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La Tata: tutte le differenze tra la versione italiana e quella americana

La Tata, la famosissima serie con protagonista l’incontenibile Fran Drescher, debuttò negli Stati Uniti il 3 novembre 1993, mentre in Italia sbarcò due anni più tardi.

Fu in entrambi i paesi un immenso successo e così anche nel resto del mondo, diventando per molti telespettatori un immancabile appuntamento fisso quotidiano. In pochi sanno però che le due versioni della celebre sitcom sulla vita della governante più eccentrica della televisione presentano differenze davvero sbalorditive.

Dalla storia di alcuni dei personaggi più famosi fino allo stravolgimento di alcuni sketch visti in alcuni episodi, dato che il doppiaggio ha svolto un ruolo fondamentale nell’adattamento dello show per il pubblico italiano.

Abbiamo raccolto qui per voi le differenze più considerevoli che potreste trovare incappando all’estero in un episodio de La Tata e sentirvi leggermente confusi da ciò che state vedendo.

la Tata

Cominciamo proprio da lei, dall’indimenticabile Tata Francesca che tutti i ragazzini italiani avrebbero voluto avere come babysitter almeno una volta. Ecco, intanto nella versione americana non era nemmeno italiana. La storia dell’eccentrica governante è stata letteralmente stravolta per essere adattata meglio al pubblico italiano.

Nella versione originale dello show Francesca Cacace è in realtà Fran Fine, ragazza ebrea nata e cresciuta a New York, più precisamente nel Queens.

Quindi addio alla storia della ragazza eternamente trentenne che sbarca da Frosinone in America in cerca di fortuna e marito.

I suoi continui e spassosi riferimenti alla cultura meridionale italiana sono un’invenzione dei doppiatori italiani che hanno riadattato per noi i racconti sul passato a stampo ebraico della protagonista.

Proseguiamo con le divertentissime zie di Francesca: l’invadente e ingorda zia Assunta e l’incallita fumatrice polacca zia Yetta.

Nella versione americana le due sono rispettivamente la mamma e la nonna di Francesca. Zia Assunta addirittura si chiama Sylvia, che non è come nel caso di Francesca/Fran un semplice adattamento ma completamente un altro nome. Zia Yetta, che invece mantiene lo stesso nome in entrambe le versioni, è la madre di Assunta e non la cognata e quindi tutte le storie raccontate sul fratello di Assunta sono invece legate a suo padre.

Zio Antonio, che anche nella versione americana viene sempre “censurato”, è in realtà semplicemente Morty: il padre di Fran.

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Tutti i parenti di Francesca che vengono nominati o visti durante la serie hanno dunque in realtà nomi e storie ebraiche che nella versione originale hanno un fortissimo impatto sullo show poiché rappresentano gli espedienti più comici perpetrati ai danni dei britannicissimi padroni di casa.

Anche se non tutti sapevano di questi notevoli cambiamenti, in molti avevano notato che in alcuni episodi qualcosa non tornava.

In molte scene vediamo Francesca e zia Assunta recarsi in luoghi tipicamente ebraici o portare indumenti simbolici dell’ebraismo senza che ne venga spiegato il motivo. Durante le feste vissute a casa Sheffield compaiono Menorah e kippah e in alcuni episodi Francesca e zia Assunta si recano addirittura in sinagoga.

Durante i matrimoni vengono eseguiti rituali propiziatori come la rottura del bicchiere e la danza sulle sedie, tutti tipici dei matrimoni ebraici.

Altre incongruenze con il doppiaggio che alcuni fan potrebbero aver notato si trovano nei ricordi di Francesca. In alcuni di essi, lei viene mostrata bambina a New York mentre noi sappiamo che ci arriva per la prima vita da adulta.

Degli indizi che qualcosa non era del tutto logico c’erano.

Ma perché vi chiederete è stato necessario questo stravolgimento di trama?

Semplicemente perché ai tempi della messa in onda i produttori volevano che lo show diventasse un successo anche all’estero e quindi ritennero che adattare la serie ad alcuni paesi che avrebbero trasmesso la loro creatura avrebbe garantito una fidelizzazione maggiore dello spettatore.

Ecco perché oltre al background dei personaggi vennero inseriti anche dei riferimenti evidenti alla cultura italiana in cui il pubblico potesse riconoscersi.

Come nell’episodio in cui Francesca racconta di quando le sono caduti i pantaloni alla Standa e non da Bloomindale come nella versione americana.

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Scritto da Krizia Parrino

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