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Tutte le inesattezze storiche nella seconda stagione della serie I Medici

I Medici

Da poco si è conclusa la seconda stagione de I Medici. Il racconto delle avventure del giovane Lorenzo il Magnifico ci ha accompagnato per ben quattro settimane, terminate con la famosissima Congiura de’ Pazzi e tutte le conseguenze che determinò. Non sono mancate all’interno della serie delle scorrettezze a livello storico. Prima di continuare premetto una cosa.

I Medici sono una fiction e non un documentario. Di conseguenza è perfettamente normale che il regista e i produttori si siano presi delle licenze poetiche.

Alcune imprecisioni sono gravi, altre quasi impercettibili e altre ancora dovute a esigenze di copione. Non mi perderò in ulteriori chiacchiere: ecco tutte le inesattezze storiche della seconda stagione di I Medici o, almeno, quello che sono riuscita a trovare!

I Medici

Partiamo da una delle caratteristiche più importanti di Firenze, ovvero l’arte. Il monumento più famoso è senza dubbio il Duomo di Santa Maria del Fiore. Le inquadrature indugiano spesso su quella stupenda opera, mostrandocela in tutto il suo splendore. C’è però un dettaglio di troppo. La facciata non avrebbe dovuto essere presente al tempo di Lorenzo. Fu Emiliano de Fabris a costruirla nel 1887, ben 400 anni dopo l’epoca in cui era vissuto il Magnifico! Un altro monumento di troppo è il Corridoio Vasariano, il percorso sopraelevato che collega Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti passando per gli Uffizi e Ponte Vecchio. Vasari lo realizzò nel 1565 per Cosimo I de’ Medici.

Passiamo al mondo della pittura. Nel primo episodio, Piero de’ Medici ammira spesso uno dei quadri della sua residenza. È “La Fortezza” di Botticelli, dipinta nel 1470. Considerando che la morte di Piero avvenne nel 1469, è altamente improbabile che lui possa aver visto questo dipinto.

Concentriamoci ora su Lorenzo. Nella serie tv, oltre ad averlo reso molto più bello, anche il suo carattere è alterato. Pur non essendo stato mai un tiranno, non fu di certo un paladino del popolo. Infatti, Lorenzo trasformò Firenze, da secoli una repubblica comunale oligarchica, in una Signoria dominata da un solo uomo, in questo caso lui stesso. Non aveva poi un animo così pio e misericordioso. Non rimpianse la guerra contro Volterra. Al contrario fu proprio lui a promuoverla per mostrare la potenza della famiglia Medici, oltre che per il controllo dell’allume. Piccola parentesi su Volterra: nei I Medici ci viene mostrato la bellissima Rocca. In realtà non avrebbe dovuto esserci perché è stato Lorenzo a farla costruire solo dopo la fine di quel conflitto.

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Sua nonna Contessina fu un punto di riferimento per tutta la famiglia. Nella serie tv l’anziana donna muore quando Lorenzo era ancora piccolo. In realtà, Contessina se ne andò nel 1473, attraversando molti lutti dolorosi, compreso quello del marito Cosimo e del figlio Piero. Fondamentale per Lorenzo fu anche la madre che organizzò il matrimonio con Clarice Orsini. Il cognome della giovane lanciò la stirpe Medici lontano da Firenze, aprendo la strada ai due Papi della famiglia. Nella serie I Medici Clarice riesce a ottenere l’amore di suo marito grazie alla sua saggezza, al suo sostegno e alla sua schiettezza. Nella realtà Lorenzo rispettava molto sua moglie, ma non arrivò mai ad amarla. La coppia ebbe ben dieci figli, di cui sette ben prima del 1478, anno della congiura. Nella serie tv ci viene mostrato solo Piero, anche se la primogenita fu Lucrezia.

L’amore della vita del Magnifico fu Lucrezia Donati (protagonista anche di Da Vinci’s Demons). Nella serie i due non si sono potuti sposare perché lei era una popolana. In realtà, Lucrezia era appartenuta a una delle famiglie più nobili e antiche di Firenze. Purtroppo però erano caduti in disgrazia e ciò limitava le possibilità di matrimonio della giovane. Il loro fu un amore platonico, di quelli destinati a durare per l’eternità anche se non si è mai concretizzato nella realtà. Lorenzo infatti volle ricordarla in uno dei suoi poemetti e in molte poesie che scrisse.

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Lorenzo non ha mai usurpato o tradito il padre. Anzi fu proprio Piero a cedere il controllo della banca al figlio maggiore a causa delle sue precarie condizioni di salute. Piero subì un attentato al quale scampò grazie all’aiuto dei figli. Nella serie siamo nel 1469. Nella realtà questo episodio avvenne invece nel 1466 e in maniera diversa.

Piero, Lorenzo e Giuliano erano nella Villa di Careggi. Nonostante le sue spie lo avessero avvisato di movimenti strani a Firenze, Piero decise comunque di tornare in città. Lorenzo decise di passare dalla strada più consueta per verificare la veridicità delle notizie ricevute mentre Piero ne percorse un’altra. Lorenzo si trovò faccia a faccia con i congiurati ai quali mentì dicendo che il padre era rimasto indietro. I congiurati così lo fecero passare. Piero, giunto a Firenze, denunciò alla Signoria la congiura ordita ai suoi danni. Uno dei colpevoli, Luca Pitti, tradì i suoi compagni con una confessione, garantendosi l’immunità. Gli oppositori, inizialmente condannati a morte, verranno mandati in esilio: Diotisalvi in Sicilia, Soderini in Provenza e l’Acciauoli a Barletta.

Nella serie tv, l’amicizia tra Luca Soderini e Lorenzo de’ Medici è decisamente solida. In verità non è certo che tra i due ci fosse un legame così forte. Inoltre, non c’è alcuna prova che Jacopo Pazzi ordinò l’omicidio di Soderini.

I Pazzi sono colpevoli di un’altra uccisione: quella del duca Galeazzo Sforza. Anche in questo caso non ci sono prove che attribuiscono l’omicidio ai nemici storici della famiglia Medici. Anzi, le fonti indicano che Galeazzo Sforza fu ammazzato da una congiura portata avanti da alcuni nobili milanesi. Quest’ultimo non si era procurato le simpatie della nobiltà a causa del suo carattere difficile. Nobili suoi amici, avversari rancorosi con il supporto, probabilmente, della corona francese – timorosa che Galeazzo volesse diventare re d’Italia – parteciparono a questo complotto. Nonostante il tentativo dell’arciere Riva di difenderlo, Galeazzo cadde per le pugnalate di Lampugnani, Olgiati e Visconti il 26 dicembre 1476.

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Passiamo al minore dei fratelli Medici. Collegandomi a Galeazzo Sforza, nonostante Giuliano avesse soggiornato a Milano per diversi mesi, non ci sono prove che fece firmare alcun trattato. Come tutti i fiorentini, rimase stregato dalla bellezza di Simonetta Vespucci, ma non ci è dato sapere se il loro amore fu solo platonico oppure si consumò realmente. Nello show viene omesso un dettaglio rilevante. Dopo la morte di Simonetta, Giuliano si consolò tra le braccia di Fioretta Gorini, dalla quale ebbe un figlio, Giulio de’ Medici, conosciuto come papa Clemente VII.

Giuliano de’ Medici morì nella Congiura dei Pazzi. Ci sono però delle differenze sostanziali tra come si svolse realmente e come l’abbiamo vista in tv.

Il piano originale era di avvelenare i fratelli Medici durante un banchetto organizzato a Villa Medici per festeggiare l’elezione a cardinale del nipote di Sisto IV, Raffaele Riario. Jacopo Pazzi e Girolamo Riario avrebbero dovuto agire e, dato la parentela tra I Medici e I Pazzi – Bianca e Guglielmo si erano sposati per volere delle rispettive famiglie – nessuno avrebbe sospettato di questi ultimi. A causa di un’indisposizione improvvisa, Giuliano non si presentò al banchetto e tutto fu rimandato al giorno dopo, durante la messa pasquale. Nella serie tv i congiurati avrebbero dovuto pugnalare i fratelli e non avvelenarli e Giuliano non si presentò perché aveva bevuto eccessivamente.

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Giuliano non avrebbe dovuto nemmeno presenziare in chiesa. Francesco Pazzi e altri congiurati andarono personalmente a prenderlo a casa. Lo abbracciarono a tradimento per controllare che non avesse la cotta di maglia sotto le vesti. Purtroppo, a causa di un’infezione alla gamba, non l’aveva indossata come non aveva portato con sé il suo coltello. Mentre Giuliano moriva sotto le coltellate di Francesco (uno dei colpi fatali fu sferrato sul cranio), Lorenzo, ferito tra collo e spalla, si rifugiò in sacrestia con Poliziano, Andrea e Lorenzo Cavalcanti. Lucrezia e Clarice non erano presenti al momento dell’agguato.

Il Magnifico non fece niente per frenare la furia popolare che lo vendicò senza che le sue mani si sporcassero di altre colpe. Poche ore dopo, Francesco Pazzi e Salviati penzolavano dalle finestre di Palazzo Vecchio. Jacopo Pazzi, invece, venne impiccato solo qualche giorno dopo poiché era riuscito a fuggire dalla città. Aveva portato la notizia del fallimento alle truppe papali che non sferrarono nessun attacco. Per quanto riguarda il Papa nella serie, pur non dando il suo assenso, non fa niente per fermare i congiurati. Nella realtà, invece, fu uno dei più attivi, desideroso infatti di conquistare i territori fiorentini.

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In conclusione, nonostante le numerosissime incongruenze storiche, la seconda stagione della serie I Medici è stato un grande successo. Possiamo indicarla tranquillamente come uno dei migliori prodotti italiani di sempre, in attesa di scoprire se la terza stagione sarà all’altezza di quella appena terminata.

Leggi anche – I Medici 2: La recensione delle ultime due puntate in dialetto fiorentino

Written by Chiara Manetti

Amo scrivere; è la mia passione più grande. Datemi due personaggi e vi monto una storia in un baleno. Mi considero da sempre una scrittrice, anche se non ho mai pubblicato niente.
Amo le serie TV. Le ho scoperte quasi per caso ma, da quando l'ho fatto, non le ho più abbandonate. Ne divoro non so quante a settimana, al mese, all'anno.
Quindi che fare con due passioni come queste? La risposta è semplice: le ho unite. Ho fatto bene? Ovviamente. Il risultato? Beh, quello me lo dovete dire voi.

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