Non sai che serie iniziare?
Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Dopo il finale scintillante della scorsa puntata, From torna su Paramount+ con un episodio che continua a mettere in discussione ogni nostra – relativa – certezza, confondendoci continuamente su quello che potrebbe essere l’esito finale di questa battaglia che gli abitanti dell’angusta cittadina combattono con le entità, coi mostri, col luogo e con loro stessi. Una puntata all’apparenza calma e al contempo conturbante, col picco di inquietudine raggiunto nel gran finale che ci ha offerto un incontro tra Tabitha e il Man in Yellow che odora molto di preludio alla resa dei conti finale.
Tra i protagonisti di questa puntata c’è sicuramente Harry: il padre di Victor sta prendendo sempre più spazio in questa stagione, e da quando ha bevuto il sangue dell’Uomo in Giallo qualche puntata fa ha cominciato anche ad avere delle visioni pericolose per la sua psiche e potenzialmente anche per la comunità stessa. Nessun dubbio, ovviamente, sul fatto che il ‘responsabile’ delle visioni di Harry sia proprio il sangue dell’Uomo in Giallo: Harry vede una vita ordinaria ma rassicurante con Eloise, Victor e la sua famiglia, come se fosse in coma in un letto d’ospedale e Fromville fosse quindi solo una proiezione della sua mente. Harry è già ampiamente provato dall’esperienza a Fromville, e l’alcolismo galoppante che lo attornia non aiuta di certo la sua lucidità mentale. Proprio per questo, a causa delle visioni, potrebbe pensare di uccidersi come forma di liberazione dall’incubo e magari anche di provare a uccidere tutti gli altri per aiutarli a uscirne: del resto l’Uomo in Giallo non gli ha somministrato il sangue solo per fargli avere delle visioni, ma le visioni sono solo l’anticamera di quello che potrebbe succedere (se volete approfondire ulteriormente l’argomento, ne abbiamo parlato qui).
In From ogni personaggio è importante, ma per quanto riguarda i cicli è ormai chiaro ed evidente che i personaggi più importanti appartengano alle famiglie Kavanaugh (la famiglia di Victor) e Matthews (la famiglia di Tabitha). E in questo episodio c’è un incrocio fondamentale: Victor, ormai definitivamente convinto che Ethan sia il nuovo lui, decide di rompere gli indugi e preparare psicologicamente il bambino a un futuro di solitudine e devastazione. Victor racconta a Ethan come sia destinato a rimanere da solo nella cittadina, e tenta di addestrarlo per evitare che provi tutto il dolore che ha provato lui. Un gesto nobile da parte del personaggio con l’animo più gentile di Fromville, ma al contempo un gesto potenzialmente molto traumatico per un bambino: Tabitha lascia che Victor faccia la sua parte, ma poi ferma tutto e promette a Ethan che lui non rimarrà da solo, e che lo riporterà a casa. Quello che dice Victor però non è campato per aria: sembra si stiano creando tutti i presupposti perchè l’oscura profezia si compia, perchè il ciclo si ripeta. Ma al contempo è chiaro che se siamo qui, se stiamo guardando questa serie, qualcosa dovrà cambiare. Qualcosa dovrà andare storto per le forze del male e a favore per i malcapitati abitanti. Che non significa per forza che tutto andrà bene, affatto: significa però che qualcosa cambierà, e quindi non è assolutamente detto che Ethan da erede designato di Victor rimarrà da solo per anni nella cittadina prima che un nuovo ciclo narrativo ricominci.

Lo scontro ideologico tra Jade e Boyd, intanto, prende sempre più forma, e seppur in forma diversa ci ricorda in parte quello tra Jack e John Locke sull’isola di Lost. Jade è il genio del gruppo, come diciamo già da un paio d’anni è il personaggio che più ha possibilità di salvare tutti con qualche intuizione folle e anche grazie all’approfondita conoscenza della materia ottenuta in dote dalle vite precedenti vissute a Fromville: così l’eccentrico capellone tenta di costruire piani per uscire dall’impasse, per riuscire a sfuggire alla morsa sempre più asfissiante di qualsiasi creatura mostruosa presente a Fromville.
Ormai è evidente come all’interno di questo inquietante gioco interattivo il livello di difficoltà e stress si stia alzando puntata dopo puntata, stagione dopo stagione: un tempo l’unica preoccupazione degli abitanti era quella di rientrare a casa per tempo la sera così da sfuggire ai mostri notturni. Una vita comunque terribile, ma che in qualche modo erano riusciti addirittura a rendere sostenibile (addirittura, se ricordate, alla Colony House si tenevano delle feste con alcolici, balli, promiscuità diffusa tra i cittadini e chi più ne ha più ne metta). Adesso invece ci sono mostri ed entità di ogni genere, ex abitanti che ‘resuscitano’ e provano ad uccidere gli altri, addirittura talpe nascoste nel gruppo. E in tutto questo è passato del tempo, sono morte delle persone, il livello di stress, paura e depressione non è più gestibile.
Per questo Jade prova a uscirne. Anche se questo dovesse costare la vita a qualcuno del gruppo. I suoi piani sono pericolosi, rischiosi, potenzialmente autodistruttivi. Ma sono comunque meglio che rimanere fermi in attesa che il terribile destino si compia.
Boyd però non è d’accordo, ed è l’unico che pensa ancora a come salvare tutti. Dovrà però rendersi conto che ormai salvare tutti è impossibile, e che è meglio muoversi finché si è ancora in grado di fare qualcosa. E le prossime due puntate potrebbero essere decisive in tal senso.
Grande protagonista dell’ottava puntata di From 4 è ancora una volta Fatima, personaggio mistico su cui avanzano le scoperte inquietanti. Le vene in orribile stato presenti sull’addome, e soprattutto dei parametri vitali semplicemente impossibili per una persona, appunto, viva: Fatima sembrerebbe clinicamente morta eppur al contempo materialmente viva. Dato il legame viscerale con suo figlio Smiley, Fatima potrebbe essere ormai una di loro, una dei mostri, pur rimanendo contemporaneamente un’umana (anche se su questo ci sono varie teorie suggestive da considerare). Una figura affine ai mostri e però al contempo in grado di proteggere gli umani dai mostri stessi. Almeno per il momento, perchè questa situazione potrebbe avere una data di scadenza. E anche in questo caso, ci potrebbero essere conseguenze terribili.
L’incontro tra Tabitha e il Man in Yellow, infine, rappresenta sicuramente il picco di terrore di questo episodio: ogni volta che quell’incubo con le gambe si avvicina caracollando a uno dei personaggi, con quello sguardo inquietante e quegli abiti surreali, noi stessi che guardiamo ci sentiamo come sopraffatti. From ha costruito un villain a regola d’arte, incisivo sia fisicamente che psicologicamente, anche se ancora non è chiaro fin dove arrivino i suoi poteri (e probabilmente lui è solo un ingranaggio, per quanto importante, di questo meccanismo malato dei cicli). E dal disturbante confronto ne usciamo anche con una notizia parecchio importante: il Man in Yellow afferma come nessuno, prima di loro, avesse provato a recuperare le ossa dei bambini. Il che ci porta a un’altra importantissima conferma: gli abitanti non sono necessariamente costretti a ripetere in loop le stesse azioni, e il ciclo ha la possibilità di essere cambiato\interrotto. Una notizia che era nell’aria e che in un certo senso davamo per scontata (impossibile pensare che non ci fosse alcun margine di modifica degli eventi, altrimenti quasi non avrebbe nemmeno senso tutta la narrazione) ma che con la conferma dell’Uomo in Giallo diventa ufficiale: il gruppo sta facendo qualcosa che lui stesso non aveva previsto, e la preoccupazione che avevamo visto nei suoi occhi (in quelli di Sophia, per l’esattezza) prende forma anche in questo finale di episodio, dove pur con fare arrogante e intimidatorio mostra che non ha tutto sotto controllo come poteva sembrare all’inizio.
Qualche speranza di battere il nemico si fa quindi strada, ma la partita è ancora lunghissima e non attendiamoci risoluzioni definitive negli ultimi due episodi dell’anno: la stagione finale non è questa, andremo ancora avanti ma ovviamente non ci sarà niente di definitivo. Ma potremo aspettarci grossi colpi di scena, quello sì. Del resto, in From tutto è possibile: anche che il gruppo sia intrappolato dall’inizio solo per colpa di un errore di Jade.






