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10 motivi per cui ci manca Glee

Tra pochissimo conteremo trecentosessantacinque giorni dalla fine della messa in onda di Glee, una serie tv che ci ha dato tanto, ci ha cresciuti, ci ha dato tantissimi spunti di riflessione, ma soprattutto ci ha lasciato una grossa e preziosa eredità nel cuore. So bene che non sia esattamente un telefilm per tutti, non di certo per chi ama impegnarsi o ragionare troppo sulle trame, non per chi odia i musical, le esagerazioni e le situazioni spesso grottesche o sdolcinate. Ma sono certa che chiunque, in un modo o nell’altro, anche oggi, possa apprezzarne proprio la leggerezza dei temi trattati, dei dialoghi, della musica, mai forzatamente inserita (se non, forse, per l’ultima serie, in cui hanno inserito spesso canzoni a caso, senza logica). Vediamo, oggi, i 10 motivi per i quali, ogni tanto, ripensiamo a questa serie tv, ma soprattutto cosa più ci manca! (So che sono davvero pochissimi punti, ma potremmo fare una seconda puntata, se vi piacerà! 😉 )

  • Il senso di appartenenza ad una squadra

Rachel Berry ci insegna che “Far parte di qualcosa di speciale non ti rende speciale. Qualcosa è speciale perché tu ne fai parte.”, ed è proprio questa, forse, la cosa che più ci manca. Il sentirsi sempre e comunque parte di un qualcosa che non ci faccia sentire soli, non importa quanto strano, assurdo, bizzarro tu possa essere. Non importa il colore della tua pelle, le tue preferenze sessuali, il tuo quoziente intellettivo o quante volte ti sia spogliato davanti ad un ragazzo, nel Glee Club si è tutti parte di un insieme bellissimo di persone, unite dalla passione per la musica e guidati dal cuore e dai sogni. E soprattutto, la cosa più bella è che, nella serie tv, ogni persona è speciale proprio perché è semplicemente se stessa.

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Written by Francesca Romagnuolo

22 anni, studio Lettere Moderne, ma non ditemi che sto studiando per imparare l'alfabeto, perchè è vecchia. Amo la musica, i telefilm e sono una critica per passione e per noia. Non mi definisco simpatica, non so raccontare le barzelle, ma so ridere fino alle lacrime e ai crampi agli addominali. Scrivo perchè sono un disastro nel parlare, ma anche perchè la tastiera non sa e non può giudicarti. Non esprimo il mio parere in base ai vostri gusti e se una cosa non mi piace, me ne frego, la dico e basta. Non so essere breve, non so rinunciare agli aggettivi e alle virgole. Vado in bestia per la punteggiatura errata e per chi non capisce i gusti altrui.

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