Maledetto il giorno che ci ha fatto incontrare: l’amore secondo Sarah Hogle è una guerra
Ci sono commedie romantiche in cui due persone si incontrano, si odiano, si innamorano e vivono felici e contente. Poi c’è Maledetto il giorno che ci ha fatto incontrare.
Il romanzo di Sarah Hogle, titolo italiano di You Deserve Each Other, parte da una situazione apparentemente assurda: Naomi e Nicholas sono fidanzati e dovrebbero sposarsi, ma si detestano. Nessuno dei due vuole essere quello che annulla il matrimonio, perché chi farà saltare le nozze rischia di dover affrontare anche le conseguenze economiche. Così comincia una guerra domestica fatta di scherzi, sabotaggi e provocazioni sempre più assurde, nella speranza che sia l’altro a mollare per primo. Il problema è che, mentre cercano in tutti i modi di distruggersi la vita, i due cominciano anche a riscoprire le ragioni per cui si erano innamorati.
L’adattamento cinematografico è diretto da Abby Kohn e Marc Silverstein e vede Meghann Fahy e Penn Badgley come protagonisti. Le riprese sono terminate e il film è attualmente in post-produzione, ma al momento non esiste ancora una data ufficiale di uscita.
E qui, lo ammetto, ho parecchia curiosità. La storia sulla carta è perfetta per una commedia romantica contemporanea, ma può diventare facilmente irritante se i protagonisti non risultano credibili come coppia. Tutto dipenderà dalla chimica tra Fahy e Badgley. E Penn Badgley, dopo essere stato per anni il volto televisivo di uomini che fanno pensare «forse dovremmo chiamare la polizia», dovrà convincerci che questa volta è semplicemente un fidanzato esasperato. Una sfida interessante. Soprattutto per noi spettatori, che probabilmente finiremo il film chiedendoci se vogliamo sposarci o denunciare il nostro partner.
Dal bestseller al grande schermo: quando il lettore diventa spettatore
Questi cinque titoli raccontano bene quanto sia ormai stretto il rapporto tra editoria e cinema. Un bestseller può diventare un fenomeno sui social, conquistare una community e finire rapidamente sulla scrivania di una casa di produzione. A quel punto comincia il secondo viaggio: quello dal testo scritto allo schermo. Ed è anche il momento in cui comincia il panico dei lettori.
I film tratti da libri hanno sempre questo problema: devono soddisfare contemporaneamente chi conosce già la storia e chi la scoprirà per la prima volta.n E non è affatto semplice. Ma forse è proprio questo il bello degli adattamenti. Un libro ci permette di costruire il nostro film personale nella testa. Il cinema arriva dopo e prova a convincerci che la sua versione è quella giusta. A volte ci riesce. A volte nasce una guerra civile su Twitter. E noi, ovviamente, saremo lì a prendere appunti.





