali ed effimeri piaceri. Don credeva di potersi accontentare ma, al contrario, si è ritrovato ad accettare – senza più alcuna riserva – la sua umanità e il suo abbraccio a Leonard, poco prima della sequenza finale, è un abbraccio a tutti noi. Don – per la prima volta – ci appare più simile a noi di quanto avremmo mai potuto immaginare. Spariscono patine luccicanti e facciate artificiali per fare spazio a un uomo che sta imboccando la strada per prendere consapevolezza del suo io interiore e che vuole ripartire da qui.

Una forma di meditazione consapevole nella natura. Questa è l’ultima immagine che vediamo di Don, prima che ci lasci con un sereno sorriso sulle labbra. Forse adesso avrà la forza di accettarsi, di perdonarsi, di intraprendere nuove esperienze che possano tirare fuori il meglio di se stesso e creare qualcosa di cui andare davvero fiero, senza scegliere per l’ennesima volta di assecondare frivoli desideri ma perseguendo la via dell’equilibrio interiore.

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Scritto da Concetta Moschetta

Sono un’instancabile ambiziosa, scrivere è il mio momento catartico, inoltre ciò che so non mi basta mai. Ho l’abitudine di perdermi in continuazione per poi ritrovarmi nelle pagine di un romanzo, sulla poltrona di un cinema o nel buio della mia stanza con una serie tv.

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