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Erwin: la purezza di un animo gigante

attack on titan

Attenzione: non proseguite la lettura se non volete imbattervi in spoiler sulla terza stagione di Attack on Titan.

Erwin Smith. Il comandante Erwin Smith. Una leggenda immortale, una mente brillante. Un sognatore curioso. Un mostro senza umanità.

A Erwin Smith è sempre piaciuto giocare d’azzardo. Ha fatto delle scommesse il suo piano quotidiano e questo perché ha sempre avuto grande fiducia nel suo intuito geniale. Sapeva leggere le persone, capirle e inquadrarle, così come era in grado di decifrare e tirare le somme anche delle situazioni più complesse in battaglia. Calcoli e previsioni e una grossa dose di coraggio l’hanno sempre spinto a buttarsi a capofitto in ogni conflitto e in ogni difficile circostanza. A buttare l’intero Corpo di Ricerca, i compagni che con fede cieca gli hanno affidato la loro vita e – ancor di più – i loro cuori, nelle fauci di giganti spietati.

Offrite i vostri cuori per la libertà. Questo era il grido, l’urlo di disperazione, più che di speranza, che con ardore tuonava Erwin prima di lanciarsi verso una nuova spedizione azzardata. Con i soldati al galoppo dietro di lui. Ma per cosa hanno offerto davvero i loro cuori quei valorosi soldati: per la libertà del genere umano o per la sete di conoscenza del loro comandante?

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“Come hanno scoperto che non ci sono umani fuori dalle mura?”

Erwin Smith ha sempre avuto un sogno: scoprire la verità sui giganti e sugli umani. È così fin da quando suo padre, professore troppo intelligente per non interrogarsi sulla vera storia che si cela dietro le versioni ufficiali che circolano all’interno delle mura, era stato ucciso dalla sua curiosità e da quella del figlio. Lui aveva passato la maggior parte della sua adolescenza a discutere con i compagni cadetti della teoria che avevano elaborato: se nessuno mai ha messo piede fuori dalla mura da ormai 100 anni non si può dare per scontato che non ci siano altri esseri umani sulla faccia della Terra. Lì fuori, nel mondo a loro sconosciuto, non possono esserci solo giganti. E pian piano questa è diventata la verità per Erwin che ha assorbito e che lo ha assorbito spingendolo a lanciarsi in battaglia. È tutta questione di gioco d’azzardo.

Grazie a Eren e alle sue rivelazioni inizia a profilarsi il modo tangibile per poter afferrare davvero la verità: una cantina nel distretto di Shiganshina nasconde il senso della vita nelle mura, dei giganti assassini, delle morti numerose e atroci. Lì c’è la spiegazione, la risposta alle domande e al dolore, la conferma che stava cercando, il mistero principale di Attack on Titan.

Erwin, fin da quando è diventato comandate, si è raccontato una bugia: che quelle scommesse le stava facendo per l’umanità. Che tutte le vite che stava mandando a morire, tutti i compagni sacrificati e sacrificabili, fossero il prezzo da pagare per permettere alla sua razza di sopravvivere. Ma in realtà lui muoveva quelle pedine sapientemente per poter compiere un passo più vicino alla riconquista del distretto di Troast, alla riconquista del Wall Rose, alla riconquista di Shiganshina con la cantina di casa Jeager.

Ma alla fine la montagna di cadaveri si era fatta troppo consistente per poter essere sostenuta. Eppure, era ancora troppo bassa per consentirgli di scavalcare le mura.

Erwin Smith ha sempre avuto un sogno. Tuttavia, quando era lì pronto per afferrarlo, ha scelto di portarselo via. Per permettere all’umanità di sopravvivere.

La vera grandezza di un capo sta proprio nel saper compiere delle scelte quando è l’ora. 

Armin

Il coraggioso ufficiale ha saputo prendere decisioni coraggiose. In ogni spedizione di Attack on Titan abbiamo potuto ammirare la sua destrezza e arguzia e come la sua spietata saggezza abbia permesso al Corpo di Ricerca di conseguire grandi risultati. Ma solo chi è disposto a sacrificare qualcosa di importante potrà davvero cambiare il mondo. Il comandante ha rinunciato molte volte alla sua umanità per uno scopo più grande. Non l’ha fatto solo per saziare la sua fame di conoscenza, ma anche per garantire una vita migliore a tutte quelle persone che in lui avevano fatto affidamento. E per evitare che tragedie come quella accaduta a suo padre e che costantemente avvenivano ai suoi compagni durante le spedizioni si ripetessero ancora e ancora. Per mettere la parola fine a un secolo di finta pace, di ignoranza e di terrore.

Ha sacrificato il suo sogno per permettere che il piano funzionasse. Ha sacrificato la sua vita per far sì che altri potessero ancora sognare. Non si è mai fermato: anche quando il gigante gli ha strappato un braccio ha continuato con foga a incitare i suoi uomini alla battaglia, ha lottato senza sosta e senza remore. E alla fine ha galoppato incontro alla morte senza vacillare. Quando Levi decide di lasciarlo morire scegliendo di trasformare Armin in un gigante lo fa perché finalmente il viso del suo amico è sereno. Dopo tanti anni, può finalmente lasciarsi andare e riposare.

A che scopo riportarlo in vita? Per costringerlo a essere nuovamente il diavolo di cui hanno bisogno per attraversare l’inferno? Erwin Smith ha offerto qualcosa di più del suo cuore per la libertà: ha offerto il suo sogno, il suo motivo di vita. E quando si è sgravato dal peso della ricerca incessante e della responsabilità delle vite dei suoi compagni finalmente ha potuto liberarsi.

Erwin Smith. Una leggenda immortale, una mente brillante. Un sognatore curioso. Un mostro senza umanità. Un essere umano, ma con un animo gigante.

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Scritto da Carolina Avagliano

Ogni giorno mi rifugio in mondi sconosciuti così, episodio dopo episodio e pagina dopo pagina, i colori di quegli universi e di quelle storie inondano le mie giornate.

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