Ragione e sentimento: Jane Austen torna ancora una volta a tormentare i romantici
Jane Austen è morta nel 1817 eppure continua a ricevere più adattamenti di moltissimi autori contemporanei ancora in attività. A questo punto viene quasi da chiedersi se qualcuno abbia dimenticato di avvisarla che il suo contratto con Hollywood è scaduto da circa duecento anni. Il prossimo ritorno è quello di Ragione e sentimento, romanzo pubblicato nel 1811 e costruito attorno alle sorelle Dashwood: Elinor e Marianne.
La prima è razionale, prudente e capace di controllare le proprie emozioni. La seconda è impulsiva, romantica e molto meno interessata a fingere che il cuore non abbia voce in capitolo. Attraverso le loro vicende Austen racconta amore e matrimonio, ma anche denaro, reputazione, differenze sociali e soprattutto il ruolo delle donne in una società nella quale l’indipendenza economica era tutt’altro che scontata.
La nuova versione è diretta da Georgia Oakley, con sceneggiatura di Diana Reid, e vede Daisy Edgar-Jones nei panni di Elinor ed Esmé Creed-Miles in quelli di Marianne. Nel cast ci sono anche Caitríona Balfe, Frank Dillane, George MacKay e Fiona Shaw.
La mia curiosità qui è soprattutto legata al modo in cui verrà aggiornata la sensibilità del racconto senza snaturare Austen. Perché Ragione e sentimento non ha bisogno di essere trasformato in una rom-com moderna con battutine ogni trenta secondi. Austen era già ironica. Anzi, spesso era molto più cattiva di quanto le attribuiamo. Il vero compito del film sarà quindi ricordarcelo. E possibilmente dimostrare che un romanzo scritto oltre due secoli fa riesce ancora a raccontare perfettamente il modo in cui continuiamo a complicarci la vita per amore.





