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Homeland e la maternità: Carrie Mathison, genitore a intermittenza

Homeland
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Homeland è una Serie Televisiva statunitense prodotta da Showtime dal 2011 e tuttora in corso, dopo ben sei stagioni e settantadue episodi (l’ottava stagione dovrebbe essere la conclusiva). L’uscita della settima stagione è prevista per l’11 febbraio (trovate info su altre Serie in uscita nel 2018 in questo articolo). La Serie ha per protagonista Carrie Mathison (interpretata magistralmente da Claire Danes), brillante agente della CIA affetta da disturbo bipolare.

 

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Nel corso delle varie stagioni di Homeland, Carrie fronteggia parecchie difficoltà, non solo a causa del suo lavoro ma anche della sua disastrosa vita personale. Dedita unicamente al suo ruolo di agente governativo, Carrie cambia quando si imbatte in Nicholas Brody.

Il loro incontro non è fortuito. Carrie è convinta che il sergente dei Marines, tenuto in ostaggio da Al-Qaeda e liberato dopo otto lunghi anni, si sia convertito non solo all’islam ma anche agli ideali fondamentalisti del terrorista Abu Nazir. La donna sospetta che Brody sia, infatti, lo strumento per compiere un attacco terroristico su suolo americano. Carrie, quindi, inizia a condurre un’indagine ufficiosa, dato che i suoi superiori, e la popolazione, vedono Brody come un eroe di guerra e non come un potenziale terrorista. Avvicinatasi all’uomo per tenerlo sotto controllo, finisce coll’intraprendere con lui una relazione sentimentale.

Brody non è l’unico uomo cui Carrie si lega nel corso della Serie, ma è sicuramente quello che genera in lei i cambiamenti più rilevanti. Infatti, non solo la donna si innamora di lui profondamente ma, per amor suo, deciderà anche di portare a termine la sua gravidanza indesiderata.

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È durante la terza stagione che Carrie scopre di essere incinta di Brody. I due sono ormai lontani per ragioni di sicurezza; l’uomo è costretto a darsi alla fuga dopo essere stato accusato di aver causato l’esplosione di una bomba alla sede della CIA di Langley. L’attentato, avvenuto durante un memoriale, aveva causato un gran numero di morti, e Brody era stato abilmente incastrato da Abu Nazir. In seguito, l’ex Marines, con la mediazione di Carrie e Saul, riesce a ripulire la sua reputazione e inizia a collaborare con la CIA. Durante una missione quasi suicida, però, nonostante avesse saputo della gravidanza di Carrie, l’ex sergente mette a rischio la propria vita. In Iran, dopo il fallimento di suddetta missione, Brody, accusato di tradimento, è condannato a morte per impiccagione davanti agli occhi di Carrie.

Forse proprio per questo la donna decide di tenere la bambina; spera forse di rivedere in lei un riflesso del padre. In realtà, l’impressionante somiglianza della bambina con Brody è una condanna per l’agente, che non riesce a sopportare il costante ricordo del suo fallimento. Carrie, infatti, non riesce a perdonarsi di non essere stata in grado di salvare l’amante.

Dopo essere stata promossa a direttore della sede della CIA di Istanbul, Carrie comunica al padre e alla sorella Maggie la sua intenzione di non portare con sé Frannie (è questo il nome della figlia). Non si ritiene in grado di essere una buona madre e non pensa di essere pronta a mettere da parte il suo lavoro. Il padre, con cui la donna ha un legame molto profondo, decide di prendersi cura della nipote fino a quando la figlia non si sarebbe sentita pronta.

Questo momento appare, però, molto lontano. Il disagio di Carrie si percepisce sopratutto quando la donna, ritornata definitivamente a Washington, è spinta dai familiari a legare con Frannie. La donna è molto insicura e interagisce il meno possibile con la bambina. Un giorno, lasciata sola con la figlia, mentre le fa il bagnetto, Carrie prova l’impulso di lasciarla annegare perché, con Brody morto, non ricorda nemmeno il perché l’abbia fatta nascere. Riesce a fermarsi in tempo, ma questo le conferma la sua inadeguatezza e la fa immergere ancora di più nel suo lavoro, che la porta nuovamente lontana dalla figlia.

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Ritornerà da lei solo tempo dopo, richiamata a Washington dalla morte improvvisa dell’amato padre Frank. La perdita traumatica e il ritorno improvviso della madre, che aveva abbandonato la famiglia quindici anni prima, fanno scattare qualcosa nella donna. Spinta, inoltre, da Quinn a lasciare la CIA, decide di cambiare vita e iniziare a comportarsi da madre.

Nella quinta stagione di Homeland, ambientata a Berlino, due anni dopo la conclusione della quarta, Carrie appare come una madre serena. Vive con un compagno, Jonas, e la bimba ormai non è più un peso per la donna, che, abbandonate le vesti di agente, ora si occupa di sicurezza in una fondazione umanitaria (la fondazione During). Le abitudini, però, sono dure a morire: un po’ per una sua inclinazione e un po’ perché coinvolta da Quinn e Saul, Carrie si trova, infatti, suo malgrado, nuovamente invischiata in affari terroristici internazionali. È costretta, quindi, a separarsi nuovamente da Frannie, mandandola da Maggie per tenerla al sicuro.

Le due si riuniranno nella sesta stagione, ambientata a New York, dove ormai Carrie vive stabilmente. La donna adesso lavora per un’associazione legata alla fondazione During, che si occupa di difesa di cittadini americani musulmani vittima di discriminazioni. Il lavoro la tiene spesso impegnata, costringendola a lasciare Frannie con una babysitter. Un giorno, costretta a lasciare casa di fretta proprio a causa di un’emergenza di lavoro e in attesa dell’arrivo della babysitter Latisha, Carrie lascia Frannie con Peter Quinn. La scelta non si rivela saggia perché l’uomo, cui Carrie è molto legata, non è nello stato mentale per occuparsi di una bambina. Soffre, infatti, di un grave disturbo da stress post traumatico e di problemi di mobilità, causati da esposizione al gas nervino.

peter quinn

Dopo l’arrivo di Latisha, la casa di Carrie è circondata da giornalisti, che con molta insistenza reclamano la donna per intervistarla a proposito della morte del suo assistito (un presunto terrorista). L’aggressività dei giornalisti fa scattare in Quinn un meccanismo di difesa e, da soldato addestrato qual è, l’uomo reagisce in maniera spropositata. Temendo per l’incolumità di Latisha e Frannie, Quinn intima loro di chiudersi in bagno, non rendendosi conto di essere proprio lui la fonte del loro disagio. Arriva addirittura a sparare a un contestatore spaventando terribilmente la folla e la bambina che, ovviamente, non riesce a rendersi conto di cosa stia succedendo.

All’arrivo della polizia, seguito immediatamente dall’arrivo di Carrie, che riesce a calmare la situazione, Quinn viene sedato e portato di peso in ospedale. La vicenda è abilmente sfruttata da Dar Adal, abile macchinatore, che per mettere in crisi Carrie, contatta i servizi sociali. Sfruttando i suoi contatti, fa sì che Frannie venga allontanata dalla madre, che, a suo dire, non è in grado di fornire un ambiente sicuro per la crescita della bambina. Carrie, venuta a conoscenza di questa manipolazione dei fatti – Dar Adal, infatti, esce allo scoperto e quasi apertamente la ricatta facendo leva su Frannie – cede alle richieste dell’uomo. Sarà solo dopo una serie di incontri sorvegliati dall’assistente sociale che Carrie riuscirà a ottenere nuovamente la custodia della figlia.

Dopo questa panoramica generale di Homeland, nonostante il focus su Frannie, risulta chiaro che la Serie non parli di maternità e non sia un family drama.

Credo che su questo siamo tutti d’accordo. Il mio problema nasce dal momento in cui lo spettatore si dimentica completamente dell’esistenza di Frannie in tutti quegli episodi in cui non è presente. A volte non è nemmeno menzionata per sbaglio e questo non è realistico. Sembra quasi che gli autori si siano pentiti di aver fatto partorire Carrie. Nel corso delle diverse stagioni, come appena raccontato, hanno infatti approfittato di qualsiasi occasione per liberarsi della bambina (spedita in giro per il mondo come un pacco postale). Anche nell’ultima stagione sono stati in grado di lasciare Carrie alle sue indagini, liberandola dal peso della figlia per la maggior parte degli episodi, sfruttando abilmente la trama. Ma guarda che fortuna!

Homeland è una Serie di qualità, con i suoi pregi e difetti ovviamente, ma questo uso indiscriminato del personaggio di Frannie mi ha sempre infastidito. Mi ricorda un po’ i momenti d’oro di Glee, in cui alcuni personaggi introdotti erano poi abbandonati lungo la strada, dimenticati da tutti. Capisco che non sia facile inserire con disinvoltura una neonata o una bambina piccola nella trama di una serie drammatica e di spionaggio ma, credo che una volta presa la decisione di farlo, ci si sarebbe aspettato un tipo di scrittura più coerente. Mi sarei addirittura accontentata di un’analisi più profonda del personaggio di Carrie in rapporto alla sua relazione a distanza con la figlia.

Un esempio virtuoso a riguardo lo fornisce The Walking Dead. Gli autori della Serie, che ultimamente è afflitta da vari problemi, almeno sono riusciti a trattare dignitosamente il personaggio di Judith che, per quanto “inattivo”, è inserito coerentemente nelle varie vicende del gruppo di sopravvissuti all’apocalisse zombie.

the walking dead rick judith

In conclusione, la presenza di Frannie non influisce in alcun modo su Homeland.

Che Carrie fosse egoista e a tratti anaffettiva era un fatto noto. La cosa era emersa anche osservando le sue relazioni con Quinn e Saul, soprattutto quando spinta dalle circostanze aveva messo a rischio la loro vita, con relativa leggerezza. Onestamente, non c’era bisogno di sottolineare il suo egocentrismo anche nell’ambito della maternità.

Non si sa cosa la settima stagione di Homeland (clicca qui per guardare il trailer) abbia in serbo per Carrie e per gli Stati Uniti d’America che, come nella realtà di oggi, anche nella Serie vivono un momento di crisi . Di una cosa, però, sono quasi certa: la piccola Frannie continuerà a essere una bambina “di comodo”, un personaggio satellite, capace di apparire e scomparire in base alle necessità della trama principale.

E voi cosa ne pensate? Vi eravate mai posti il problema della presenza intermittente della piccola Frannie? Non vedo l’ora di conoscere le vostre opinioni!

Alla prossima!

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Written by Ilaria Iasio

Ventiseienne napoletana, laureata in Filologia Moderna, attualmente stagista entusiasta in una casa editrice. Amo la letteratura e le Serie Tv, che spesso e volentieri risucchiano il mio tempo libero e la mia vita sociale. Ho il difetto di analizzare eccessivamente tutto ciò che mi circonda, finendo col causarmi ogni volta un gran mal di testa. Inguaribile romantica e shipper indefessa.

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