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Queste pazze donne di Mad Men

Mad Men

L’ultima volta che abbiamo visto Mad Men, la serie era ambientata nell’autunno del 1970. Il ruolo della donna stava già cambiando e il femminismo si era posto in prima linea, affermandosi nella società e smuovendo la coscienza delle persone. È il periodo della protesta di Miss America del 1968, del sit-in del Ladies’ Home Journal e della legalizzazione dell’aborto a New York del 1970.

Al giorno d’oggi si parla moltissimo di uguaglianza di genere, di lotte per la parità dei diritti e della necessità di un’equa considerazione per le donne in ambito lavorativo, sociale e culturale. Ma non si tratta di un fenomeno nuovo. Mad Men ci insegna che le tensioni legate a questi argomenti sono in atto da decenni. All’interno dello show nessun personaggio menziona mai esplicitamente la parola “femminismo”, eppure è evidente come questo concetto, con tutti gli stravolgimenti che comporta, influenzi tutti i personaggi della serie.

Per farla breve, le donne di Mad Men non sono affatto dei personaggi secondari, né belle statuine sullo sfondo. Sono figure complesse, articolate, in continua evoluzione, a seconda dei casi in perfetta linea o in netto contrasto con i tempi in cui vivono. E non dimentichiamolo: queste donne sanno essere folli (in senso buono) tanto quanto gli uomini.

Betty e Trudy: Mad Men racconta le “donne di casa” degli anni ’60

La vicenda ha inizio nei primi anni ’60, un’epoca in cui si presume che le donne debbano lavorare solo nel caso in cui non riescano a trovarsi un uomo che si occupi di loro. Le mogli languiscono nei quartieri residenziali, in dimore che rappresentano l’intero fulcro della loro esistenza, soccombendo ai doveri domestici e a una noia a dir poco devastante. Betty Draper è la personificazione più pura di ciò che è appena stato descritto.

Cresciuta a Philadelphia in una famiglia benestante e tradizionale, Betty è sempre stata pesantemente condizionata da un’educazione molto rigida e da un disturbato rapporto con il cibo. In apparenza la sua è una vita bellissima e ineccepibile, coronata dal matrimonio con l’affascinante Don Draper e dalla nascita dei loro tre figli. Eppure tutto ciò non è sufficiente, perché Betty è afflitta da un sentimento di forte insoddisfazione: la rinuncia alla sua carriera di modella, la monotonia della vita domestica e la distante cortesia del marito (che, come se non bastasse, è un vero donnaiolo) non fanno altro che accentuare la solitudine e la noia che caratterizzano la sua esistenza.

Non sorprende che questa donna dalla personalità passivo-aggressiva sfoghi il suo forte malessere in abitudini e comportamenti poco salutari, come i repentini sbalzi d’umore o lo smodato abuso di tabacco, che la condurrà a una fine precoce. Nel corso delle sette stagioni, Betty non riesce a uscire dal suo circolo vizioso, ma a modo suo si evolve: la pacatezza si trasforma in risolutezza, l’accettazione delle situazioni in presa di coscienza, e un lento percorso la indurrà a capire che la sua vita non ruota intorno a Don. Ma forse è troppo tardi per tornare indietro.

In Mad Men, i mariti si stancano con facilità delle loro placide e prevedibili controparti femminili, che ci si aspetta comunque adempiano al loro “ruolo” di mogli, madri e casalinghe perfette. Spesso avviene che essi cerchino nuove passioni segrete altrove. In questo caso, le consorti tendono a sedare ogni sospetto in nome del mantenimento delle apparenze, proprio come fa Betty per un lungo periodo.

Alison Brie descrive alla perfezione questa dinamica parlando del suo personaggio, Trudy Campbell, la quale viene regolarmente tradita dal marito Pete. “Come la maggior parte delle donne in quel momento, Trudy cerca di chiudere un occhio su tutto ciò che trova scoraggiante, per tutto il tempo possibile”, dice. “Trudy si è sempre preoccupata di ciò che pensano gli altri, quindi è in grado di mostrarsi solare ed espansiva in pubblico, anche quando tra le mura domestiche le cose non sono perfette”. Eppure, anche un carattere mite può esplodere, e nelle ultime stagioni Trudy trova la forza d’animo per troncare la sua relazione disfunzionale, a discapito della sua stabilità e nonostante i tanto temuti giudizi altrui.

Ambizione, indipendenza e carriera sono riassunte nelle personalità di Joan e Peggy

Mad Men

Ci sono personaggi femminili, poi, che rifiutano di soddisfare tutte le aspettative della società e che cercano con grinta di affermarsi nel mondo del lavoro.

Joan Holloway comincia il suo percorso come office manager e, anche se inizialmente non vede l’ora di sposarsi per smettere di lavorare, con il proseguire della serie si rende conto di amare ciò che fa e di sentirsi completamente soddisfatta solo all’interno dell’agenzia pubblicitaria, dove è apprezzata e riconosciuta per le sue competenze. Quando nella quinta stagione Joan decide di divorziare, realizza una verità importantissima: non ha bisogno di un marito che la mantenga per sopravvivere. Il suo lavoro le permette di essere indipendente, autonoma. Joan può bastare a se stessa.

Un’altra figura importantissima, e strettamente legata a Joan, è quella di Peggy Olson, una timida giovane donna che compare nella prima stagione nelle vesti di segretaria neoassunta e che, però, riesce a emergere rapidamente, diventando la miglior copywriter dell’agenzia. L’insicurezza lentamente svanisce e gli outfit sempre più sofisticati cominciano a rispecchiare la sua evoluzione interiore e una fortissima personalità. Peggy non si limita a lavorare per pagare le bollette, no. Lei è una di quelle persone che rimane in ufficio fino a tardi, che non riesce a dormire fino a quando non trova l’idea giusta, che ama il suo lavoro e vi impiega tutta se stessa.

Peggy è un’outsider nel suo mondo, non solo in quanto donna, ma anche per via delle sue radici, situate nei quartieri della classe operaia Brooklyn. Il suo trascorso la rende molto in sintonia con gli ideali e le aspirazioni del mondo pubblicitario. “Si tratta di non essere soddisfatti di chi si è”, sostiene Elisabeth Moss, l’attrice che la interpreta. Per Peggy la pubblicità è la forma d’arte perfetta per proiettare un’immagine della donna single e spensierata che vuole essere, anche se spesso le capita di percepire una forte discrepanza tra carriera e vita privata.

Megan è l’emblema della rivoluzione culturale

Tra le donne di Mad Men, fondamentale è anche la giovane seconda moglie di Don Draper. Megan rappresenta il rapido cambiamento culturale che ha caratterizzato gli anni ’60 e che ha lasciato indietro la generazione precedente. I gusti, le mode, i valori e lo stile di vita sono completamente diversi da quelli in voga fino a poco tempo prima. Don ama la sua nuova moglie, ma non riesce a comprenderla, perché Megan incarna un tipo di femminilità nuova e molto più sicura di sé.

Don non sa raccapezzarsi con questa donna forte, che vive dettando le sue stesse regole. Lui continua a piazzare trappole che lei puntualmente elude. Cerca di convincerla ad avere dei figli, lei si mette a ridere. Le dà un lavoro nel suo ufficio così da averla sempre vicina, lei si dimette. Persino il tentativo di farle mangiare del sorbetto all’arancia diviene una lotta di potere in cui Don non può vincere se non fisicamente, poiché la libertà rivendicata da Megan si esprime ben oltre i limiti del corpo.

La frustrazione per l’impossibilità di contenere e capire una donna così “moderna” sarà a lungo andare un ostacolo impossibile da superare, e Megan spiccherà il volo lasciandosi l’ottusità delle vecchie generazioni alle spalle.

Sally vive in bilico tra due epoche

Mad Men

Sally Draper, il più giovane personaggio femminile della serie, è una ragazzina che deve fare i conti non solo con la pubertà, ma anche con un’era di rapidi cambiamenti sociali. Sally cerca sin da bambina di apparire più matura di quanto in realtà non sia, ma di solito finisce per essere sopraffatta dal mondo degli adulti. Parte del problema è dato, probabilmente, dalla mancanza di modelli di riferimento stabili. “I grandi” che la circondano non le piacciono granché, non le sembrano esempi da seguire.

Sally si ritrova di fronte a molti bivi: oltre ai genitori separati, anche la presenza di Megan diviene una figura di riferimento fuorviante. Da un lato abbiamo una madre tradizionale, lunatica e ansiosa, dall’altro una matrigna romantica e indipendente. È naturale che la giovane donna veda nella seconda un’amica, ma anche un esempio più accattivante rispetto a Don e Betty, che l’hanno più volte delusa. Man mano che Sally cresce diventa sempre più complicato capire in quale tipo di donna vorrà identificarsi un giorno.

Sally Draper è anche il personaggio che più di tutti vediamo davvero evolversi: da bambina ribelle che fuma di nascosto e si taglia i capelli da sola si trasforma prima in una ragazzina curiosa che cerca a tutti i costi di entrare nel mondo dei grandi, e poi in una giovane che dovrà maturare di colpo per affrontare i primi amori, il divorzio dei suoi e persino l’imminente morte della madre.

Leggi anche – Quello di Mad Men non è il Man’s World

Written by Alessia Agazzi

Provate ad immaginare una volpe un po' cinica, con la penna sempre in mano e una terribile ossessione per i futuri distopici. Ora supponete che sia anche una divoratrice compulsiva di serie tv, e che casualmente si ritrovi a far parte di questo mosaico di storie che è Hall of Series. Se ci riuscite, mi avete già beccata.

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