Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler sulla prima puntata della quarta stagione di From.
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S*it: here we go again. In mezzo ai boschi, con la strada interrotta da un albero caduto? Prima di finire in un terribile loop in una città maledetta, anche se i pancake non sembrano tanto male? Sì, anche: From è letteralmente questa cosa qua. Il punto è un altro: invece di fare i compiti a casa e fare un bel rewatch della serie (oltre a dare una letta alle recensioni) per prepararmi al meglio alle pagelle della quarta stagione, mi sono perso nel revival di Malcolm e non ho rivisto niente. Quindi non ricordo più niente. A parte Victor, ovviamente: lui non lo dimenticherò mai.
Ciò significa che le pagelle della quarta stagione di From ripartiranno esattamente da dove le avevamo lasciate l’ultima volta: avendo dimenticato i nomi di ogni singolo personaggio, riproporrò le definizioni che avevo già offerto nel corso della terza stagione, quando avevo faticosamente memorizzato i nomi intorno alla terzultima puntata. Con un problema ulteriore: stavolta, oltre a non ricordare i nomi, non ricordo nemmeno le spiegazioni di alcune delle didascalie che io stesso avevo creato. Tipo: perché Julie Matthews è “la ragazzina che si fa gli affaracci suoi”? Chissà: fatemi sapere, se avete una risposta a riguardo.
Comunque, questo è un loop. E visto che From è un loop spazio-temporale, potrei far passare tutto ciò per una deliziosa trovata metatestuale. Invece no, sarò sincero: sono solamente un cialtrone.
Vabbè, iniziamo dai.
Le Pagelle di From 4×01
Il Man in Yellow – Il cattivone vestito di giallo.

- Voto: 9.
La versione evil dell’Alto Passero di Game of Thrones cerca di mascherare la sua perfidia con l’utilizzo di un simpatico abito che nel 1698 era giallo, ma il risultato non è granché. A meno che non abbiate un concetto di simpatia tutto vostro, non centra l’obiettivo.
Sophia – L’anima pia che in realtà è il cattivone vestito di giallo.

- Voto: 9.5.
Se Mariano Giusti, quello interpretato da Corrado Guzzanti in Boris, fosse finito nel mondo di From, sarebbe stato più o meno così.

Boyd Stevens – Il tizio che in Lost urlava a squarciagola il nome del figlio Walt e ora suona un campanaccio per strada.

- Voto: 8.
Visto che intravediamo all’orizzonte alcuni timidi sintomi di burnout, suggeriamo un periodo di riposo prima che debba spiegare di nuovo, possibilmente con parole povere, cosa significhi assistere al parto di un mostro sorridente.
Tabitha Matthews – La tizia di From che era tornata alla realtà.

- Voto: 4.5.
Friendzona l’uomo con cui è stata sposata letteralmente per secoli e ok: viste le circostanze, ci sta. Cerca poi di giustificare l’assenza del marito con la frase:“Forse non si è reso conto che fosse tardi”. Ottima scusa, in un mondo nel quale si rischia di morire malissimo ogni singola notte non appena tramonta il sole. Il voto è 4.5, ma in compenso ottiene un ottimo9.65 sulla scala Mazzarri de La Ragione di Stato. E un fantasma che gira per casa, visto che in From le bizzarrie non sono mai sufficienti.
Donna Raines – La badass bionda che gestiva mezza città in modi divisivi.

- Voto: 7.
“Aveva le sue ragioni”, dice a proposito di Sara che cava un occhio a Elgin: potrebbe non reggere in tribunale in caso di accuse.
Jade – Il tizio che cerca soluzioni razionali in un mondo irrazionale.

- Voto: 9.5.
Ora: ci sono tanti modi per subire una friendzone comunicata con tatto e sensibilità. Tantissimi. Tuttavia, questa mi mancava: Tabitha non ricorda che fosse la compagna di Jade in un’altra vita. In altre vite. E pare essere molto diffidente a riguardo.
Comunque, sembra l’unico che guarda con sospetto a Sophia, quindi merita un nove anche solo per questo.
Dieci, invece, per mera solidarietà maschile. La media è chiara, e non serve uno scienziato del suo calibro per calcolarla.
Il simpaticone di From: Jim Matthews – Il marito della tizia che è tornata alla realtà, nonché padre del bambino che si è ritrovato Victor per amico e della ragazzina che si fa gli affaracci suoi.

- Voto: 10.
Potrei non aver amato visceralmente il suo personaggio, ma in compenso apprezzo particolarmente l’interpretazione in questa première di From 4: non dice una parola e muore ammazzato dopo pochi attimi. Straordinario.
Il solito protagonista indiscusso di From 4: Victor – L’unico nome che non ho mai dimenticato, perché sì.

- Voto: 10.
Dieci, a prescindere. Anche se la trama della puntata lo vede protagonista per il solo fatto che decida di diventare il coinquilino di suo padre. Forse non è la migliore trama di tutti i tempi, ma i veri fenomeni sanno sempre capitalizzare ogni istante in scena.
Sara Myers – La collaborazionista pentita di From.

- Voto: 6.
Pentita, sì. Ma lei, a fin di bene, cava comunque gli occhi al prossimo. A fin di bene, sia chiaro.
Attendo con impazienza il momento dell’aperitivo alla Sex and the City con Sophia: non oso immaginare quali deliziosi argomenti potrebbero venir fuori tra un Cosmopolitan e l’altro.
Acosta – La poliziotta di From.

- Voto: 3.
Una poliziotta. Non troppo simpatica. Con una pistola in mano. Scarica. Ok.
Randall Kirkland – Il tizio che viveva all’interno del bus perché non stava simpatico a nessuno.

- Voto: 6.
Sei politico per la trovata dell’argano. Per trovare trame più consistenti, provate con la prossima. Serie.
Ethan Matthews – Il bambino che fa amicizia con Victor.

- Voto: 8.
Visto che ha ormai accumulato alla tenera età di dieci anni la quantità di disillusione contenuta, normalmente, in un disoccupato sessantenne pluridivorziato, chiede alla madre se il padre sia morto e poi non dice altro per il resto della puntata.
Julie Matthews – La ragazzina che si fa gli affaracci tuoi.

- Voto: 5.
Dovrebbe essere uno dei personaggi chiave dell’intera serie. Dovrebbe, sì. Ma in gran parte dei casi lo nasconde straordinariamente bene.
Marielle Kirkland e Kristi Miller – L’équipe medica di Fromville

- Voto: 6.
Non avendo granché di simpatico da dire su entrambe, ho unito le due pagelle per tirarne fuori una. Risultato? Non funziona manco così.
Fatima Hassan – La tizia che aspettava miracolosamente un figlio e ha per questo un nome fortemente didascalico.

- Voto: 6.5.
La dieta a base di spazzatura, da me osteggiata per un’intera stagione, l’ha portata al parto disperato di un mostro sorridente e alla necessità di farsi una doccia. Vestita di tutto punto.
Visto l’andazzo, suggerisco una variazione sul tema con un viaggio a Lourdes.
Ellis Stevens – Il figlio del tizio di From che suona il campanaccio per strada, ma non si chiama Walt.
- Voto: 5.
Visto l’andazzo, suggerisco un viaggio a Lourdes per dare una nuova dimensione al suo personaggio.
Il padre di Victor – Eh, il padre di Victor.

- Voto: 9.
Niente di che da segnalare, ma il solo fatto che sia il padre di Victor gli consegna un bel nove in pagella.
Elgin Williams – Il tizio di From che vede le geishe morte.

- Voto: 6.
Grande idea, guardare questa puntata alle otto del mattino di un sonnecchiante lunedì. Davvero una straordinaria idea. Soprattutto nel momento in cui sono entrato in intimità con una delle sue cavità oculari. In compenso, sembra avere ancora fede nell’idea che abbia fatto la cosa giusta: a questo punto dovremmo parlare di fede cieca, ma forse non è il caso.
Kenny Liu – L’assistente del tizio di Lost che urlava a squarciagola il nome del figlio Walt e ora suona un campanaccio per strada. In attesa di promozione a suonatore ausiliare di campanacci.
Ah, tra l’altro: è pure il figlio della cinese col cuore di panna.

- Voto: 7.
Bello il momento in cui deve riassumere tre stagioni di From a una ragazza col padre in coma, mentre sta entrando in quella realtà malefica. Un montaggio astuto, tuttavia, mi convince del fatto che non sarebbero in grado di farlo manco gli autori.
Smiley – Il mostro che sorride.

- Voto: 8.
Quando nasce un bambino, si cerca di farlo piangere per constatare un ottimo stato di salute. Una volta che piange, tutti tirano un sospiro di sollievo. Non è chiaro se la tesi funzioni anche al contrario, ovvero: tutti gli altri piangono non appena lo vedono, mentre lui sorride con una quantità sovraumana di denti. Nel dubbio, non sembra passarsela malissimo.
Alla prossima settimana!
Antonio Casu






